mercoledì 15 agosto 2018

Scopre la moglie 60enne col toy boy di 27 anni: “Ti ammazzo”. E lei scappa con l’amante


Nella mia carriera ultra 25nnale da Investigatore Privato professionista, ho potuto constatare che scoprire il proprio coniuge con l'amante sicuramente è uno shock.

Spesso siamo noi Investigatori Privati che, attraverso la nostra Relazione Investigativa, forniamo tali prove al Cliente. Ma al contempo cerchiamo di dare una spiegazione, un conforto, cerchiamo di dare dei consigli su come affrontare la questione, smorzando e non enfatizzando la cosa. Questo per evitare poi una escalation che possa sfociare in violenza o in qualche cosa di peggiore. 

Purtroppo è capitato, ma ormai con oltre 25 anni di attività e con la giusta empatia, sono situazioni che si verificano ormai raramente. 

Leggendo questi articoli di giornale o vedendo qualche video pubblicato in rete, sicuramente la cosa ci ha fatto sorridere ma sicuramente, da uomo e da Investigatore Privato, ritengo che la violenza, sotto ogni forma, non è mai giustificata. 

Esistono forme e modi, legali naturalmente, per difendere e far valere un proprio diritto, soprattuto in tribunale e come Investigatori Privati Professionisti, serviamo proprio per questo scopo.





Scopre la moglie 60enne col toy boy di 27 anni: “Ti ammazzo”. E lei scappa con l’amante.

FERMATO DAI CARABINIERI



Tradimento, inseguimenti, minacce, speronamenti e coltelli vibrati in aria. No, non è il copione di un film d’azione ma quanto realmente accaduto tra le vie di Spinaceto e Mostacciano a ridosso di Roma in un pomeriggio di ordinaria follia.
Un uomo, un egiziano di 48 anni, ha sorpreso la moglie di 60 anni in compagnia del toy boy (oggi si chiamano così) di appena 27 anni ed ha subito dato in escandescenze; “Ti ammazzo” – frase calzante a pennello si dirà – l’urlo lanciato dal marito tradito nei confronti del rivale in amore.
A quel punto è successo di tutto: la moglie, spaventata, fugge insieme all’amante con l’auto, tallonata però dal marito che, a suon di tamponamenti – al limite dello speronamento – riesce a fermarne la corsa.
Poco prima che le cose prendessero una brutta piega tuttavia, fortunatamente aggiungiamo noi, c’è stato l’intervento dei Carabinieri della compagnia di Pomezia (che tra le zone di competenza hanno anche Spinaceto) i quali hanno sorpreso il marito tradito, coltello in pugno, a leggere i messaggi dal telefono della moglie – presunta fedifraga – per provarne l’infedeltà.
L’egiziano, sposato con l’italiana da 10 anni, è stato inizialmente accusato di rapina, poi derubricata in violenza privata. Per lui è stato disposto il trasferimento al tribunale di Roma per la convalida dell’arresto, dove il Pubblico Ministero ha avanzato la richiesta di restrizione in carcere, mentre il Giudice ha deciso il semplice allontanamento dalla moglie fino al giorno del processo.
Fonte: ilcorrieredellacittà.com


lunedì 13 agosto 2018

Amanti rimangono "incastrati" durante il sesso, arriva l'ambulanza

     
     Di sicura da una "figuraccia" del genere sarà difficilissimo riprendersi, a maggior ragione visto che la notizia è arrivata agli organi di stampa. In questo caso cosa abbiano detto o pensato le rispettive consorti dei due amanti non è dato saperlo. Sicuramente alla domanda: "cosa ha lui più di me?" una risposta è possibile fornirla ma di certo non sarà di aiuto e soprattutto esaustiva. 
Certo è che come Investigatore Privato mi è capitato spesso di accertare la relazione extraconiugale di un coniuge dove l'amante era dello stesso sesso ed è in queste situazioni che diventa più difficile spiegare al cliente stesso quanto accertato. 
Ricordo spesso un caso con doppio incarico datomi da due mogli siciliane che volevano accertarsi che i rispettivi mariti una volta giunti a Roma, con una scusa di lavoro, non andassero a prostitute. In realtà i due mariti una volta giunti a Roma hanno potuto liberamente lasciarsi andare a effusioni e dimostrazioni di affetto che sicuramente in sicilia dovevano tenere nascoste oltre alle rispettive mogli ma anche alla comunità del piccolo paesino dove vivevano. Quindi al di là dell'articolo e della ilarità che esso suscita, come Investigatore Privato Professionista, non posso fare a meno di pensare al dramma che due famiglie stanno vivendo.  

