lunedì 2 febbraio 2015

Cassazione: Anche l'investigatore privato può essere condannato per violazione di domicilio.

     Quello che cerco sempre di spiegare ai Clienti è che la relazione che produrrò alla fine dell'attività investigativa, correlata da fotografie (effettuate rispettando le normative sulla privacy) e la mia diretta testinonianza in Tribunale, saranno fondamentali al fine di poter provare "l'infedeltà coniugale". 
    Ricordo infatti che, come confermatoi da molte sentenze della Cassazione, che le relazioni prodotte dall'Investigatore Privato vanno comunque, non solo confermate in Tribunale, ma si ritiene necessario che lo stesso effettui delle dichiarazioni testimoniali inerenti ai fatti da lui riscontrati.
   Questo per dire che l'attivita di indagine svolta da un Investigatore Privato non è e non deve essere  interpretata come l'attività di un fotografo che deve effettuare un "book fotografico", bensì l'attività che deve portare delle prove, se possibile e nel rispetto della Legge documentate fotograficamente, che poi andranno riferite in Tribunale.

        Alla luce di quanto detto mi chiedo perchè molti "colleghi", magari pressati dai loro Clienti, si prestino a compiere degli illeciti, di cui poi, giustamnente, pagano le conseguenze?

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma






Cassazione: Anche l'investigatore privato può essere condannato per violazione di domicilio.





Spesso quando tra una coppia si insinua una crisi la prima cosa a cui si pensa e' che l'altro abbia un amante. Così ci si improvvisa detective cercando di spiare tutti i movimenti dell'altro, cercando di leggere i messaggi sul telefono, controllando il numero di chiamate in entrata o in uscita oppure leggendo corrispondenza come le email. Ma tutto questo indagare e' assolutamente vietato perché costituisce violazione della privacy dell'altro coniuge.

Anche intercettare con delle microspie o registrare delle conversazioni all'interno del domicilio costituisce un illecito, quindi, e' una cosa che non può trovare giustificazione alcuna.
Il coniuge che abbia dei sospetti sulla fedeltà dell'altro può rivolgersi ad un investigatore privato ma lo stesso comunque deve attenersi a delle regole ben precise.

E' illegale, infatti, effettuare delle riprese in ambienti interni anche se il proprietario dell'immobile ha prestato il consenso per piazzare le telecamere; questo e' quanto ha stabilito la Corte di Cassazione qualche tempo fa con la sentenza n. 9235 dell' 08.03.2012.
Il caso di cui si è occupato la Corte vede come protagonista un investigatore privato che in primo e secondo grado era stato condannato per aver ripreso e registrato gli incontri amorosi di una signora nella casa dell'amante. 
La cosa più assurda era stata che l'amante( cioè il proprietario di casa ) aveva dato il consenso all'investigatore di installare le telecamere e di filmare le scene anche a scopo di produzione in giudizio cioè consegnando al marito queste prove per finalità processuali.

L'investigatore, nei precedenti gradi di giudizio, era stato condannato per interferenze illecite nella vita privata e per violazione di domicilio


Fonte: Avv. Barbara Pirelli del Foro di Taranto
          Studiocataldi.it