venerdì 12 aprile 2019

Finto investigatore privato in Anagrafe Comunale: denunciato


Nel leggere questo articolo posso solo pensare a quel "povero" Cliente che si è affidato ad un Investigatore Privato abusivo, con la convinzione di risparmiare, che avrà già pagato un anticipo e che ora si ritrova con dei soldi spesi, senza nulla in mano (anche se avesse avuto qualche cosa non avrebbe potuto comunque utilizzarla in Tribunale) e con il rischio concreto di ritrovarsi invischiato in qualche risvolto penale a causa delle non lecite Investigazioni Private che è andato a commissionare a chi non ha una regolare licenza Investigativa rilasciata dalla Prefettura. 

Ad onor del vero va detto che spesso sento racconti di Clienti che hanno dato incarico a "pseudo colleghi" con regolare licenza ma che, o hanno perso interesse e voglia nello svolgere il proprio lavoro, o semplicemente millantano chissà quali esperienze ma che all'atto pratico altro non sono semplicemente in grado di farlo. 





Finto investigatore privato in Anagrafe 

Comunale: denunciato



I militari della Stazione di Malo hanno denunciato L.S., maladense residente a Thiene di 45 anni, con precedenti per truffa, per esercizio arbitrario di professione. L’uomo si è presentato all’anagrafe comunale di Malo chiedendo di visionare della documentazione, esibendo tessera e placca da investigatore privato appartenente alla sedicente agenzia “Worldwide Investigation Bureau". Controllato dai militari intervenuti è risultato sprovvisto di licenza. I distintivi sono stati sottoposti a sequestro, mentre sono in corso di approfondimento le indagini per   capire a cosa servissero i dati richiesti dal reo.

Fonte: tviweb.it

lunedì 25 marzo 2019

L'infedeltà coniugale «discreta» non è risarcibile: la sentenza della Cassazione.




Svolgo la professione di Investigatore Privato a Roma da oltre 25 anni quindi, come potete facilmente immaginare, ho svolto migliaia di indagini su infedeltà coniugali. In merito a  questa sentenza della cassazione non si fa altro che supportare quanto in tanti anni di esperienza come Investigatore Privato vado sempre a spiegare ai miei Clienti. Quando infatti dico è che:" ...spesso avere la certezza e le prove di un proprio sospetto, fa la differenza fra "subire" e "risolvere"..", non lo dico a caso ma con cognizione di causa. Il "Dolo" dimostrasto con prove video e fotografiche degli atteggiamenti intimi e affettuosi in pubblico, relazionate da un Investigatore Privato Autorizzato dalla Prefettura, non fanno altro che supportare il "danno" che  il patner "cornuto" ha subito dal proprio coniuge fedigrafo. Ecco che assume sempre più la massima importanza affidarsi ad un Investigatore Privato con regolare licenza e non all'"Abusivo" di turno, che fra le tante cose non può ne testimoniare in Tribunale ne tanto meno presentare una relazione con prove fotografiche utilissima e indispensabile al proprio avvocato. Del resto si sà:" Se pensi che un professionista ti costi troppo, non sai quanto ti costerà un dilettante!"





L'infedeltà coniugale «discreta» non è risarcibile: la sentenza della Cassazione.




L'infedeltàconiugale non è risarcibile se “discreta”. Lo sottolinea la Cassazione che ha respinto il ricorso di un avvocato romano che voleva essere risarcito dalla moglie, dal suo amante (un collega della donna) e addirittura dal datore di lavoro che secondo lui era colpevole «di non aver evitato che tra i dipendenti si instaurassero relazioni lesive del diritto alla fedeltà coniugale».
Per essere risarcito, il tradimento dell'obbligo di fedeltà deve essere plateale e configurarsi con modalità molto offensive per chi lo subisce se invece la relazione “extra” è discreta, addirittura «confessata» solo dopo la separazione, allora nessun risarcimento danni può essere chiesto al fedifrago. Il tradito deve tenersi il «dispiacere».
Gli “ermellini” hanno escluso che il datore possa «ingerirsi» nelle scelte di vita dei dipendenti perché violerebbe la loro privacy. L'amante poi non può mai essere chiamato in causa dato che «non è soggetto all'obbligo di fedeltà». Nemmeno la moglie paga, se è una infedele “felpata” e una saggia rea confessa tardiva. E' stato condannato per lite temeraria. 