Amanti rimangono "incastrati" durante il sesso, arriva l'ambulanza
L'uomo prima dell'arrivo dei soccorritori è riuscito a liberarsi, provocandosi però una copiosa emorragia al genitale




Amanti rimangono "incastrati" durante il sesso, arriva l'ambulanza
Mettici una serata dal clima bollente, con le temperature vicine ai 35°, un buon bicchiere di vino ed una coppia di amanti molto focosa. Andare avanti con l'immaginazione è facile, ma un incidente ha rovinato quel clima di passione e complicità.
Siamo in un appartamento della periferia di Ancona. All'interno due uomini di mezza età che stanno consumando un rapporto anale. All'improvviso qualcosa va storto e non riescono più a liberarsi dalla "presa". Momenti di panico con uno di loro che decide di chiamare il 118 per riuscire a risolvere una situazione sempre più complicata. Nel frattempo tra enormi sforzi riesce a divincolarsi, provocandosi però una copiosa emorragia al pene. Sul posto poco dopo gli operatori della Croce Gialla di Ancona che lo hanno trovato in preda a dolori lancinanti. L'uomo, di circa 50 anni, è stato portato all'ospedale regionale di Torrette dove è stato poi preso in cura dai medici.
Fonte: anconatoday.it

Sindaco marchigiano ritorna a casa e trova la moglie insieme ad un'altra




     Svolgendo la Professione di Investigatore Privato a Roma dal oltre 25 anni, posso tranquillamente affermare, senza timore di essere smentito, di averne "viste tante", ma "tante, tante"..



Qualche d'uno potrebbe insinuare che le fortune capitino tutte agli altri, altri ricordare una scena del celebre film "Amici Miei", io da Investigatore Privato professionista con anni e anni di esperienza, posso solo sorridere di fronte a questo articolo e pensare a quanti casi analoghi mi siano capitati nel corso dei miei 25 anni di esperienza sul campo. Sicuramente la cosa che spiazza maggiormente il coniuge che si dovesse trovare in una situazione del genere (una infedeltà coniugale "anomala") è il fatto di non poter fare confronto alcuno con l'amante, in quanto non ci sono i presupposti. 

Inutile chiedersi "Che cosa ha più di me?", cosa che per altro fanno la maggior parte dei Clienti quando vengono da me convocati in ufficio per avere la relazione tecnica sulle indagini commissionate, è una domanda chen non troverà mai risposta o quasi. 

Certamente vi posso assicurare che non è poi così raro come si possa pensare, tantissimi miei colleghi Investigatori Privati possono confermarlo.






Sindaco marchigiano ritorna a casa
e trova la moglie insieme ad un'altra




MACERATA - Sono proverbiali le sorprese di agosto per i coniugi eppure quanto capitato di recente in un comune della provincia maceratese ad un sindaco sembra aver superato i limiti della cronaca e della tradizione orale per aprire un nuovo capitolo probabilmente più in linea con le tendenze moderne legate al costume. Accade che un sindaco - sono ignoti altri particolari - torni a casa e trovi la consorte in atteggiamenti inequivocabili con una donna. Dicono le fonti che l’amministratore pubblico, evidentemente abituato a contenersi per l’esperienza accumulata nei Consigli comunali dove pure qualche volta se ne dicono e se ne fanno di tutti i colori, non abbia dato in escandescenze ma abbia contenuto al minimo necessario il proprio stupore che pure deve essersi manifestato per la situazione evidentemente anomala.
Fonte: corriereadriatico.it


domenica 22 luglio 2018

Assegno di divorzio, ora più equilibrio. Ma cresceranno i tempi per definire le cause.






