martedì 21 gennaio 2014

Regione Lazio, trovata microspia nella sala riunioni utilizzata da Zingaretti


Che dire.. l'ennesima microspia trovata negli uffici della Regione Lazio. Spero che non ci sia di mezzo qualche "collega" che, avendo fatto un illecito, screditerebbe di nuovo la categoria.
Forse non è necessario, ma cerco di spiegarmi meglio: nessun investigatore privato avrebbe la possibilità di istallare una microspia in una sala riunioni in quanto, dato che l'attività di indagine in ambito privato si può effettuare per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, non esiste nessun cliente che avrebbe tale diritto in quell'ambito. Detto questo, si evince che ciunque abbia fatto questa operazione non era autorizzato ad effettuarla. E questo è chiaro, ma entrerei ancora di più nel dettaglio. Mi è capitato spesso di effettuare Bonifiche ambientali a clienti presso i loro uffici privati e/o presso le loro abitazioni, rilevando in alcune occasioni la presenza di microspie (o cimici come vengono comunemente chiamate). Dopo averle rilevate sarà l'Autorità Giudizziaria che dovrà fare le indagini del caso per capire chi può aver fatto il reato.
Dalla foto che vedo pubblicata nei quotidiani e su internet (prendendo per buono che sia originale) deduco che si tratta di un dispositivo artigianale. Tali dispositivi possono, che io sappia, essere di due tipi: a trasmissione tramite scheda gsm, quindi telefonica o a trasmissione radio. La differenza è che nel primo caso si ha la possibilità di ascoltare da qualsiasi parte perchè viene fattoi tramite telefono (come se fosse una telefonata cellulare), mentre nel secondo caso c'è una "portata di ascolto", cioè una distanza massima dove deve essere collocato un ricevitore e/o una persona che ascolta.
Ritengo che in entrambi i casi l'Autorità Giudizziaria possa effettuare indagini, con ampia possibilità di successo, finalizzate ad individuare l'autore del reato, partendo, ad esempio, dall'intestatario della sim (se presente) o dai componenti trovati.
Il punto che sarebbe anche da chiedersi è: chi è in grado di entrare sul posto e mettersi a fare quel lavoro  (che anche da amni esperte richiede del tempo), senza essere visto?
Possibile che negli uffici non si possano montare impianti di registrazione video a circuito chiuso che aiuterebbero le indagini?
Per carità, non voglio fare il "sapientone", ma ritengo che per mettere in sicurezza una sala riunioni, oltre ad effettuare bonifiche periodiche, si potrebbero usare anche altri metodi di sicurezza.
Come ho detto ad esempio telecamere a circuito chiuso e quant'altro.

Comunque colgo l'occasione per ribadire che l'Investigatore Privato può effettuare bonifiche e attività di messa in sicurezza degli ambienti in tal senso, ma non effettuare un'operazione del genere, per nessun motivo.

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato Roma



Regione Lazio, trovata microspia nella sala riunioni utilizzata da Zingaretti




L'apparecchio artigianale è stato rinvenuto dentro una poltrona durante una bonifica. E' stata sporta una denuncia ai carabinieri. Sul caso indaga la Procura di Roma. Il presidente: "Episodio inquietante"








Trovata una microspia artigianale nella sala riunioni del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. L’apparecchio per intercettazioni ambientali è stato scoperto “sabato nel corso di una periodica verifica a tutela della privacy e della sicurezza degli uffici della Presidenza”, informa una nota della Regione Lazio.
Durante la bonifica, nel bracciolo di “una poltrona della sala riunioni – continua la nota – è stato trovato un complesso apparato elettronico idoneo all’ascolto e alla registrazione ed atto alla trasmissione all’esterno”. Una denuncia è stata fatta ai carabinieri ed è stata immediatamente informata la Procura della Repubblica di Roma dell’avvenuto ritrovamento.
“Gli investigatori ci hanno segnalato che non si tratta di un apparecchio in uso a forze dell’ordine”, dichiara Zingaretti ai microfoni di Sky Tg24. Poi sottolinea: “E’ stata trovata in un posto dove si prendono decisioni importanti. Noi ci siamo mossi subito per la trasparenza facendo ad esempio la centrale unica degli acquisti. Certo, non fa piacere essere spiati ma io sto a posto con la mia coscienza”. Il presidente ha inoltre precisato a Radio24 che “dalle prime percezioni degli investigatori l’apparecchio era dotato di una antenna per trasmettere al di fuori del palazzo. Sicuramente era un apparecchio che ascoltava e trasmetteva fuori. Non è opportuno che io mi esprima su chi può essere stato, ci sono gli investigatori. Ma anche questo ritrovamento non cambierà in nulla ma proprio in nulla la nostra determinazione ad andare avanti”. Zingaretti esclude “ipotesi legate a investigazioni. E’ qualcosa di più artigianale e quindi di più dubbia provenienza. Il procuratore è informato – ha concluso – e si sta indagando per capire quale è la fonte responsabile di questo fatto”.
Ma la scoperta ha un precedente. Anche l’ex Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, era spiata. Nell’aprile del 2011 l’allora governatrice denunciò alla Procura il ritrovamento di tre microspie e una microcamera. Le apparecchiature furono ritrovate durante una bonifica e una microspia fu rinvenuta in una intercapedine a pochi metri dall’ufficio di gabinetto della presidenza. Il ritrovamento avvenne inoltre dopo che Renata Polverini aveva subito nelle settimane precedenti due tentativi di furto nel suo appartamento. Di più: i sindacati fecero un esposto in Procura nel quale parlavano di “due intrusioni notturne alla Regione Lazio da parte di sconosciuti con la complicità di un dirigente interno”. La Procura aprì sul caso un fascicolo per intercettazione illecita.
Sul ritrovamento di oggi interviene anche Il segretario del Pd Lazio, Enrico Gasbarra: “E’ senza dubbio un episodio inquietante. Esprimo piena solidarietà e vicinanza al presidente Nicola Zingaretti”. “Bene ha fatto il presidente della Regione - aggiunge - ad affidarsi al procuratore capoGiuseppe Pignatone e sono sicuro che la magistratura farà piena luce su quanto è accaduto. L’azione di buon governo avviata dell’amministrazione Zingaretti non sarà fermata da niente e nessuno”.
E il vicepresidente del Consiglio regionale, Francesco Storace afferma: “Mi ha colpito molto. Tra l’altro stamattina ho incontrato il presidente ed è evidente che sono cose che scuotono. Però, proprio perché non si sa chi ce le ha messe bisogna fare una verifica anche negli assessorati e in Consiglio regionale”. Il segretario nazionale de La Destra fu al centro anni fa del cosiddetto casoLaziogate, dal quale è uscito senza alcuna macchia giudiziaria: “Si partì con lo spionaggio – ricorda oggi – e si finì con l’assoluzione con formula piena per tutti. In questo caso hanno trovato le cimici e mancano le spie”. Alla domanda su chi possa avere interesse a spiare il presidente della Regione, l’ex governatore ha risposto con una battuta: “Il problema tanto lo risolverà Renzi, togliendo i poteri alle Regioni, così le microspie le sposteranno da un’altra parte…”. 
Ad occuparsi del caso sarà un magistrato del pool reati contro la personalità dello Stato, guidato dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo. Piazzale Clodio fa sapere che l’apparecchiatura non è in dotazione delle forze dell’ordine, non era attiva ma funzionante. Per ipotizzare l’ipotesi di reato, i magistrati aspettano una prima relazione dei carabinieri.