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Massimiliano Altobelli, Investigatore Privato a Roma, autorizzato dalla Prefettura dal 1995, svolge personalmente indagini con l'ausilio della più moderna tecnologia investigativa, fornendo al committente prove legalmente valide. Consulenze e Preventivi gratuiti 24/24 - 7/7. Tel.: 336.340.007 http://www.maximedetective.net

sabato 26 ottobre 2013

16enne affigge biglietto in condominio: “Ho perso vaso marijuana”, a processo

Notizie curiose e stravaganti di cronaca italiana. Grazie al sito "sostenitori delle Forze dell'Ordine"



Latina, 25 ottobre 2013 – “Ho perso un vaso di marijuana che mi hanno rubato dal terrazzo. Contattatemi”. L’annuncio, affisso in un condominio di Latina, e’ costato a un ragazzo di 16 anni un processo davanti al tribunale per i minori di Roma. Il vaso cui ha fatto riferimento il giovanissimo nell’annuncio era in realta’ stato trovato dall’amministratore di condominio che alla vista della marijuana ha pensato bene di avvisare i carabinieri che avevano provveduto al sequestro all’insaputa del legittimo proprietario. Nel corso dell’udienza preliminare tuttavia il gup ha prosciolto il giovane 


Investigatore Privato Roma

Trasmette malattia venerea al marito, moglie sotto processo

Notizie dal mondo. Dal sito "Sostenitori delle Forze dell'Ordine"




Vicenza, 23 ottobre 2013 – La denuncia della vittima e la relativa documentazione medica sono le fonti di prova di un processo singolare che vede protagonista una coppia e che dovrà essere celebrato a partire dal prossimo 8 maggio 2014 a Vicenza, così come ha deciso il giudice Massimo Gerace. Sul banco degli imputati siederà la moglie, 52 anni. In quello della parte offesa, il marito. Lei deve rispondere di lesioni aggravate perchè, pur essendo consapevole di aver contratto una malattia venerea grave come la gonorrea, aveva finito per trasmetterla al coniuge attraverso rapporti sessuali non protetti. Per l’uomo era derivata una malattia guarita in più di 40 giorni. I fatti risalgono al febbraio 

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma 

venerdì 25 ottobre 2013

Si temeva sequestro, era solo “fuitina” con l’amante





Palermo, 23 ottobre 2013 – Si temeva un sequestro, invece era solo scappata di casa con l’amante. Una donna di 45 anni, Marina Dorotea Di Peri, ha tenuto per diverse ore in apprensione l’intero paesino di Villabate, centro dell’hinterland orientale palermitano: in tanti avevano ipotizzato un sequestro di persona.
Erano scattate anche le indagini dei carabinieri. Addirittura secondo alcuni testimoni la donna sarebbe stata costretta, con la forza, a salire con la forza su un furgone bianco guidato da un uomo, mentre si trovava davanti alla sua abitazione di via Agrigento. È stata la stessa Di Peri a spiegare ai carabinieri. “Mi sono allontanata volontariamente. Non volevo più tornare a casa”.
La 45enne vive con il marito e due figli. E secondo quanto riporta l’Adnkronos avrebbe simulato un sequestro di persona per fuggire con il suo amante. Parlando con i carabinieri la donna ha infatti spiegato di essere fuggita da casa con il suo amante perché non amava più il marito e non aveva il coraggio di dirglielo. 

Ruba 6 scatole di cerotti e gliene addebitano 7, ladro denuncia farmacista

notizie curiose..



Bari, 24 ottobre 2013 – Ha rubato all’interno di una farmacia, e il tutto è stato ripreso dalle telecamere. Il ladro è stato preso e il bottino, recuperato, riconsegnato al farmacista vittima del furto. In eccesso, a quanto pare.
E così, il ladro, ha denunciato il farmacista per appropriazione indebita. Sostiene, infatti, di aver rubato solo sei scatole di cerotti e non sette come rinvenuto dai carabinieri che gli hanno perquisito casa.
La settima scatola, quella della discordia, è stata, con il bottino, riconsegnata al farmacista. E ora il ladro la rivuole indietro.