Dopo una lunga carriera (circa venticinque anni) da Investigatore Privato, posso tranquillamente affermare che che una delle attività dell' Investigatore Privato è proprio quella di verificare l'attività lavorativa e/o patrimoniale dell' ex coniuge del Cliente, al fine di riuscire ad avere una revisione dell' assegno di mantenimento da versare. 

Spesso, sentendo le storie dei Clienti e soprattutto di quanto versavano di mantenimento ai rispetivi ex coniugi, rimango basito. 

Nella maggiorparte dei casi vi è una disparità patrimoniale tale che il pensiero stesso della separazione fa sì che, se in coppia si è benestanti, da seperati, grazie all'aiuto dei genitori o di parenti e amici, si riesce a tirare avanti. 

Come Investigatore Privato posso solo che giudicare corretta l'analisi fatta dallo Studio Legale Bernardini De Pace, soprattuto quando afferma che sia i Giudici, che gli Avvocati, avranno udienze molto più impegantive per accertare il reale stato patrimoniale e l'eventuale squilibrio tra i coniugi, al fine di valutare correttamente il valore dell'assegno di mantenimento. 

Tutto quanto ciò non fa altro che rimarcare l'importanza e il ruolo che un Investigatore Privato professionista ha in tutta la fase istruttoria. 

Una corretta e seria attività d'Indagine e la relativa Relazione Tecnica che l'Agenzia Investigativa produrrà per il Cliente, sarà un ottima carta da giocare nelle mani esperte di un ottimo Avvocato al fine di far valere e difendere un prorpio diritto in Tribunale. 

Ecco perchè sono a rimarcare, ancora una volta, il concetto fondamentale di affidarsi solo e unicamente alle mani esperte di una Agenzia Investigativa con regolare licenza Prefettizia, è l'unico modo per tutelare Voi stessi e il Vostro futuro.







Assegno di divorzio, ora più equilibrio. Ma cresceranno i tempi per definire le cause.


La formulazione della Cassazione è attenta alla dignità dei coniugi. Il "divorzio breve" diventa però un'utopia: sarà necessaria una attenta istruttoria per stabilire il quantum dell'assegno.

Colpo di scena delle Sezione Unite della Corte di Cassazione: con la sentenza n. 18287/2018, la Corte ha finalmente preso una  chiara e, forse, definitiva posizione sulla dibattuta controversia dell'assegno divorzile. Il dibattito era stato inaugurato lo scorso anno dalla rivoluzionaria sentenza cd. Grilli (n. 11504/ 17) - seguita dalla nota vicenda "Berlusconi-Lario" - che aveva sostituito, ai fini dell'attribuzione dell'assegno di divorzio, al consolidato parametro del "tenore di vita goduto in costanza di matrimonio" quello "dell'indipendenza o autosufficienza economica" dell'ex coniuge richiedente, sulla base dell'assunto che sposarsi è "un atto di libertà e autoresponsabilità".

Al cambio di rotta della Corte avevano poi fatto seguito numerose sentenze, nei fatti fortemente lesive del coniuge debole (solitamente la moglie), dal momento che gli ex coniugi venivano considerati, dopo il divorzio, come individui singoli, a prescindere dalla comune storia familiare e personale
Il Procuratore Generale della Cassazione, il 10 aprile 2018, facendosi portavoce delle preoccupazioni della parte debole, aveva quindi proposto di rispristinare il criterio del tenore di vita.

Le Sezioni Unite, risolvendo il contrasto giurisprudenziale, hanno riconosciuto all'assegno di divorzio la funzione assistenziale, ma nello stesso tempo compensativa e perequativa, sul presupposto che i principi costituzionali della pari dignità di genere e della solidarietà debbano caratterizzare la storia matrimoniale anche dopo lo scioglimento del vincolo.

Anni luce dunque dal severo e rivoluzionario pensiero della Prima sezione civile che, invece, riteneva estinto il rapporto matrimoniale; non solo sul piano personale, ma anche su quello economico-patrimoniale.

