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Massimiliano Altobelli, Investigatore Privato a Roma, autorizzato dalla Prefettura dal 1995, svolge personalmente indagini con l'ausilio della più moderna tecnologia investigativa, fornendo al committente prove legalmente valide. Consulenze e Preventivi gratuiti 24/24 - 7/7. Tel.: 336.340.007 http://www.maximedetective.net

martedì 7 ottobre 2014

Si spaccia per uno 007 per conquistare una donna: denunciato 45enne.




Ancora una volta bisogna leggere questo tipo di notizie.. non tanto per il fatto in se stesso che forse tratta di un "semplice" millantatore, ma per il fatto che la professione di Investigatore Privato viene, nell'immaginario di molte persone, associata ad una persona che frequenta servizi segreti, si muove ai margini della legalità, ecc.ecc.

Non è così. Ovviamente non posso parlare per tutti perchè non conosco ogni singolo caso, ma dopo ventidue anni di attività, per quello mi riguarda, non conosco e/o frequento servizi, non mi muovo al limite della legalità e non faccio indagini "da film"..

Anzi, posso dire che avendo delle autorizazioni di polizia rilasciate dalla Prefettura, sto attento a qualsiasi tipo di comportamento che possa anche lontanamente far pensare ad un illecito in quanto, a differenza di molte altre professioni, posso essere soggetto a controlli scrupolosi annuali.

Questo non vuol dire che non sia un lavoro particolare e che porti quodidianamante a vivere esperienze particolari, ma da quì "a fare tutto quel fil che ho letto"..ci passa parecchio..

Nell'immaginario comune però, forse anche per i tanti film che hanno trattato la professione, le persone sono portare a pensare chissà cosa..

A volte mi chiamano per delle consulenze su delle infedeltà coniugali e mi chiedono se, durante lo svolgimento del lavoro, sono solito indossare parrucche o baffi.. Io rispondo: ..è vero che ho i capelli rasati (per non dire che non li ho), ma mettermi la parrucca bionda..mi pare esagerato.."

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma





Si spaccia per uno 007 per conquistare una donna: denunciato 45enne.



Per conquistare una donna si spaccia per uno ‘007’, ma la polizia ha scoperto l’inganno e lo ha denunciato per violenza sessuale e ricettazione. E’ accaduto a Roma e a intervenire sono stati gli agenti del Commissariato San Paolo, diretto da Filiberto Mastrapasqua.
La trama sembra quella di un film: un 45enne romano per attirare le attenzioni di una donna da poco conosciuta, si è spacciato per un appartenente alle forze dell’ordine di un fantomatico reparto speciale, millantando conoscenze altolocate e influenti. La messinscena si è rivelata efficace e i due, dopo qualche tempo, hanno iniziato a frequentarsi. All’inizio sembrava che tutto procedesse normalmente, ma a un certo punto la donna ha cominciato a sospettare, visto che la storia ha preso una piega sempre più inverosimile. L’uomo, infatti, dopo qualche tempo le avrebbe confidato di essere stato costretto ad avvicinarla per indagare sul suo ex marito, che secondo una sua fantasiosa ricostruzione era un soggetto pericoloso su cui stava indagando e che era in procinto di arrestare.Addirittura l’ha costretta a nascondersi in un albergo per diversi giorni con la scusa di doverla proteggere. Alla fine la storia, seppure ben architettata, non ha più retto e la donna si è rivolta alla polizia. E gli agenti del commissariato San Paolo, avviate le indagini, hanno scoperto che l’uomo oltre a spacciarsi per un agente speciale, aveva anche cambiato nome.
La vittima una volta chiarita tutta la vicenda ha anche ricollegato la messinscena dell’uomo ad alcuni episodi che si erano verificati in passato. Tra questi una serata passata insieme a lui, durante la quale i due avevano anche consumato un rapporto sessuale non protetto, al quale lei non era riuscita a opporsi, perché incapace di ribellarsi in quanto plagiata ed in uno stato di completa sudditanza psicologica.
Tra le ipotesi investigative vi è anche la possibilità che, a sua insaputa, l’uomo possa averle somministrato qualche sostanza per far si che non si opponesse ai suoi voleri.
Il sedicente agente segreto, nel frattempo, forse sospettando che la donna si fosse rivolta alla polizia, si era reso irreperibile presso i luoghi da lui solitamente frequentati. Gli investigatori hanno però stretto il cerchio attorno a lui e hanno atteso che facesse un passo falso. Cosa che è accaduta nella mattinata di ieri, quando l’uomo è stato rintracciato e bloccato all’interno di una camera di un albergo di Nettuno, con tanto di valigie al seguito e da dove, molto probabilmente, era in procinto di partire per far perdere le proprie tracce.
Perquisita la stanza i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato anche un assegno e una replica di pistola del tipo in dotazione alle forze dell’ordine. Accompagnato in ufficio, al termine degli accertamenti l’uomo è stato deferito all’autorità Giudiziaria, di fronte alla quale dovrà rispondere di violenza sessuale e di ricettazione. Le indagini, comunque, non sono ancora concluse. Gli investigatori dovranno analizzare gli ulteriori elementi emersi che, in attesa di ulteriori riscontri, porterebbero a ipotizzare che l’uomo possa essersi reso responsabile anche di alcune truffe, messe in atto sempre con il collaudato sistema di fingersi appartenente alle forze dell’ordine e millantando conoscenze altolocate.
Roma, 4 ottobre 2014

