lunedì 8 settembre 2014

A caccia di baby squillo in vacanza Dal Circeo all’Elba è boom di 007.


Effettivamente negli ultimi anni stanno aumentando questo tipo di richieste investigative. Ultimamente ci sono sempre  più  genitori, anche scossi dalle notizie di cronaca degli ultimi tempi, che vogliono accertarsi del comportamento figli in loro assenza.

Spesso nella mia professione di Investigatore Privato a Roma, mi trovo ad evere incarichi da genitori preoccupati per i loro figli minorenni e, altrettanto spesso, mi trovo a confermare i loro dubbi.

Quello che però dico sempre e che viene confermato dalle investigazioni che svolgo, è che un ragazzo non cambia repentinamente da un giorno all'altro, quindi sarebbe importante avere una "quotidianità" nel seguire i ragazzi, cercare di conoscere i loro amici, ecc. Mi rendo conto che non è facile anche per motivi di impegni lavorativi, ma il "trascurarli" porta poi ad evere riscontri negativi.

Vero è che mi è capitato di svolgere investigazioni nei confronti di ragazzi e ragazze che apparentemente sembravano essere irreprensibili, invece si sono dimostrati il contrario, nei fatti..

Che dire.. comunque anche questo è un settore della professione molto importante che conferma che un investigatore privato non si occupa necessariamente solo di infedeltà coniugali.

Massimiliano Altobelli






A caccia di baby squillo in vacanza

Dal Circeo all’Elba è boom di 007





Figli incontrollabili, partner poco affidabili, soci in affari pronti ad allungare le mani: in un Bel Paese ormai sempre di più sull’orlo di crisi di nervi, nessuno si fida di nessuno e il lavoro per gli 007 privati è aumentato esponenzialmente. Solo a Roma sono centinaia le agenzie di investigazioni private autorizzate dalla Prefettura: un giro vorticoso di barbe finte appostate davanti a ristoranti romantici e dietro i giardinetti dei licei per non farsi scappare proprio nulla perché se da una parte restiamo il paese dell’incomunicabilità, dall’altra la necessità di acquisire informazioni su chi ci sta più vicino è cresciuta a ritmo vertiginoso. Una crescita costante nonostante la crisi economica e che ha vissuto un nuovo boom dopo l’esplosione dello scandalo delle baby squillo dei Parioli. Se fino ad una manciata di anni fa infatti a tenere sulle spine i romani erano principalmente le paure legate alle infedeltà dei propri partner, negli ultimi tempi si è andata via via radicandosi l’abitudine di monitorare i propri figli, con i genitori stretti tra la paura delle brutte compagnie e il timore che i giovani possano essere avvicinati da adulti senza scrupoli.

I FIGLI
Sono i giovani ormai a catalizzare l’attenzione di chi si rivolge alle agenzie di investigazione privata nella Capitale (tra professionisti veri e certificati ed emuli di «Bogie» improvvisati e non sempre con le carte in regola) e sempre con maggiore frequenza i servizi richiesti sono rivolti al controllo dei propri pargoli. E d’altronde basta fare un rapido giro su internet per farsi un’idea: sui siti web delle agenzie di investigazione privata, la tutela (e il controllo «esternalizzato») dei propri pargoli fa la parte del leone. Il clamore esploso con gli arresti per il mercimonio di ragazzine nella Roma bene ha dato la spinta decisiva e così, oltre ai servizi consueti, i mandanti del controllo si sono fatti più esigenti e anche i metodi di investigazione si sono adattati ai tempi, così come le paure. Gli investigatori privati ingaggiati da famiglie che sentono di avere perso il controllo sui propri figli si sono ormai specializzati e non è raro vederli nei dintorni delle scuole, discreti e armati di macchine fotografiche potenti a fare quello che i genitori romani sembrano avere dimenticato. Cosa fanno il pomeriggio dopo i compiti, chi frequentano e per quanto tempo: la famiglia moderna ormai pare voler avere tutto sotto controllo anche se le paure sono rimaste sempre le stesse. Dai frequentissimi casi di bullismo (come nel caso dell’istituto francese d’elite finito sui giornali una manciata di giorni addietro) al consumo di droga (da quelle leggere alla sempre più richiesta cocaina che spesso viene acquistata in gruppo e divisa tra i giovani durante la serata) fino alle frequentazioni che si vorrebbero evitare, ormai il «babysitteraggio» si è ritagliato una fetta importante dell’intero mercato e in alcuni casi arriva a sfiorare il 50% dell’intera richiesta. A fare paura ai genitori romani è soprattutto la possibilità che i propri figli possano finire in un baratro di sesso a pagamento così come successo alle due adolescenti dei Parioli che per stare dietro alle mode e per potersi permettere un tenore di vita da «grandi», hanno finito per cadere tra le grinfie di un gruppo di uomini senza scrupoli. E non sono pochi i casi «monitorati» dagli investigatori privati che finiscono poi sulle scrivanie della Procura di Roma.