Il Giudice, se vorrà attribuire l'assegno, dunque, dovrà tener conto del "contributo fornito dal richiedente alla conduzione della vita familiare e alla formazione del patrimonio comune e personale di ciascuno degli ex coniugi in relazione alla durata del matrimonio e all'età dell'avente diritto".

Applicare, infatti, indistintamente a tutti il criterio dell'autosufficienza economica sarebbe - a giudizio della Corte - "foriero di gravi ingiustizie sostanziali", in particolare per quei matrimoni di lunga durata ove il coniuge più debole, che ha rinunciato alle proprie aspettative professionali per assolvere agli impegni familiari, si trova costretto a mutare radicalmente le proprie condizioni e abitudini di vita.

Il criterio composito così individuato dalla Corte, fondato sulla concretezza e molteplicità dei modelli familiari attuali, consente pertanto di valorizzare finalmente i sacrifici del coniuge debole, tenendo anche ovviamente conto degli anni di durata del matrimonio. Naturalmente questi principi devono valere anche per le unioni civili.

Credo che le Sezioni Unite abbiamo fatto un buon lavoro nel ridare dignità a ciascuno dei coniugi; credo anche però che sia i giudici, sia gli avvocati, avranno molte più udienze, e molto più impegnative, per la necessità di accertare, con una più che diligente istruttoria, e lo squilibrio patrimoniale e il contributo prestato dal coniuge richiedente l'assegno. Con buona pace del cosiddetto divorzio breve.

* studio Bernardini De Pace

fonte: repubblica.it


martedì 17 luglio 2018

Cremona: scopre l'ex moglie appartata in auto con il prete, la lite finisce a botte.




In oltre 25 anni di carriera in qualità di Investigatore Privato a 

Roma, di ex mariti gelosi ne ho visti tanti, senza mai giustificare 

azioni violente, in molti casi l'esito di tale gelosia si è dimostrata 

comica, a tratti spassosa e irriverente, ma devo ammettere che 

trovarsi alle prese con un prete, non deve essere stato semplice, 

soprattutto per mantere il controllo. 


Di fatti leggendo l'articolo lo sfortunato ex, oltre ad averle prese e a 

rimediare svariati giorni di prognosi, nulla ha potuto se non 

segnalare i fatti alla diocesi. 


Anche nel caso specifico, personalmente consiglio sempre di 

rivolgersi ad un Investigatore Privato professionista al fine di 

accertare e difendere un proprio diritto in tribunale, anche per

 situazioni di infedeltà coniugale

Perché è l'unico modo legale per far valere un proprio diritto e per 

scongiurare eventuali azioni delle quali poi potremmo pentircene 

un giorno.









   Cremona: scopre l'ex moglie appartata in auto con il prete, la lite finisce a botte.


Intervengono i carabinieri, il sacerdote allontanato dalla parrocchia dove officiava da anni.



La storia d'amore fra un sacerdote africano quarantenne e una sua parrocchiana coetanea, madre di due figli, è stata scoperta dal marito separato, ma ancora geloso. L'ex ha seguito la consorte e l'ha affrontata mentre era appartata in auto con il religioso nel parcheggio di un centro commerciale, alla periferia di Cremona. I due uomini si sono affrontati e la lite è finita a botte. La vicenda si è conclusa con l'intervento dei carabinieri e l'allontanamento del "don" da una parrocchia del Piacentino, dove officiava da anni.
La vicenda
Da qualche tempo l'uomo tormentava l'ex moglie: cercava di capire se aveva intrecciato una nuova relazione e con chi, la seguiva e la tempestava di telefonate. Infastidita e intimorita dall'insistenza, la donna aveva segnalato il comportamento dell'ex marito alle forze dell'ordine. Non aveva sporto denuncia, ma la sua segnalazione aveva fatto scattare un ammonimento perché smettesse: si tratta di un provvedimento disciplinare previsto dalla legge 38 del 2009 a tutela delle potenziali vittime del reato di stalking.



Ma l'uomo non si è fermato: in preda alla gelosia ossessiva e irrefrenabile, ha seguito la moglie fino al parcheggio del centro commerciale. Ha riconosciuto l'auto. Si è avvicinato, ha aperto la portiera e ha sorpreso lei e il prete che si scambiavano effusioni. Ne è nato un diverbio dai toni molto accesi: da una parte l'ex, ferito nell'orgoglio per quello che considerava un tradimento e dall'altra il religioso straniero che controbatteva e difendeva la donna.