fonte: sostenitori.info

lunedì 22 settembre 2014

«Controllare la posta del marito infedele non è un reato»



Che dire.. anche questa è una situazione che nella mia professione di Investigatore Privato a Roma ho modo di vedere molto molto spesso nelle cause di separazione.

Sicuramente non "è bello" vedere la corrispondenza del coniuge ed è reato, ma, come in questo singolo episodio, se il fine è quello di "sbugiardare" la parte in causa..

Per meglio dire: non ci si può sempre difendere dietro al concetto di PRIVACY per farsi i fatti propri e/o prendere in giro in coniuge.. Il confine tra chi tiene in maniera ossessiva alla propria privacy e poi si fà i "fatti suoi"..è molto sottile..

Quindi vero è che il coniuge ha diritto di avere la privacy nella sua corrispondenza, ma l'altro ha pure il diritto di dimostrare che quello che sostiene è vero..

Almeno così la vedo io..

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato Roma




«Controllare la posta del marito infedele non è un reato»




La donna è a processo per violazione della corrispondenza Aveva aperto la lettera della banca, denunciata dal coniuge
17 Sett. – Affermare che sbirciare nella posta del proprio consorte non sia reato forse è un pochino avventato. Però la tormentata vicenda di una (ex) coppia trevigiana alza il velo su uno dei fronti più caldi e attuali delle separazioni tra coniugi: denunce e controdenunce per violazione della corrispondenza. Pare che, se si agisce a “fin di bene”, sia concesso pure mettere il naso in mail e lettere altrui.
Tutto ha inizio qualche tempo fa, quando lei, cinquantenne, madre di due figli, scopre che il marito, imprenditore, poco più vecchio di lei, usa passare il suo tempo libero in compagnia di altre donne. Perdonarlo? L’opzione non rientra tra le possibilità al vaglio della donna tradita, comprensibilmente furibonda. Sopra le valigie di lui, accomodate fuori dalla porta in men che non si dica, spunta un invito a presentarsi dal giudice per discutere la separazione. Lei si rivolge all’avvocato Fabio Capraro, del foro di Treviso, e parte la causa, come spesso accade, senza esclusione di colpi.
Di fronte al tribunale, al capitolo di discussione relativo al mantenimento dei figli, il colpo di scena. L’uomo sostiene di non avere un soldo, di non potersi permettere un cent per il mantenimento dei ragazzini. Lei, economicamente indipendente, per sé non chiede nulla, ma diventa una furia quando l’ex padre dei suoi bambini piange la sua “indigenza”. Mesi dopo accade un fatto che lei definisce “provvidenza”, lui “reato da punire senza mezzi termini”. A casa della donna arriva un documento della banca indirizzato al suo ex marito.
Vuoi la fretta, vuoi la meccanicità con cui si apre una busta estratta dalla propria buca delle lettere, in mano le finisce un pezzo di carta che fotografa la situazione patrimoniale del suo ex. Manco a dirlo molto più rosea di quella dipinta di fronte al giudice. La donna non ci pensa due volte: quel documento, seppur “rubato” finisce in tribunale. L’ex marito, dopo essere sbiancato, fa partire la denuncia penale per violazione della corrispondenza. Il processo tornerà in aula tra poche settimane e l’avvocato di lei, Fabio Capraro, è pronto a giocarsi l’asso nella manica. «La mia cliente è innocente», spiega il legale, «la legge parla chiaro e le sentenze sono dalla nostra parte. Non è reato raccogliere dati in questo modo se servono a far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria». Capraro invoca l’assoluzione piena per la sua cliente, che si è limitata a raccogliere dati per finalità giudiziale e per il periodo strettamente legato al loro perseguimento.
«Con questo non voglio certo affermare che sia lecito mettere mano alla posta altrui», continua l’avvocato, «ma in alcune circostanze è la legge stessa a essere chiara in tal senso». In amore e in guerra vale tutto? Forse no, ma una buona dose di spirito machiavellico in caso di “c’eravamo tanto amati” spesso non può mancare. Capraro ha raccolto moltissime storie come questa in un libro divulgativo (scritto insieme al giornalista Maurizio Cerruti, prossimo alla pubblicazione) che porta un titolo molto eloquente: Separazioni e divorzi. Storie, leggi e personaggi.