Fonte: ilmattino.it

lunedì 11 marzo 2019

Divorzio, niente assegno se la moglie è pigra: il giudice donna nega i 1900 euro a una «scansafatiche»





Nella mia lunga carriera, ultra 25nnale, come Investigatore Privato a  Roma  e con alle spalle molte migliaia di investigazioni svolte, in particolare per infedeltà conigali, con relative cause di separazione a cui ho partecipato in qualità di testimone, spesso dopo aver consegnato al Cliente le prove, anche fotografiche, di quanto accertato, ricevo dal Cliente stesso anche l'incarico di dimostrare l'attività lavorativa, non dichiarata, della ex consorte. Questo al fine di produrre in Tribunale tutte le prove e gli  strumenti utili all'avvocato del Cliente per ridurre al minimo l'assegno di mantenimento. Stessa operazione spesso mi viene commissionata in quanto, anche dopo la separazione, se si dimostra un'attività lavorativa non dichiarata dell'ex coniuge, si può richiedere la modifica dell'essegno di mantenimento.


Come Investigatore Privato professionista e autorizzato dalla Prefettura e dalla Questura, mi è capitato spesso di dimostrare, per far difendere e valere un diritto in Tribunale del Committente, come la ex consorte, non solo non lavori, ma che non facesse neanche nulla cercare un'attività lavorativa. Pertanto trovo molto corretta la sentenza che ha dato la giusta proporzionalità facendo sì che l'assegno di mantenimento non si tramutasse in una rendita "parassitaria". Ovviamente ogni caso è a se e non è possibile in alcun modo generalizzare. Però spero che anche questa sentanza aiutio a far passare l'idea che l'attività svolta dall'Investigatore Privato può essere utile e determinante per tantissime opportunità, non solo per accertare l'infedeltà del coniuge.





Divorzio, niente assegno se la moglie è pigra: il giudice donna nega i 1900 euro a una «scansafatiche»




È una sentenza storica quella emessa da un giudice di Treviso in una causa di separazione tra marito e moglie. Se l'ex moglie è una scansafatiche non ha diritto all'assegno di mantenimento. È la motivazione che ha spinto un giudice di Treviso a negare 1.900 euro al mese che una donna voleva come assegno divorzile ma anche a far interrompere la corresponsione di 1.100 euro che da oltre un anno riceveva dal suo ex marito. Lo riporta il Corriere del Veneto.
Per il collegio del Tribunale di Treviso (presieduto da una donna) il divario economico tra i due è effettivamente rilevante, ma a concorrervi vi sarebbe anche «l'inerzia» dimostrata dalla donna nel cercare un'occupazione. In più non vi sarebbe stato «alcun apprezzabile sacrificio della signora, durante la vita coniugale, che abbia contribuito alla formazione o all'aumento del patrimonio» e non esisterebbe prova «che sia stata condivisa anche la decisione della signora di dimettersi dalle attività lavorative».
Alla donna, 35enne, viene imputata «una inerzia colpevole nel reperire un'occupazione»: per i giudici «ha un'età che le consente di reinserirsi nel mondo del lavoro e possiede un titolo di studio facilmente spendibile».
Protagonista della vicenda è un professionista trevigiano con uno stipendio che supera i 4 mila euro e la casa pagata dall'azienda per la quale lavora. Lei, 35enne di origini sudamericane, è invece laureata in economia e disoccupata. Si sono sposati nel 2007 e per alcuni anno hanno abitato all'estero prima di trasferirsi definitivamente in Veneto.
Nella causa di divorzio la donna ha sostenuto di aver sempre seguito il marito nei suoi trasferimenti lavorativi, accettando di abbandonare il suo Paese d'origine pur di stargli accanto e lasciando anche un lavoro da segretaria. In seguito non è più riuscita a trovare un lavoro perchè scartata a causa della sua non perfetta dimestichezza con l'italiano.