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato Roma

mercoledì 23 ottobre 2013

violare in profilo altrui di facebook è un grave reato


Speriamo che finalmente sia chiaro che violare i profili altrui è reato.. Almeno due persone a settimana chiamano per avere informazioni in tal senso e ogni volta bisogna spiegare che è un reato e non si può fare. Adesso è più chiaro cosa si rischia. Bene. Le infedeltà si risolvono con le investigazioni e fare indagini richiede impegno e sacrificio che però viene compenasato dai risultati.

Accesso abusivo su Facebook, condannato

Sex Cam
SOS1308410Chieti, 22 ottobre 2013 - Otto mesi di reclusione e risarcimento danni per accesso abusivo al sistema informatico: è la condanna inflitta dal giudice del Tribunale di Vasto Michelina Iannetta a un 44enne di Cagliari che, scoperta la password utilizzata da un 20enne vastese per accedere al proprio profilo Facebook, si era introdotto sulla bacheca.
Accortosi della presenza estranea il giovane ha denunciato il fatto alla Polizia postale e al social network, affidandosi all’avvocato Fiorenzo Cieri del foro di Vasto.

lunedì 21 ottobre 2013

Perchè scegliere me come Investigatore Privato?


                                 





Perché dovreste scegliere di conferire un incarico a me?



Francamente sarebbe fin troppo semplice screditare molti “colleghi” che nei loro siti internet si vantano di essere “..leader del settore..”, “..gli unici che..”, “..esperienze pluriennali..”, “..direttori di grandi strutture..”, ma sarebbe come “sparare sull’ambulanza”, infatti, nella maggioranza dei casi, si tratta di persone che, in piena crisi lavorativa, fanno dei tentativi “disperati” per cercare di accaparrarsi nuovi clienti..
Sarebbe semplicissimo e divertente perdere tempo a commentare quanto ho letto nei vari siti presenti in rete..
Ad esempio quando personaggi con pubblicità antisonanti asseriscono di “essere all’avanguardia con le tecnologie” e poi sapere, per mia esperienza diretta, che non sanno neanche far funzionare il loro smartphone..
che mettono le loro foto sulle pubblicità pensando di essere “i nuovi James Bond”, invece sembrano più attori di “telenovelas di quarat’ordine”..

Ma dato che l’argomento è serio, preferisco passare oltre e non ironizzare.

Perché cercano di accaparrarsi sempre nuovi clienti i “colleghi” sopra citati?

Semplicemente perché, nella maggioranza dei casi, nessun loro cliente si sognerà mai di tornare da loro per ulteriori necessità, tantomeno di presentargli un suo conoscente.

E questo la dice lunga.

Nel mio caso è diverso.

Il mio lavoro è basato su Clienti, acquisiti in oltre venti anni di attività, che tornano da me o che, nella maggior parte dei casi, suggeriscono di rivolgersi a me a loro conoscenti, che hanno la necessità di svolgere investigazioni, memori della propria esperienza positiva.
Non a tutti accade la stessa cosa, benché a tutti piacerebbe che accedesse, per tanto sono molto invidiato dagli “pseudo colleghi”.
Va inoltre evidenziato il fatto, non trascurabile, che io ho modo di conoscere le persone che si rivolgono a me in un momento molto “negativo” della loro vita, quando con il mio aiuto, cercano di ottenere quei risultati che potrebbero fare la differenza fra “subire” e “risolvere”.

Il rapporto umano che si crea tra un Cliente che si rivolge ad un Professionista per essere aiutato a risolvere un suo problema, va al di là del semplice rapporto lavorativo; infatti un consiglio, un parere o semplicemente un punto di vista diverso, fornito in un momento particolare, può risultare molto utile nell’affrontare una situazione difficile.