Fonte: sostenitori.info

«Fa ancora la squillo, toglietele la figlia». Scoppia la guerra legale,



Nella mia carriera di Investigatore Privato a Roma, mi è capitato in più occasioni di svolgere indagini ed accertare che la persona "oggetto di investigazioni" si prostituisse.
La questione è molto delicata in quanto si può essere scandalizzati o meno, approvare o meno, disgustati o meno, ma chi può realmente dire se la persona interessata sia una buona madre o meno??

In un caso mi è capitato di assistera ad un Giudice, dopo aver appurato che la "professione" svolta dalla persona si svolgeva in orari in cui la figlia era a scuola e quindi all'oscuro di tutto, ha sentenziato che per la Legge era da considerarsi una madre come le altre.

Io francamente non posso che essere d'accordo in quanto, capisco che sono situazione delicate e moralmente discutibili, ma l'aspetto genitoriale andrebbe valutato semplicemente nel rappoorto con il minore ed ad esclusiva tutela di quest'ultimo. 

Prima di tutto quindi valutare cosa sia oggettivamente meglio per il minore.

Seguebndo infatti la linea di pensiero che una "prostituta" necessariamente non sia una buona madre, dovremmo anche accettare l'idea che un padre con l'amante non sia un buon padre..

E come la mettiamo con quelle donne che non si fanno pagare in denaro, ma "la danno" per fare carriera, per avere un obbiettivo lavorativo,. ecc. anche loro non sarebbero buone madri..

Anche ovviamente un padre che viene "beccato" con una prostituta, di conseguneza dovrebbe perdere il figlio in quanto non è un buon padre..

Si molte persone direbbero che così dovrebbe essere, ma la "famiglia del mulino bianco" non mi sembra essere attualmente molto diffusa..quindi.. valutiamo le singole situazioni tenendo conto che linteresse primario "E' IL BENE DEL MINORE" e tutto il resto è secondario.

Massimilano Altobelli - Investigatore Privato




«Fa ancora la squillo, toglietele la figlia». Scoppia la guerra legale.



L’accusa: «Andò via di casa per prostituirsi ancora»
La difesa: «Picchiata e costretta ad andarsene»
«È una madre immorale alla quale va tolta la potestà sulla figlia. Ha abbandonato il domicilio domestico nel padovano per prostituirsi. Ha così tenuto un comportamento contrario all’ordine e alla morale della famiglia, sottraendosi agli obblighi di assistenza genitorialeche ha così fatto mancare alla figlioletta di 16 mesi»: sono queste le accuse che che la Procura di Padova, sulla base della denuncia di un operaio 39enne di Padova, ha mosso a un’ungherese 40enne che abita tra Montebelluna e Volpago. Un caso complesso che ha fatto scattare una serie di procedimenti giudiziari in sede penale e civile che hanno però fatto emergere una verità perlomeno diversa da quella denunciata dall’operaio.
I processi sono l’amaro epilogo di una storia d’amore da libro Cuore. L’operaio incontra l’ungherese a inizio degli anni Duemila. Lei fa la squillo. I due s’innamorano. Poi vanno vivere insieme. Lei lascia la professione più vecchia del mondo. Dallo loro relazione nasce una bimba.
A quel punto, per problemi economici, i due vanno a vivere nella casa dei genitori dell’operaio. Ma la convivenza tra l’ex squillo e la suocera diventa ben presto un calvario. La 40enne ungherese è costretta ad andarsene. Lei non ha un soldo in tasca e per qualche mese riprende l’antica professione. Poi scopre che l’ex compagno vuole toglierle la figlia. Chiede consiglio all’avvocato Paolo Salandin che promuove una serie di azioni che bloccano l’iniziativa dell’ex compagno. Ne esce così il ritratto di una storia a tinte fosche: «La donna ungherese – spiega il legale – venne picchiata e costretta ad andarsene, senza un soldo di casa. Si è sempre occupata della figlia che ama. Vuole continuare a farle da mamma. Nel frattempo – conclude – ha trovato un lavoro e si sta costruendo un futuro sereno». Un futuro, anche dopo le prime decisioni giudiziarie, che potrebbe tornare sereno per la 40enne: da donna degenere a buona madre.
Fonte: Il Gazzettino 

