domenica 27 ottobre 2013

Banca blocca conti a clienti malati di gioco d’azzardo


Banca blocca conti a clienti malati di gioco d’azzardo




Altra notizia interessante che farà discutere. Nel mio lavoro mi è capitato moltissime volte di affettuare indagini su persone e rendermi conto che erano prese dal gioco. Una vera e propria ossessione che li portava a spendere tutti i loro risparmi. Una malattia di questo secolo che andrebbe combattuta dallo Stato e non incentivata…

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma










Reggio Emilia, 23 ottobre 2013 – Bloccare il conto in banca dei clienti malati di gioco d’azzardo: è la singolare iniziativa della Popolare di Reggio Emilia per contrastare un fenomeno sempre più dilagante. Ai 12mila dipendenti dell’istituto di credito è stata inviata una circolare con il codice anti-azzardo, che prevede persino corsi di formazione per gli impiegati con tutte le regole su come individuare un giocatore patologico.
“Il giocatore – si legge nella circolare della banca riportata da La Stampa – si può riconoscere dai prelievi massicci all’inizio del mese, dai contanti che filano via veloci dalla carta di credito, dalle transazioni verso tabaccai, bar, sale da gioco”. Una volta individuato, viene convocato dal direttore che potrà procedere con il blocco del conto corrente (specie se il cliente ha un debito aperto). Sarà sempre l’istituto di credito a segnalare centri di assistenza al “malato” di slot.
Quella della Banca Popolare di Reggio Emilia è una vera lotta senza quartiere al gioco d’azzardo: le carte di credito non saranno più abilitate ai pagamenti sui siti classificati nella categoria “gambling”. Nelle filiali, inoltre, sarà vietata la vendita dei biglietti della lotteria e dei “Gratta e Vinci”. “Il nostro approccio – spiega l’istituto – è laico e non ideologico. Non intendiamo restare indifferenti di fronte a un fenomeno sociale così preoccupante”.
C’è poi un’intera valle che si è schierata contro le slot machine: si tratta di Antrona, una delle sette valli dell’Ossola. I locali pubblici di quattro comuni (con meno di 2mila abitanti) hanno bandito le macchinette mangiasoldi aderendo all’iniziativa “Il caffè senza slot è più buono”, progetto partito da Pavia e che si sta diffondendo attraverso il web. I titolari di bar e ristoranti, una decina in tutto, hanno detto “no” all’installazione delle slot nei loro locali. (tgcom24.it)


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