Comunque penso sia il caso, per rimanere in tema, di andare a spiegare, punto per punto, quali potrebbero essere i motivi per rivolgersi a me, piuttosto che ad altri:

·      Perché svolgo la professione di Investigatore Privato da ventitre anni, venti dei quali in proprio e personalmente, non occupandomi però di Investigazioni a 360 gradi, come molti, bensì prevalentemente di indagini nella sfera privata. In particolare mi dedico a casi di accertamento di infedeltà tra coniugi e quant’altro inerente alla separazione (aumento/diminuzione assegno di mantenimento, controllo minori, ecc.).

·      Perché mentre gli altri “colleghi” preferiscono pubblicizzare la propria versatilità, citando solo en passant che si occupano di “infedeltà coniugali” (come se fosse un’attività secondaria o di cui vergognarsi), al contrario io me ne vanto pubblicizzo con orgoglio e soddisfazione questa mia eccellenza. Migliaia di casi svolti, con ottimi risultati, in questo settore specifico, non possono che rendermi orgoglioso del mio operato.. 

·      Perché chi si rivolge a me si rivolge “ad un artigiano” nel suo settore. Mi spiego meglio. Io lavoro personalmente con l’ausilio di un mio fidato collaboratore, regolarmente assunto e segnalato presso la Prefettura e la Questura di Roma. Questo modus operandi fa un enorme differenza fra me e “la concorrenza”.
Il cliente che si rivolge a me per una consulenza, parla direttamente con me e, se deciderà di conferirmi incarico riponendo in me la Sua fiducia, sarò io personalmente a svolgere le indagini.
Questo significa che se il Cliente decide di chiamarmi per essere aggiornato o rassicurato sugli sviluppi delle indagini in corso, potrà farlo direttamente al mio cellulare e sarò ben lieto di informarlo su quanto sta avvenendo.
Nelle procedure abituali della concorrenza invece dove il Cliente si trova a doversi rapportare non più con il titolare con il quale ha parlato all’inizio, bensì con segretarie, collaboratori, ecc.
Il mio metodo lavorativo infatti è quello di accettare un incarico per volta, il che mi lascia la possibilità di dedicarmi allo svolgimento dello stesso con il massimo impegno che la situazione richiede, prima di passare ad altro incarico.
Per ultimo, ma non per ordine di importanza, dato che ho svolto le indagini personalmente, sarò io stesso, qualora si renda necessario,  ad essere citato dal Legale del Cliente in qualità di teste a confermare in udienza i risultati delle mie indagini.
Anche questo mi distingue dalla “concorrenza”; infatti in oltre venti anni ho partecipato in qualità di teste a centinaia di udienze e di certo ho maturato ho maturato  un’esperienza non indifferente.
In qualche caso mi è addirittura capitato di avere a che fare con Legali che durante l’udienza cercavano di mettermi in difficoltà, facendo giustamente il loro lavoro, ma dei quali dopo ho ricevuto i complimenti e la richiesta di un biglietto da visita per altri loro assistiti. Grande soddisfazione.

·      Perché chi si rivolge a me, si rivolge ad un Professionista e viene ricevuto in un ufficio con ingresso indipendente, ubicato, pur se in zona centrale, in posizione riservata che  garantisce la massima privacy al Cliente.
Non si tratta di una grande struttura, con sale riunioni, sale d’aspetto, segretarie, angolo bar, ecc. bensì di un ufficio “a misura d’uomo” dove ci sono solo io che ricevo il Cliente, solo su appuntamento.
In realtà, le spese di queste grandi strutture con dipendenti, con pubblicità di impatto, ecc. vanno ad incidere pesantemente sul costo dell’investigazione e quindi “sulle tasche del Cliente”.

·      Perché chi si rivolge a me a fine lavoro non verrà mai invitato a vedere filmati e fotografie su maxi schermi in sala riunione come avviene da altri “colleghi”, bensì verrà in ufficio dove troverà solo me, che gli illustrerò la relazione prodotta, pronta per essere consegnata al suo Legale, corredata dalle fotografie effettuate. Il tutto nel massimo rispetto  della privacy e con il tatto necessario per trattare situazioni così delicate.