mercoledì 10 settembre 2014

Donna perseguitata per stalking ingaggia un detective. Arrestato l’ex dalla polizia .



Complimenti al Collega che ha svolto le indagini permettendo alla Sua Cliente di rivolgersi alle Forze Dell'Ordine con le prove necessarie.

Ultimamente moilti Clienti si sono rivolti a me per problemi di stalking, che è un fenomeno che spesso viene sottovalutato. Non è sempre facile ottenere le prove necessarie perchè le molestie possono essere di vari tipi, anche "velate" e difficilmente provabili.

Stalking  è un termine inglese che in italiano indica una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo i quali affliggono un'altra persona, perseguitandola, generandole stati di paura e ansia, arrivando persino a compromettere lo svolgimento della normale vitaquotidiana.

Quanto sopra è la definizione più realistica e corrispondente alla realtà con cui si può definire questo tipo di reato.

Preciso che la mia attività di investigatore privato non và in alcun modo a sostituire le Forze dell'Ordine, infatti il primo consiglio  che viene dato al Cliente è quello di rivolgersi alla Autorità denunciando i fatti accaduti. La mia attività consiste nel reperire le prove e svolgere indagini che molto spesso mi portano a fornire al Cliente la documentazione necessaria ad integrare le regolari denuncie già presentate.

Chi sono gli individui più soggetti a compiere questi reati? Dalla mia esperienza lavorativa, devo dire che sono legati a situazioni sentimentali. Svariati Clienti hanno avuto problemi con ex compagni e/o ex coniugi che, non essendosi rassegnati alla fine delle loro storie, continuavano a perseguirare gli ex con comportamenti sempre più persecutori.

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma



Donna perseguitata per stalking ingaggia un detective. Arrestato l’ex dalla polizia




Un imprenditore aretino di 49 anni è stato arrestato ad Arezzo dalla squadra mobile con l’accusa di stalking nei confronti della ex. Per tutelare la propria incolumità, la donna si era rivolta a un investigatore privato che, una volta appurato il comportamento dell’uomo, l’ha indirizzata alla polizia. Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe inviato alla ex centinaia di sms e l’avrebbe sommersa di telefonate. La polizia, dopo meno di una settimana d’indagine, ha raccolto elementi utili per avanzare alla magistratura la richiesta di applicazione di una misura cautelare, ma prima che il gip decidesse, l’uomo, colto in flagranza mentre compiva un ennesimo episodio di stalking, è stato arrestato. La misura è stata convalidato dal gip, che ha disposto la scarcerazione dell’uomo, vietandogli di avvicinarsi alla donna.

Fonte: ansa.it    gonews.it

lunedì 8 settembre 2014

A caccia di baby squillo in vacanza Dal Circeo all’Elba è boom di 007.


Effettivamente negli ultimi anni stanno aumentando questo tipo di richieste investigative. Ultimamente ci sono sempre  più  genitori, anche scossi dalle notizie di cronaca degli ultimi tempi, che vogliono accertarsi del comportamento figli in loro assenza.

Spesso nella mia professione di Investigatore Privato a Roma, mi trovo ad evere incarichi da genitori preoccupati per i loro figli minorenni e, altrettanto spesso, mi trovo a confermare i loro dubbi.