Dalle accuse e dagli insulti, si è passati alle mani. Il sacerdote, pare dopo l'ennesima offesa ricevuta, ha colpito con un pugno l'avversario in amore che non ha reagito, ma ha chiamato il 112. L'intervento dei carabinieri della compagnia di Cremona ha riportato la situazione alla calma, poi i militari hanno raccolto le testimonianze di rito.L'ex marito, medicato al pronto soccorso dell'ospedale maggiore di Cremona: la prognosi è di una settimana. Non ha sporto denuncia, ma si è vendicato contattando la diocesi di appartenenza del prete e chiedendo provvedimenti nei suoi confronti. In accordo con lo stesso religioso, il vescovo ha stabilito l'allontanamento dalla parrocchia. Ai fedeli è stato detto che il sacerdote non era in servizio in parrocchia ma si trovava altrove 'per un periodo di riposo e di riflessione'.
 

Fonte: milano.repubblica.it

venerdì 15 giugno 2018

Divorzio, Cassazione: criterio per assegno è autosufficienza e non tenore di vita


L’utilizzo dell’investigatore privato per la revisione dell’assegno di mantenimento.



     La determinazione dell’entità dell’assegno di mantenimento è sempre più spesso oggetto di lunghe cause giudiziarie. I possibili cambiamenti del tenore di vita di uno dei due partner, separato o divorziato, possono essere oggetto di modifica dell’assegno di mantenimento.

In sede di giudizio possono essere infatti prodotte prove che attestino le reali condizioni economiche del partner affiche il giudice possa stabilire un congruo assegno di mantenimento. In questa situazione, sempre più spesso, il coniuge che deve versare il contributo mensile, si affida ad un investigatore privato autorizzato affiche quest’ultimo, in maniera del tutto lecita, possa raccogliere delle prove sulle reali condizioni economiche del partner.

I cambiamenti che possono essere utilizzati in giudizio per la rivalutazione dell’assegno di mantenimento possono riguardare un’attività lavorativa non dichiarata da parte del coniuge che riceve l’assegno oppure una convivenza stabile e duratura con un nuovo partner (formando di fatto un nuovo nucleo famigliare).

Di recente, con una sentenza della Cassazione (sentenza Grilli n. 11504/2017), si è aperto un nuovo scenario per ottenere la revisione dell’assegno di mantenimento poiché, con una sentenza, si è specificato che la  convivenza sotto lo stesso tetto non è l’unico elemento per essere considerati una coppia di fatto.

La stessa Corte di Cassazione ha infatti sancito che “se marito e moglie possono avere due residenze diverse e abitare in luoghi diversi non si vede perché cià non possa avvenire anche per le coppie di fatto”.  

La nuova relazione taglia pertanto ogni legame con lo stile di vita del precedente coniugio escludendo l’obbligo di mantenimento con il coniuge.
Ottenere pertanto, attraverso l’utilizzo di un investigatore privato autorizzato, le prove di una nuova relazione potrebbe far venir meno l’obbligo di mantenimento da parte del coniuge più debole.

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma





Divorzio,

Cassazione: criterio per assegno è autosufficienza e non tenore di vita.


Così la Suprema Corte nella sentenza n. 11504/17: "Mantenimento non va riconosciuto a chi è indipendente economicamente". Ovvero, possiede redditi, patrimonio mobiliare e immobiliare, "capacità e possibilità effettive" di lavoro personale e "la stabile disponibilità" di un'abitazione.







ROMA - La Cassazione stabilisce nuovi parametri in materia di assegno di divorzio: conta il criterio dell'indipendenza o autosufficienza economica, non il tenore di vita goduto nel corso delle nozze per assegnare l'assegno divorzile al coniuge che lo richiede. Il matrimonio cessa così di essere "sistemazione definitiva": sposarsi, scrive la Corte, è un "atto di libertà e autoresponsabilità".