·      Perché chi si rivolge a me per avere una consulenza gratuita e senza impegno, realmente si trova ad avere una consulenza senza impegno.
Infatti anche di fronte al Cliente che voglia conferirmi un incarico immediatamente, è mia abitudine invitarlo a tornare il giorno seguente, dopo aver avuto la possibilità di riflettere con calma. Questa, a mio avviso è professionalità!!
Non devo nè convincere nè forzare nessuno, anzi ritengo si più che giusto che un Cliente si rivolga anche ad altri “colleghi” per avere più preventivi, in maniera che possa poi decidere per il meglio.

 Grazie.

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato

sabato 19 ottobre 2013

Metotodo Investigativo




Relazione Investigativa
Metodo Investigativo



In anni e anni di esperienza specifica nel settore delle Investigazioni Private, ho sviluppato il seguente metodo investigativo, che mi ha permesso di ottenere sempre i migliori risultati e la massima soddisfazione dei Clienti sul mio operato.

              Incontro con il cliente, analisi del servizio, consulenza e preventivo gratuiti.
              Preventivo di spesa scritto, chiaro e concordato con il cliente.
              Sopralluoghi e Accertamenti pre-servizio per studiare i luoghi dell'indagini.
              Raccolta di informazioni di fatti e circostanze utili allo svolgimento delle indagini, nella massima discrezione.
              Appostamenti statici e dinamici (pedinamenti) anche con localizzazione satellitare (GPS).
              Contatto diretto con il Cliente per aggiornamenti telefonici in tempo reale.
              Realizzazione di foto e filmati comprovanti l'esito delle indagini svolte.
              Redazione di Relazione Tecnica su carta intestata con fotografie allegate, legalmente valida.
              Testimonianza in Tribunale se richiesto per confermare quanto relazionato.

Relazione Investigativa



La Relazione Investigativa







La Relazione Investigativa viene da me consegnata al cliente alla fine dell'incarico che mi ha commissionato  e consiste in un rapporto scritto, correlato da fotografie, comprovanti quanto dichiarato.
Questo al fine di comprovare, attraverso prove inconfutabili, gli eventi rilevanti ai fini dell'accertamento, nonchè utilizzabili in sede giudiziaria.
Il tutto verrà da me e dai miei collaboratori successivamente confermato in Tribunale, attraverso una testimonianza giurata, qualora il cliente e il suo avvocato lo ritenessero necessario.

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma

Ue, nuova procedura d'infrazione contro l'Italia

Ue, nuova procedura d'infrazione contro l'Italia





La Commissione europea ha aperto una nuova procedura di infrazione contro l'Italia. Per la seconda volta in un mese, nel mirino è finita l'amministrazione della giustizia e l'attività dei magistrati del nostro Paese. Lo scorso 25 settembre l'Europa ha chiesto norme più rigorose sulla responsabilità dei giudici. Questa volta Bruxelles critica l'Italia perchè la Corte di Cassazione non applica il diritto europeo.

A dare vita a questa nuova procedura di infrazione è un caso giudiziario. Nel 1982 un imprenditore ha chiesto in giudizio il rimborso di una tassa legata a ispezioni veterinarie obbligatorie per prodotti importati in Italia. Quella tassa, secondo l'imprenditore, è in realtà un dazio illegittimo. Per ben due volte la Cassazione ha respinto la richiesta dell'imprenditore di rinviare il caso alla Corte di giustizia dell'Unione europea.

La Corte di Cassazione in questo modo avrebbe violato il Trattato europeo. L'articolo 267, infatti, obbliga la Cassazione a rimettere gli atti alla Corte di giustizia dell'Unione europea per ottenere l'interpretazione di una norma di diritto europeo, laddove una parte ne faccia richiesta. Non si tratta di una semplice facoltà ma di un obbligo giuridico. La violazione di questo obbligo è causa diretta della durata eccessiva della vicenda giudiziaria vissuta dall'imprenditore, vicenda che si è trascinata per 31 anni. Se ci fosse stato il rinvio, i giudici italiani avrebbero compreso prima il contenuto della norma e sarebbero arrivati in tempi brevi ad una sentenza definitiva. Questa violazione ormai non può essere più sanata, dal momento che le richieste di rinvio presentate dall'imprenditore sono state ormai respinte. Non solo. Le decisioni già prese dalla Corte non possono essere modificate. La nuova procedura di infrazione ha come scopo adesso quello di verificare se le norme processuali italiane impediscono il rimborso alle imprese e ai cittadini di tasse che, secondo il diritto europeo sono illegittime.