Quello che però dico sempre e che viene confermato dalle investigazioni che svolgo, è che un ragazzo non cambia repentinamente da un giorno all'altro, quindi sarebbe importante avere una "quotidianità" nel seguire i ragazzi, cercare di conoscere i loro amici, ecc. Mi rendo conto che non è facile anche per motivi di impegni lavorativi, ma il "trascurarli" porta poi ad evere riscontri negativi.

Vero è che mi è capitato di svolgere investigazioni nei confronti di ragazzi e ragazze che apparentemente sembravano essere irreprensibili, invece si sono dimostrati il contrario, nei fatti..

Che dire.. comunque anche questo è un settore della professione molto importante che conferma che un investigatore privato non si occupa necessariamente solo di infedeltà coniugali.

Massimiliano Altobelli






A caccia di baby squillo in vacanza

Dal Circeo all’Elba è boom di 007





Figli incontrollabili, partner poco affidabili, soci in affari pronti ad allungare le mani: in un Bel Paese ormai sempre di più sull’orlo di crisi di nervi, nessuno si fida di nessuno e il lavoro per gli 007 privati è aumentato esponenzialmente. Solo a Roma sono centinaia le agenzie di investigazioni private autorizzate dalla Prefettura: un giro vorticoso di barbe finte appostate davanti a ristoranti romantici e dietro i giardinetti dei licei per non farsi scappare proprio nulla perché se da una parte restiamo il paese dell’incomunicabilità, dall’altra la necessità di acquisire informazioni su chi ci sta più vicino è cresciuta a ritmo vertiginoso. Una crescita costante nonostante la crisi economica e che ha vissuto un nuovo boom dopo l’esplosione dello scandalo delle baby squillo dei Parioli. Se fino ad una manciata di anni fa infatti a tenere sulle spine i romani erano principalmente le paure legate alle infedeltà dei propri partner, negli ultimi tempi si è andata via via radicandosi l’abitudine di monitorare i propri figli, con i genitori stretti tra la paura delle brutte compagnie e il timore che i giovani possano essere avvicinati da adulti senza scrupoli.

I FIGLI
Sono i giovani ormai a catalizzare l’attenzione di chi si rivolge alle agenzie di investigazione privata nella Capitale (tra professionisti veri e certificati ed emuli di «Bogie» improvvisati e non sempre con le carte in regola) e sempre con maggiore frequenza i servizi richiesti sono rivolti al controllo dei propri pargoli. E d’altronde basta fare un rapido giro su internet per farsi un’idea: sui siti web delle agenzie di investigazione privata, la tutela (e il controllo «esternalizzato») dei propri pargoli fa la parte del leone. Il clamore esploso con gli arresti per il mercimonio di ragazzine nella Roma bene ha dato la spinta decisiva e così, oltre ai servizi consueti, i mandanti del controllo si sono fatti più esigenti e anche i metodi di investigazione si sono adattati ai tempi, così come le paure. Gli investigatori privati ingaggiati da famiglie che sentono di avere perso il controllo sui propri figli si sono ormai specializzati e non è raro vederli nei dintorni delle scuole, discreti e armati di macchine fotografiche potenti a fare quello che i genitori romani sembrano avere dimenticato. Cosa fanno il pomeriggio dopo i compiti, chi frequentano e per quanto tempo: la famiglia moderna ormai pare voler avere tutto sotto controllo anche se le paure sono rimaste sempre le stesse. Dai frequentissimi casi di bullismo (come nel caso dell’istituto francese d’elite finito sui giornali una manciata di giorni addietro) al consumo di droga (da quelle leggere alla sempre più richiesta cocaina che spesso viene acquistata in gruppo e divisa tra i giovani durante la serata) fino alle frequentazioni che si vorrebbero evitare, ormai il «babysitteraggio» si è ritagliato una fetta importante dell’intero mercato e in alcuni casi arriva a sfiorare il 50% dell’intera richiesta. A fare paura ai genitori romani è soprattutto la possibilità che i propri figli possano finire in un baratro di sesso a pagamento così come successo alle due adolescenti dei Parioli che per stare dietro alle mode e per potersi permettere un tenore di vita da «grandi», hanno finito per cadere tra le grinfie di un gruppo di uomini senza scrupoli. E non sono pochi i casi «monitorati» dagli investigatori privati che finiscono poi sulle scrivanie della Procura di Roma.