Una rivoluzione, a cui la Cassazione è arrivata con la sentenza 11504, depositata oggi, relativa a un divorzio "eccellente" tra un ex ministro e un'imprenditrice. I supremi giudici hanno respinto il ricorso con il quale la signora reclamava l'assegno di divorzio già negatole con verdetto emesso dalla Corte di Appello di Milano nel 2014, che aveva ritenuto incompleta la sua documentazione reddituale e valutato che l'ex ministro dopo la fine del matrimonio aveva subito una "contrazione" dei redditi.

Pronunciandosi sul caso, la Cassazione ha corretto anche la motivazione del verdetto della Corte d'Appello di Milano: a far perdere all'ex moglie dell'ex ministro il diritto all'assegno non è il fatto che si supponga abbia redditi adeguati, ma la circostanza che i tempi ormai sono cambiati e occorre "superare la concezione patrimonialistica del matrimonio inteso come sistemazione definitiva" perché è "ormai generalmente condiviso nel costume sociale il significato del matrimonio come atto di libertà e di autoresponsabilità, nonché come luogo degli affetti e di effettiva comunione di vita, in quanto tale dissolubile. Si deve quindi ritenere - conclude la Cassazione - che non sia configurabile un interesse giuridicamente rilevante o protetto dell'ex coniuge a conservare il tenore di vita matrimoniale".

La Cassazione entra nella ratio della sentenza 11504 con una apposita nota: "La Prima sezione civile - si legge - ha superato il precedente consolidato orientamento, che collegava la misura dell'assegno al parametro del tenore di vita matrimoniale, indicando come parametro di spettanza dell'assegno, avente natura assistenziale, l'indipendenza o autosufficienza economica dell'ex coniuge che lo richiede".

La Corte ha ritenuto che il parametro del tenore di vita goduto durante il matrimonio non sia più un orientamento "attuale": con la sentenza di divorzio, osserva la prima sezione civile, "il rapporto matrimoniale si estingue non solo sul piano personale ma anche economico-patrimoniale, sicché ogni riferimento a tale rapporto finisce illegittimamente con il ripristinarlo, sia pure limitatamente alla dimensione economica del tenore di vita matrimoniale, in una indebita prospettiva di ultrattività del vincolo matrimoniale".

Dunque, secondo i supremi giudici, va individuato un "parametro diverso" nel "raggiungimento dell'indipendenza economica" di chi ha richiesto l'assegno divorzile: "Se è accertato - si legge nella sentenza depositata oggi - che (il richiedente) è economicamente indipendente o effettivamente in grado di esserlo, non deve essergli riconosciuto tale diritto". I principali indici che la Cassazione individua per valutare l'indipendenza economica di un ex coniuge sono il "possesso" di redditi e di patrimonio mobiliare e immobiliare, le "capacità e possibilità effettive" di lavoro personale e "la stabile disponibilità" di un'abitazione.

Gian Ettore Gassani, presidente dell'associazione degli Avvocati Matrimonialisti Italiani, non esita a parlare di "terremoto giursprudenziale". "La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11504/17, ha rivoluzionato il diritto di famiglia in tema di riconoscimento dell'assegno divorzile e dei criteri per la sua quantificazione - scrive Gassani -. La Cassazione ha cambiato il criterio per riconoscere l'assegno al coniuge economicamente più debole e ha ritenuto che non sia più possibile valutare come parametro il tenore di vita dei coniugi goduto in costanza di matrimonio". 

"Secondo i giudici - prosegue il presidente degli avvocati matrimonialisti - l'assegno divorzile può essere riconosciuto soltanto se chi lo richiede dimostri di non poter procurarsi i mezzi economici sufficienti al proprio mantenimento. 

Viene spazzato via un principio sancito nel 1970 dalla legge 898 che ha introdotto il divorzio in Italia. Si tratta quindi di un terremoto giurisprudenziale in linea con gli orientamenti degli altri Paesi europei nei quali l'assegno divorzile dipende essenzialmente dai patti prematrimoniali".

Fonte: repubblica.it



giovedì 10 maggio 2018

Cassazione: lui cerca incontri sul web e lei lo lascia, è infedeltà e non è abbandono di tetto coniugale.