Fonte: Messaggero.it del 17.10.2013

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato

giovedì 10 ottobre 2013

Stalking


STALKING






L'Investigatore Privato può essere molto utile a reperire le prove di un atto di molestia subito per poi presentarle al momneto in cui ci si rivolge alle Forze dell'Ordine per denunciare lo stolker.

Massimiliano Altobelli









Stalking  è un termine inglese qui inteso per indicare una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo che affligge un'altra persona, perseguitandola e generandole stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità[1]. Questo tipo di condotta è penalmente rilevante in molti ordinamenti; in quello italiano la fattispecie è rubricata come atti persecutori (articolo 612-bis del Codice penale), riprendendo una delle diverse locuzioni con le quali è tradotto il termine stalking. Il fenomeno è anche chiamato sindrome del molestatore assillante.






Il termine stalking, e quindi di stalker, deriva dal verbo to stalk nel significato di "camminare con circospezione", "camminare furtivamente", "colui che cammina in modo furtivo" indicante anche il "cacciatore in agguato".
Il termine inglese stalking, suggerito dalla letteratura scientifica specializzata anglofona in tema di molestie assillanti, intende indicare quindi un insieme di comportamenti molesti e continui, costituiti da ininterrotti appostamenti nei pressi del domicilio o degli ambienti comunemente frequentati dalla vittima, ulteriormente reiterati da intrusioni nella sua vita privata alla ricerca di un contatto personale per mezzo di pedinamenti, telefonate oscene o indesiderate.
Include, inoltre, l'invio di lettere, biglietti, posta elettronica, SMS e oggetti non richiesti; più difficile è l'attribuzione del reato di stalking a messaggi indesiderati di tipo affettuoso - specie da parte di ex-partner o amici - che può variare a seconda dei casi personali. Oppure producendo scritte sui muri o atti vandalici con il danneggiamento di beni, in modo persistente e ossessivo, in un crescendo culminante in minacce, scritte e verbali, degenerando talvolta in aggressioni fisiche con il ferimento o, addirittura, l'uccisione della vittima. Tutto ciò, o parte di esso se compiuto in modo persistente e tenace in modo da indurre anche solo paura e malessere psicologico o fisico nella vittima, sono atti persecutori, e chi li attua è un persecutore: un soggetto che commette un atto criminale, in alcuni Paesi punito come tale dalla legge. Si differenzia dalla semplice molestia per l'intensità, la frequenza e la durata della variegata congerie comportamentale.
Da un punto di vista etimologico, il termine stalk è variamente traducibile nella nostra lingua come "caccia in appostamento", "caccia furtiva", "pedinamento furtivo", "avvicinarsi furtivamente", "avvicinarsi di soppiatto" (a selvaggina o nemici). La parola stalker è traducibile come "cacciatore all'agguato", "chi avanza furtivamente". Questi termini non chiariscono sufficientemente il significato anglosassone che è dato agli stalker che pedinano la vittima per scopi puramente molesti. Il verbo to stalk è altrettanto traducibile col significato di "inseguire furtivamente la preda" e deriva dal linguaggio tecnico-gergale venatorio. Letteralmente stalking significa "fare la posta", "inseguimento".
Non esiste una definizione generalmente accettata di stalking, ma così come enunciato da studiosi delle molestie assillanti di lingua anglofona è comunque colui che si "apposta", che "insegue", che "pedina e controlla" la propria vittima. Il termine "inseguimento" è quello più largamente usato e tradotto. Quest'ultima definizione sembra la più vicina al comportamento tipico del molestatore assillante che è, infatti, quello di seguire la vittima nei suoi movimenti per poi intromettersi nella sua vita privata. Un'altra traduzione molto usata di "stalking" è "persecuzione", così come lo stalker è chiamato "persecutore" e la vittima "perseguitato".
Nel lessico accademico si ricorre a differenti definizioni scientifiche. I termini recentemente impiegati in varie lingue, per coprire l'area semantica dell'intrusione relazionale ripetuta e assillante, sono numerosi e appartengono a vari contesti come quello criminologico, psichiatrico, psicologico e legislativo.
Nella lingua inglese oltre a stalking sono usati i termini obsessional harassment, criminal harassment, obsessional following, obsessional relational intrusion; nell'italiana, greca e francese: molestie assillanti, dioxis, harcèlement du trosième type, etc.. Nella disamina della letteratura corrente il termine harassment è molto spesso ricorrente; deriva dal verbo to harass, col significato di "tormentare", "molestare", "opprimere". harassment criminale è difatti il reato della molestia e della persecuzioni sanzionato nei Paesi del common law.