IN VACANZA CON LO 007
E se le paure dei genitori del terzo millennio si sono fatte smisurate rispetto ai giardinetti dove gli adolescenti passano le loro serate, le stesse paure aumentano esponenzialmente quando i ragazzi partono per le vacanze. Sempre più spesso infatti gli investigatori privati seguono i propri obiettivi anche fuori dal Raccordo, mimetizzandosi con il resto dei turisti per monitorare da vicino cosa fanno i ragazzi quando si trovano lontano, magari per alcuni giorni, dal controllo diretto delle famiglie. E l’ultima paura è che proprio fuori casa, soprattutto per le ragazzine che possano cadere in giochi sessuali molto più grandi di loro. «Certo è una questione di costi – racconta al Tempo Gianluca Santoni, investigatore con quasi venti anni di esperienza sul campo – a volte si tratta di seguire una gita fuori porta altre volte si tratta di partire per qualche giorno nelle località di vacanza (Sabaudia, Circeo, Isola d’Elba), ma quando si tratta di verificare la correttezza dei comportamenti dei propri figli e la loro sicurezza, i genitori romani sono disposti a tutto, anche se spesso quello che troviamo è difficile da digerire». Che sia una bottiglia di troppo – magari comprata in un super market prima dell’inizio della serata per risparmiare – o una dose di cocaina consumata sulle macchinette cinquanta prima di entrare in discoteca, non sempre i genitori sono in grado di accettare quanto viene scoperto. Non è raro infatti che un comportamento scorretto scovato da un segugio privato venga metabolizzato ed affrontato unicamente nell’ambito familiare, evitando così il rischio di finire sui giornali.

IL BARATRO TECNOLOGICO
Facebook, Twitter, Istagram e ancora chat, siti d’incontri e bacheche di annunci virtuali: i nostri figli si muovono comodamente nelle nuove tecnologie e il diario segreto degli adolescenti di qualche anno fa si è fatto virtuale e quindi meno semplice da scovare e controllare. Ma se le misure di riservatezza utilizzate dai ragazzi nei confronti degli adulti sono cresciute, allo stesso tempo sono aumentati i casi di genitori che pur di sapere con chi restano in contatto i propri figli, sono disposti ad akerare gli account dei minori. Sempre più frequenti sono i casi in cui vengono attivati i famigerati «spyphone» che consentono agli adulti preoccupati di tenere continuamente sotto controllo telefonate e messaggini dei propri figli. Una pratica sul filo della legalità ma che grazie anche ai costi contenuti dell’attrezzatura sta prendendo sempre più piede. Numerosi sono poi i casi in cui sono gli stessi genitori a fornire agli investigatori privati le password di accesso ai social network su cui navigano comunemente i ragazzi. Tutti passaggi che spesso hanno consentito alle famiglie di venire fuori da situazioni sull’orlo del baratro e che, di contralto, ha fatto crescere il numero dei negozi di attrezzature spionistiche che con le paure di genitori sempre più distratti, si sono trovati con la classica gallina dalle uova d’oro.

fonte: iltempo.it

martedì 19 agosto 2014

..vendette di donne tradite..


..Vendetta di donne tradite..

(quello che la maggior parte delle mie Clienti vorrebbe fare ai propri compagni dopo aver avuto le prove di essere state tradite)



Guardate il video e giudicate Voi.. ci sarà chi lo ritiene un comportamento disdicevole, mentre ci sarà chi lo ritiene un comportamento giusto...



domenica 17 agosto 2014

La scappatella? Meglio con un uomo sposato.



Daje Daje.. continuate con le scappatelle.. tanto vi becco a tutti!!

Massimiliano


La scappatella? Meglio con un uomo sposato.




Facile, sicuro e sbrigativo. Queste sono le condizioni di una storia, diciamo così, parallela a quella in corso. Pare che quando una donna cerca un amante lo faccia partendo da punti fermi. Il primo è che il potenziale lui sia sposato. Il motivo, secondo Incontri-Extraconiugali.com, un portale specializzato in tradimenti, sta nel fatto che avere a che fare con un uomo sposato è decisamente più sexy e, aspetto da non sottovalutare, assicura un rapporto più facile perché metterebbe la donna al riparo da “incursioni” sentimentali eccessive, come cercarla continuamente, riempirla di messaggi. Si tratterebbe di una “strategia” parecchio diffusa visto che la pensa così il 53 per cento delle donne. C’è, inoltre, una sorta di soddisfazione, come una vittoria in una competizione tra donne (quindi tra chi “cerca” e la moglie del fedigrafo). Insomma, condizione essenziale è la condizione anagrafica tant’è che solo il 25 per cento si basa sul modo di vestire del futuro amante (meglio se con cravatta). Tempi duri per il palestrato che farebbe colpo solo sul 22 per cento delle donne in cerca di avventure extra.