IL PARERE DEGLI AVVOCATI MATRIMONIALISTI
«L'assegno divorzile si poggia su un principio di solidarietà: non va considerato e non è un atto dovuto, altrimenti diventerebbe una rendita parassitaria. E in questo senso la sentenza è un pronunciamento coraggioso che si richiama ai principi della Cassazione». È il commento del presidente dell'Associazione avvocati matrimonialisti italiani, Gian Ettore Gassani, alla sentenza del Tribunale di Treviso che ha negato l'assegno ad una ex moglie, sebbene il divario economico con l'ex marito sia rilevante, perché lei non si è adoperata per cercare un'occupazione e quindi una fonte di reddito.
«Per ottenere l'assegno - spiega l'avvocato Gassani - non basta il divario economico. La legge impone al coniuge più debole di dare prova in giudizio di aver cercato un lavoro full time o anche part time: quindi si deve dimostrare di aver tentato di fare concorsi, di aver mandato curricula. Oppure devi essere nell'assoluta impossibilità di lavorare. Il tribunale di Treviso ha applicato un principio condiviso dagli addetti ai lavori che rappresenta l'orientamento della Cassazione: la Suprema Corte, infatti, negli ultimi anni ha cercato di limitare la concessione indiscriminata dell'assegno di mantenimento al coniuge più debole, si tratti della moglie o del marito. Se c'è inerzia da parte del richiedente, il giudice non può riconoscere l'assegno, diventerebbe una rendita parassitaria».

Fonte: il messaggero.it





lunedì 28 gennaio 2019

Vuole fare l’amore 12 volte al giorno: la moglie chiede il divorzio



Di carattere investigativo questo articolo ha ben poco, anche se spesso un cambiamento della vita sessuale di una coppia può essere un valido campanello di allarme per scoprire una eventuale Infedeltà Coniugale

Nella mia lunga esperienza, ultra ventennale, da Investigatore Privato a Roma, quando una Cliente mi parla di questo tipo di cambiamento nel rapporto di coppia, nella quasi totalità dei casi, il sospetto si tramuta in realtà e la realtà in certezza dopo un attenta e appurata Investigazione Privata

C'è anche da dire che la donna sà fingere meglio, infatti se un uomo ha una relazione extra coniugale, solitamente diminuisce la frequenza di rapporti la coniuge, portando la stessa ad avere dei sospetti. Diversamente invece capita per le donne, che essendo notoriamente più scaltre, oltre che più furbe, riescono in molti casi a fingere meglio.


Del resto come dico sempre: "..Spesso avere la certezza e le prove di un proprio sospetto, fa la differenza fra Subire Risolvere.."



 



Vuole fare l’amore 12 volte al giorno: la moglie chiede il divorzio.




Un marito decisamente esigente ha portato la moglie a presentare una formale richiesta di divorzio al tribunale di Khartoum, in Sudan. La motivazione è in realtà più curiosa del fatto in se per se: il suo lui praticamente è instancabile sotto le lenzuola. «Sono costretta a fare l’amore 12 volte al giorno, tutti i giorni. Io così non vivo più».
Il sito di un giornale locale (Alnilin) ha spiegato che la donna nella sua denuncia ha scritto che le richieste del marito non gli permettono più «di accudire i miei figli e la casa. Non riesco ad uscire e fare una vita normale, nemmeno per visitare i miei genitori». Il giudice a quel punto ha convocato il marito per ascoltarlo sui fatti, e lui ha confermato tutto: «È legittimo fare l’amore con la propria moglie, non posso mica andare con altre donne».
A quel punto il giudice gli ha chiesto se facesse uso di Viagra o altre sostanze simili, ma lui ha risposto di no. E ha spiegato che segue un’alimentazione a base di “Millet” (in arabo “Dakhan”) il nome africano è Manna (graan) e una specie di frumento diffuso solo in Asia e in Africa, solitamente si usa per fare pane, oppure cotto con il riso. A quel punto il giudice ha deciso di risolvere in modo amichevole il problema tra la coppia («che comunque si ama»). E così ha fatto da pacere tra i due invitando il marito a un numero di rapporti normali e ha chiesto alla moglie di utilizzare meno “Millet” (frumento) in cucina.