Il persecutore o stalker può essere un estraneo, ma il più delle volte è un conoscente, un collega, un ex-compagno o ex-compagna che agisce spinto dal desiderio di recuperare il precedente rapporto o per vendicarsi di qualche torto subito. In altri casi ci si trova, invece, davanti a persone con problemi di interazione sociale, che agiscono in questo modo con l'intento di stabilire una relazione sentimentale imponendo la propria presenza e insistendo anche nei casi in cui si sia ricevuta una chiara risposta negativa. Meno frequente il caso di individui affetti da disturbi mentali, per i quali l'atteggiamento persecutorio ha origine dalla convinzione di avere effettivamente una relazione con l'altra persona. Questi soggetti manifestano cioè sintomi di perdita del contatto con la realtà e sette volte su dieci hanno un’organizzazione di personalità borderline. Solitamente questi comportamenti si protraggono per mesi o anni, il che mette in luce l'anormalità di questo genere di condotte.
Il "Centro Presunti Autori – Unità Analisi Psico Comportamentale dell'Osservatorio Nazionale sullo Stalking" (CPA), un'organizzazione italiana che segue il fenomeno, ha proposto un profilo del presunto autore e una descrizione delle condotte riferibili allo stalking, o meglio un identikit psico-comportamentale, con il presupposto che qualsiasi categorizzazione può risultare riduttiva dell’unicità e irripetibilità della persona. Secondo la CPA, oltre il 50% dei persecutori ha vissuto almeno una volta nella vita l'abbandono, la separazione o il lutto di una persona cara che non è riuscito a razionalizzare.
In base a una ricerca a campione (5%) svolta dall'Istituto di ricerca psicosociale sulla popolazione di pre-adolescenti e adolescenti, circa 800 individui di entrambi i sessi dai 13 ai 17 anni hanno soddisfatto i possibili predittori di future condotte persecutorie e violente.
Secondo gli studi della Sezione Atti persecutori del Reparto Analisi Criminologiche dei Carabinieri, gli stalker potrebbero inquadrarsi (a stretti, pragmatici fini di polizia) in cinque tipologie:
ñ il "risentito", caratterizzato da rancori per traumi affettivi ricevuti da altri a suo avviso ingiustamente (tipicamente un ex-partner di una relazione sentimentale);
ñ il "bisognoso d'affetto", desideroso di convertire a relazione sentimentale un ordinario rapporto della quotidianità; insiste e fa pressione nella convinzione che prima o poi l'oggetto delle sue attenzioni si convincerà;
ñ il "corteggiatore incompetente", che opera stalking in genere di breve durata, risulta opprimente e invadente principalmente per "ignoranza" delle modalità relazionali, dunque arreca un fastidio praticamente preterintenzionale;
ñ il "respinto", rifiutato dalla vittima, caratterizzato dal voler contemporaneamente vendicarsi dell'affronto costituito dal rifiuto e insieme riprovare ad allestire una relazione con la vittima stessa;
ñ il "predatore", il cui obiettivo è di natura essenzialmente sessuale, trae eccitazione dal riferire le sue mire a vittime che può rendere oggetto di caccia e possedere dopo avergli incusso paura; è una tipologia spesso riguardante voyeur e pedofili.