fonte: caffeinamagazine.it

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma

Rissa al banchetto per il battesimo: cinque arresti e sette feriti per colpa dei palloncini


Andiamo bene.. un giorno di festa in famiglia che si trasforma in mega rissa per motivi futili.. sicuro anche senza fotografo non sarà facile non ricordare la "festa in famiglia"..

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma




Rissa al banchetto per il battesimo: cinque arresti e sette feriti per colpa dei palloncini

E' accaduto in un ristorante di Lucera, in provincia di Foggia. La lite è cominciata per le modalità di distribuzione dei giochi ai bambini.  Locale devastato, ai domiciliari anche il padre della neonata festeggiata



Una maxi rissa sorta al momento della distribuzione dei palloncini gonfiabili ai bambini, durante il taglio della torta. Festa "caldissima" quella che si è svolta, e poi finita malamente, in un ristorante di Lucera, località in provincia di Foggia,  dove era in corso un banchetto per celebrare un battesimo. Bilancio: sette feriti, alcuni medicati con punti di sutura, e cinque persone agli arresti domiciliari, tra cui il padre della neonata appena benedetta. I carabinieri sono riusciti a ricostruire il movente del litigio e a identificare le persone coinvolte. Sono venuti alle mani mentre stabilivano a chi consegnare per primo i palloncini. Nella rissa, oltre a calci e pugni, sono state usate come 'armi' anche posate, bicchieri e bottiglie. Ingenti i danni causati al proprietario del locale. Sul posto oltre ai militari, che a stento sono riusciti a separare i litiganti, anche sanitari del 118.

fonte: repubblica.it

martedì 12 agosto 2014

Su 10 incidenti, quattro sono una truffa


Grazie a questi "furbi" le assicurazioni sono sempre più care, ma non solo. Quando avviene un incidente stradale, anche di lieve entità, e si và per farsi rimborsare, si viene trattati con sospetto come se fossero tutte truffe. Questa diffidenza, e parlo per esperienza diretta, si deve agli imbroglioni che campano come parassiti facendo falsi incidenti.
Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma






Su 10 incidenti, quattro sono una truffa



Scartabellano contratti, incrociano dati al computer. Impiegati come tanti altri, all’apparenza. Ma i loro nomi non compaiono in nessun elenco pubblico, lo stesso vale per i numeri di telefono d’ufficio. Hanno persino rapporti limitati con i colleghi di lavoro. Sono i componenti dei Nuclei Antifrodi delle assicurazioni, una sorta di «007» con licenza di avviare accertamenti su qualsiasi pratica «sospetta». Per legge, però, non possono essere loro a indagare: il lavoro passa ad agenzie investigative esterne con licenza prefettizia, le uniche abilitate a questo tipo di lavoro parallelo (pur se limitato) a quello delle forze dell’ordine.  

Il lavoro  
Il principale obiettivo: i risarcimenti per incidenti più o meno fasulli. «Facciamo un lavoro di analisi e raccordo con l’esterno, con chi approfondisce gli accertamenti» racconta Mario, uno «007» che chiede l’anonimato e parla solo dopo mille raccomandazioni sulla necessità di riservatezza. «E’ un lavoro delicato, soprattutto negli ultimi tempi» aggiunge. Tutto a causa di «un’escalation di violenza. Per carità, le minacce, gli insulti ai periti e agli agenti di assicurazione ci sono sempre stati. Ma da qualche tempo, è diverso. Un paio di settimane fa, hanno aggredito due persone che si erano lamentate per il lavoro fatto da una carrozzeria. Li hanno picchiati a sangue, appena usciti dall’ufficio del perito dell’assicurazione. E non è l’unico episodio». 
Qualche mese fa, era toccato a un perito che lavora molto sovente per il tribunale: due ceffi lo hanno aspettato al buio nel parcheggio dove aveva lasciato l’auto e lo hanno preso a cazzotti. «Il lavoro di accertamento dei danni è difficile, serve gente fidata. Questi episodi servono a colpirne uno per intimorire tutti gli altri. E temo che a volte riescano nell’intento» aggiunge Mario. 
A Torino c’è «un’industria di frodi. Sono coinvolti una ventina di riparatori, una minoranza in un tessuto sociale e imprenditoriale sano. Ma causano danni notevoli». Ingigantiscono danni, istigano o addirittura provvedono a compilare falsi «cid», suggeriscono di infarcire le denunce con presenze farlocche di passeggeri. E questi personaggi, vanno a braccetto con «prestanome intestatari di centinaia di auto, che possono utilizzare per qualsiasi frode». 