Fonte: leggo.it

sabato 19 gennaio 2019

Si innamora di una prostituta, lei gli estorce 20mila euro. «Come me ci cascano in tanti»



     Come Investigatore Privato professionista con oltre 25 anni di esperienza specifica nel settore specifico delle indagini private e familiari,   di casi analoghi a quello dell'articolo ne ho visti tanti, tantissimi.

     Da dirigenti d'azienda a padri di famiglia o semplici operai, tutti hanno in comune di essersi innamorati di una ragazza straniera in difficoltà e tutti hanno rimesso un ingente patrimonio cedendo alle richieste/ricatti. Tutti i miei Clienti alla fine si sono rivolti alle Forze dell'Ordine certi del fatto che il ricatto si sarebbe comunque protratto nel tempo e che le rispettive famiglie prima o poi sarebbero venute a conoscenza di tutto. 

     Comunque spesso nei casi che ho fatto sono state le famiglie, mogli e figli, ad accorgersi di atteggiamenti strani dei rispettivi mariti/padri, tali da giustificare una attività investigativa d'indagine finalizzata alla verifica di una eventuale infedeltà e della distrazione del patrimonio famigliare. 

     Da qui assume sempre più importanza quella di affidare tali indagini ad un Investigatore Privato con regolare licenza prefettizia.

Infatti l’Investigatore Privato non è da considerarsi, come un banale luogo comune, uno “spione” che non si fa i fatti suoi, bensì un professionista che con la sua attività riesce ad aiutare molte persone ha risolvere i loro dubbi conoscendo la verità, che solitamente porta anche a risolvere i problemi. 

Massimiliano AltobelliInvestigatore Privato a Roma



Si innamora di una prostituta, lei gli estorce 20mila euro. «Come me ci cascano in tanti»





Si innamora di una squillo romena, lei gli estorce con l’inganno 20mila euro. È la disavventura capitata ad un impiegato barese di 40 anni, e che lo stesso ha raccontato alla Gazzetta del Mezzogiorno: i due si erano conosciuti in un bar in centro, tra sguardi ammiccanti e un timido approccio. Lei raccontò al 40enne la sua storia, dicendo di essersi trasferita in Italia per fare la badante: la realtà era un’altra.
I due si innamorano, iniziano a frequentarsi, poi lei chiede aiuto: il primo prestito è di tremila euro. «Ho già mandato in Romania tutti i miei risparmi, non so cos’altro fare», gli avrebbe detto lei. Poi arrivano altri prestiti, fino a 20mila euro in tutto. Ma insospettito da alcuni comportamenti della donna, lui ha iniziato a pedinarla e ha scoperto che in realtà non faceva affatto la badante ma la prostituta.
«Lascia questa vita, ricominciamo tutto dall’inizio insieme», le ha allora proposto. Ma lei ha detto no: «Non posso, ho bisogno di tanti soldi». Così, ad amore ormai finito, l’uomo ha chiesto alla finta badante di restituirgli i 20mila euro che le aveva prestato, ma lei ha reagito nella maniera peggiore possibile, con un ricatto: «Ti sputtano con la tua famiglia, ti rovino la vita, dirò che mi hai perseguitata e che sei tu a farmi prostituire». Fino a farsi dare altri soldi dalla vittima, sotto minaccia di mandargli qualcuno a fargli del male.
L’impiegato ha denunciato la romena, e alla Gazzetta ha raccontato di non essere l’unico ad esserci cascato:«Ho incontrato altri uomini nella mia condizione, anche se in molti casi sapevano fin dall’inizio che si trattava di prostitute», le sue parole. Clienti che si innamorano della loro squillo, con quest’ultima che fa credere di ricambiare, ma in realtà chiede comunque denaro e finisce per ricattare il cliente stesso fino a togliergli tutti i suoi risparmi. Dietro questi ricatti, considerando il crescere delle segnalazioni, c’è il rischio che ci sia l’ombra delle organizzazioni criminali che governano la prostituzione.