IN VACANZA CON LO 007
E se le paure dei genitori del terzo millennio si sono fatte smisurate rispetto ai giardinetti dove gli adolescenti passano le loro serate, le stesse paure aumentano esponenzialmente quando i ragazzi partono per le vacanze. Sempre più spesso infatti gli investigatori privati seguono i propri obiettivi anche fuori dal Raccordo, mimetizzandosi con il resto dei turisti per monitorare da vicino cosa fanno i ragazzi quando si trovano lontano, magari per alcuni giorni, dal controllo diretto delle famiglie. E l’ultima paura è che proprio fuori casa, soprattutto per le ragazzine che possano cadere in giochi sessuali molto più grandi di loro. «Certo è una questione di costi – racconta al Tempo Gianluca Santoni, investigatore con quasi venti anni di esperienza sul campo – a volte si tratta di seguire una gita fuori porta altre volte si tratta di partire per qualche giorno nelle località di vacanza (Sabaudia, Circeo, Isola d’Elba), ma quando si tratta di verificare la correttezza dei comportamenti dei propri figli e la loro sicurezza, i genitori romani sono disposti a tutto, anche se spesso quello che troviamo è difficile da digerire». Che sia una bottiglia di troppo – magari comprata in un super market prima dell’inizio della serata per risparmiare – o una dose di cocaina consumata sulle macchinette cinquanta prima di entrare in discoteca, non sempre i genitori sono in grado di accettare quanto viene scoperto. Non è raro infatti che un comportamento scorretto scovato da un segugio privato venga metabolizzato ed affrontato unicamente nell’ambito familiare, evitando così il rischio di finire sui giornali.

IL BARATRO TECNOLOGICO
Facebook, Twitter, Istagram e ancora chat, siti d’incontri e bacheche di annunci virtuali: i nostri figli si muovono comodamente nelle nuove tecnologie e il diario segreto degli adolescenti di qualche anno fa si è fatto virtuale e quindi meno semplice da scovare e controllare. Ma se le misure di riservatezza utilizzate dai ragazzi nei confronti degli adulti sono cresciute, allo stesso tempo sono aumentati i casi di genitori che pur di sapere con chi restano in contatto i propri figli, sono disposti ad akerare gli account dei minori. Sempre più frequenti sono i casi in cui vengono attivati i famigerati «spyphone» che consentono agli adulti preoccupati di tenere continuamente sotto controllo telefonate e messaggini dei propri figli. Una pratica sul filo della legalità ma che grazie anche ai costi contenuti dell’attrezzatura sta prendendo sempre più piede. Numerosi sono poi i casi in cui sono gli stessi genitori a fornire agli investigatori privati le password di accesso ai social network su cui navigano comunemente i ragazzi. Tutti passaggi che spesso hanno consentito alle famiglie di venire fuori da situazioni sull’orlo del baratro e che, di contralto, ha fatto crescere il numero dei negozi di attrezzature spionistiche che con le paure di genitori sempre più distratti, si sono trovati con la classica gallina dalle uova d’oro.

fonte: iltempo.it