Ma appena spunta il sospetto, la pratica passa all’investigatore privato. «Su 100 incidenti, almeno 40 non sono genuini» sostiene Fernando Mimmo, titolare della «Ferdy Investigazioni». Lavora per molte assicurazioni ed è pronto a giurare che «in quel 40 per cento rientrano danni “gonfiati”, incidenti mai avvenuti o fatti apposta con auto già danneggiate». E al centro della questione ci sono sempre i riparatori. «Voglio essere chiaro, non è una questione di categoria, ci sono tantissimi carrozzieri seri e perbene, ma c’è anche una quota di personaggi inclini a frodare. Sono loro i direttori d’orchestra. Anche all’insaputa del cliente» spiega. Come quella volta che una donna ha subìto un tamponamento in centro, mentre andava a un funerale. La fattura del riparatore era esorbitante, gli investigatori hanno scoperto «che il carrozziere aveva “gonfiato” i danni. La donna tamponata aveva scattato qualche foto, ben diversi da quelli documentati dal carrozziere». Oppure, c’è la storia di una famiglia balordi che denunciava 4-5 incidenti a settimana, roba da 6-7 mila euro ciascuno. Tutti con un vecchio furgone scassato. E tutti fasulli. 
L’investigatore aggiunge: «L’anno scorso c’è stata una grandinata che ha causato molti danni alle auto. Lo sa che in quel periodo le richieste di risarcimento per altri incidenti erano crollate? Poi, il concerto è ricominciato. Con i soliti direttori d’orchestra». 

fonte: lastampa.it

Sentenza rivoluzionaria: divisi senza passare da separazione..


Che dire.. la Spagna in questo senso sta molto avanti a noi.. sarebbe molto più semplice evitare tutta la "trafila" che abbiamo in Italia per potersi separare.
Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma






Sentenza rivoluzionaria: divisi senza passare da separazione



Una recente sentenza del Tribunale civile di Parma rivoluziona il diritto famigliare. Altro che “divorzio breve”: una coppia parmigiana ha ottenuto il divorzio senza passare dalla separazione. Come è stato possibile? Applicando in Italia una legge spagnola – ben più permissiva delle nostre – poiché nella coppia lei era nata a Madrid.
Una coppia di coniugi, lui italiana, lei spagnola, ha chiesto al giudice il divorzio senza passare dalla separazione, appellandosi ad un regolamento dell’Unione europea specifico sulla materia famigliare, che stabilisce che in ogni Paese dell’Unione due sposi possano scegliere a quale legge fare riferimento fra quelle delle nazionalità di origine dei coniugi. E poché in Spagna c’è divorzio anche senza separazione, è stato possibile sentenziarlo anche in Italia.
I due si erano sposati in Comune all’inizio del 2009. Ma è durata poco: a metà dello scorso anno già hanno deciso di cancellare il matrimonio. Hanno prima deciso di riferirsi alla legge spagnola, attraverso una scrittura privata. Poi hanno chiesto il divorzio seguendo una via direttissima inedita in Italia. Il Tribunale di Parma ha riconosciuto formalmente corretta la procedura indicata dalla coppia, nel rispetto del regolamento 1259 del 2010 della Ue e del diritto civile spagnolo, che ammette il divorzio consensuale già da tre mesi dopo il matrimonio.
fonte: parmaquotidiano.info

martedì 5 agosto 2014

Imprenditore scappa con i debiti, lo ritrova uno 007



Questo conferma e comprova, per chi ancora avesse dei dubbi, che l' investigatore privato non si occupa solo di infedeltà coniugali, ma anche di casi in cui il suo lavoro si rileva necessario ed estrememente utile a chi lo commissiona. 
Complimenti al collega che ha svolto la brillante operazione. 
Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma





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