Fonte: ilmattino.it


lunedì 24 dicembre 2018

Natale da escort: «Ho tanti clienti il 24, mentre le mogli preparano il cenone»



     Leggendo questo articolo si potrebbe pensare che si tratta di una forzaturae/o di qualche leggenda metropolitana, ma non è così.. e lo confermo dopo aver fatto, in qualità di Investigatore Privato specializzato in casi di infedeltà coniugali, centinaia di casi, in questi periodi festivi e proprio di questo genere.

     Questo articolo, come l'intervista di questa escorta Rai Radio2, non fanno altro che giustificare le richieste, come dicevo,  e i numerosi casi che come Investigatore Privato a Roma regolarmente svolgo durante le festività Natalizie. Purtroppo è assodato che il fatto di avere più tempo libero a disposizione aumenta i casi di infedeltà coniugale. Con la differenza che al di là di chi vive una vera e propria vita parallela, la maggiorparte dei coniugi infedeli, in questo caso uomini per lo più, preferiscono rapporti mercenari. Non che sia meno grave, ma da un punto di vista Investigativo sicuramente risulta, tecnicamente parlando, più complesso. Ecco perchè è importantissimo affidare l'incarico ad un Investigatore Privato regolarmente Autorizzato dalla Prefettura, sia per poter avere prove regolarmente valide e utilizzabili in tribunale, sia per avere tutta l'esperienza che solo un Investigatore Privato Professionista potrà darvi e sia perchè, come dico sempre, "...spesso avere la certezzae le provedi un proprio sospetto, fa la differenza fra subirerisolvere..." 






Natale da escort: «Ho tanti clienti il 24, mentre le mogli preparano il cenone».






«A Natale si lavora è ovvio. Gli italiani hanno preso i soldi, quindi bisogna farsi trovare pronti. Il 24 lavorerò fino al pomeriggio e poi andrò a cena per festeggiare la Vigila e mi preparerò per il cenone. Il 25 mi vorrei riposare, ma il telefono lo lascio acceso, se qualcuno mi cerca mi faccio trovare. Per i poveri che non hanno famiglia, non hanno nessuno e magari cercano compagnia».
Simona, 40 anni, è una escort che lavora in Italia. Ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format "I Lunatici", in diretta ogni notte dall'1.30 alle 6.00 del mattino, ha raccontato come passerà il suo Natale. «La viglia, prima dell'ora di cena, si lavora moltissimo. Le donne stanno tutte a cucinare e gli uomini fanno i loro affarucci con noi escort. Nel periodo natalizio non ci sono richieste particolari, le cose restano quelle consuete, magari gli uomini si sfogano di più parlando dei problemi che hanno in famiglia o di quanto si annoino a stare con i parenti, le suocere, i cognati. Cose così. Sconti di Natale? Non ne faccio. La qualità si paga e non mi piacciono gli uomini che mercanteggiano. Spesso gli uomini che vengono a Natale mi portano dei regali. Cioccolatini, panettone o altre cose ancora più sostanziose. Nel periodo natalizio vengono anche tanti ragazzi giovani. Magari prendono i soldi da nonna e poi vengono a spendersi con la escort. Altra cosa: nei giorni natalizi aumenta la percentuale di quelli che fanno cilecca, perché magari hanno mangiato o bevuto tropppo»
Dopo aver parlato del Natale, la escort italiana Simona ha parlato del capodanno: "Il 31 si lavora tantissimo, ma bisogna stare attenti. E' una giornata particolare, sono tutti mezzi ubriachi, non mi fido molto".

fonte: inmessaggero.it