Modifiche nella vita quotidiana sono necessarie per sfuggire allo stalking, inclusi l'avvicendarsi dei datori di lavoro, dei numeri di telefono, possono risultare un tributo troppo alto da pagare e conferire un senso di isolamento:
« Lo stalking è una forma di agguato mentale in cui l'aggressore ripetutamente, inavvertitamente e violentemente irrompe nella vita della vittima con la quale non ha relazioni di sorta. In aggiunta, ogni singolo atto di aggressione non possono essere la causa del trauma se non tutti presi insieme






Seguendo i dati statistici, le donne stalker spesso e volentieri cercano altre donne, mentre gli uomini lo fanno solo con donne.
Nel 2009 una ricerca del Department of Justice indica che gli uomini denunciavano stalker sia di sesso maschile (41%) sia femminile (43%).
La persecuzione avviene solitamente mediante reiterati tentativi di comunicazione verbale e scritta, appostamenti e intrusioni nella vita privata. Lo stalking può nascere come complicazione di una qualsiasi relazione interpersonale, è un modello comportamentale che identifica intrusioni costanti nella vita pubblica e privata di una o più persone.
I contesti in cui si manifesta riguardano:
ñ nel 55% circa nella relazione di coppia;
ñ nel 25% circa in condominio;
ñ nel 5% circa in famiglia (figli/fratelli/genitori);
ñ nel 15% circa sul posto di lavoro/scuola/università






Lo stalking è considerato reato in diversi paesi del mondo. Le norme anti-persecuzione sono volte a tutelare le vittime di tutti quegli atti persecutori che, per la loro caratteristica di ripetitività e perduranza nel tempo, provocano nelle persone colpite stati di ansia e paura per la propria incolumità o le costringono ad alterare significativamente le proprie abitudini di vita.

In Italia

Reato di
Atti persecutori
Fonte
Codice penale italiano
Articolo
612-bis
Competenza
Tribunale monocratico
Procedibilità
a querela della persona offesa. D'ufficio in caso di fatto commesso nei confronti di un minore, di una persona disabile o in caso di fatto connesso con altro delitto procedibile d'ufficio.
Arresto
facoltativo
Fermo
no
Pena prevista
reclusione da sei mesi a cinque anni
In Italia le condotte tipiche dello stalking configurano il reato di "atti persecutori" (art. 612-bis c.p.), introdotto con il D.L. 23 febbraio 2009, n. 11 (decreto Maroni).
La norma introduce nel codice penale l'articolo 612-bis, rubricato "atti persecutori", che al comma 1 recita:
« Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita »
A ciò si aggiungono alcune norme accessorie, ossia l'aumento di pena in caso di recidiva o se il soggetto perseguitato è un minore, il fatto che lo stalking costituisca un'aggravante in caso di omicidio e violenza sessuale e la possibilità di ricorrere alle misure di indagine previste per i reati più gravi, quali le intercettazioni telefoniche e gli incidenti probatori finalizzati ad acquisire le testimonianze di minori. Questa fattispecie di reato è normalmente procedibile a querela, ma è prevista la procedibilità d'ufficio qualora la vittima sia un minore, una persona disabile, quando il reato è connesso con altro delitto procedibile d'ufficio e quando lo stalker è già stato ammonito precedentemente dal questore.
Il nuovo istituto costituisce una sorta di affinamento della preesistente norma sulla violenza privata: delinea infatti in modo più specifico la condotta tipica del reato e richiede che tale condotta sia reiterata nel tempo e tale da «cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura» alla vittima.
A marzo 2011, al Convegno milanese dedicato alla tematica, alcuni esperti di diritto, avvocati e professori universitari hanno espresso dubbi di legittimità costituzionale su alcuni aspetti della legge sullo stalking.


 fonte: Wikipedia