     Dopo anni e anni di professione come Investigatore Privato a Roma dal 1995, posso dire di aver appurato che tradire è tradire, sia che lo si fa con il pensiero, sia fisicamente che attraverso una tastiera di un pc, sempre una infedeltà è; ovviamente cambia la rilevanza, la gravità, ecc. non è paragonabile un "tradimento" fatto solo perché si è intrapresa una relazione virtuale fine a se stessa, ad un altro "tradimento" in cui si incontra una persona fisicamente.. 

La differenza la fa il rapporto di fiducia che si instaura con il nostro partner che generalmente, almeno per quanto concerne le "fantasie" o qualche "pensiero" verso un lui o una lei, vengono giustificate reciprocamente, ma per il tradimento fisico invece è impossibile farla franca. 

Come Investigatore Privato, tornando alla sentenza, spesso mi capita di ricevere clienti in ufficio che portano gli smartphone, i tablet e i notebook dei rispettivi patner con la speranza e la convinzione che, in quanto investigatori privati, siamo autorizzati ad accedere abusivamente in qualsiasi dispositivo informatico per poter accedere ai dati custoditi all'interno. Ma ovviamente non è così. 

La signora in questione è stata indubbiamente molto fortunata a reperire dati e informazioni utili, in maniera legale, dal pc del marito, come è stato altrettanto bravo il suo avvocato a far valere le richieste della sua Cliente. Per tutti gli altri, l'unico modo per far valere e difendere un proprio diritto in Tribunale è quello che rivolgersi ad un Investigatore Privato, autorizzato dalla Prefettura.



Cassazione: lui cerca incontri sul web e lei lo lascia, è infedeltà e non è abbandono di tetto coniugale.



Non commette abbandono di tetto coniugale la moglie che va via di casa dopo aver sorpreso il marito a navigare sul web in cerca di relazioni con altre donne, perchè si tratta di una «circostanza oggettivamente idonea a compromettere la fiducia tra i coniugi e a provocare l’insorgere della crisi matrimoniale all’origine della separazione». Lo sottolinea la Cassazione respingendo il ricorso di un ex marito, che voleva addebitare la causa della separazione alla moglie, per violazione dell’obbligo di coabitazione dopo che la signora se ne era andata via piantandolo in asso su due piedi, appena scoperto che lui cercava altri incontri con compagnia femminile sul web. L’uomo che ha una pensione di tremila euro mensili chiedeva anche di eliminare l’obbligo di contribuire con 600 euro al mese al mantenimento della moglie separata, una signora benestante e molto più giovane di lui, ma gli "ermellini" - con la decisione 9384 della Prima sezione civile - hanno confermato l'assegno. 
Con questa sentenza, la Suprema Corte ha convalidato il verdetto emesso dalla Corte di Appello di Bologna che nel 2014 aveva equiparato la navigazione sui siti d’incontri alla violazione dell’obbligo di fedeltà. In Cassazione, l’uomo, distinto signore in pensione ancora in cerca di avventure nonostante le sue recenti nozze con la giovane consorte, si è lamentato del fatto che i magistrati bolognesi avevano «ritenuto giustificato l’allontanamento della moglie dalla casa coniugale senza preavviso esclusivamente per la scoperta di un suo interesse alla ricerca di compagnie femminili sul web». 
Ad avviso del marito lasciato, «tale circostanza non era sufficiente a provare che l’allontanamento fosse dipeso esclusivamente da ciò, in assenza di pregresse tensioni tra i coniugi». Ma il tentativo di «minimizzare la sua condotta» non ha sortito effetto. A nulla gli è valso, per cancellare l'assegno in favore dell’ex, far riferimento alla «breve durata del matrimonio, nemmeno un anno», alla circostanza ammessa dalla stessa moglie «di svolgere lavori in nero», al fatto che lei avesse «automobili di grossa cilindrata», «quote di immobili», un intero palazzo e «altre potenzialità economiche a lei favorevoli». Il suo ricorso è stato dichiarato «inammissibile».
 fonte:  www.gazzettadiparma.it