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Massimiliano Altobelli, Investigatore Privato a Roma, autorizzato dalla Prefettura dal 1995, svolge personalmente indagini con l'ausilio della più moderna tecnologia investigativa, fornendo al committente prove legalmente valide. Consulenze e Preventivi gratuiti 24/24 - 7/7. Tel.: 336.340.007 http://www.maximedetective.net

giovedì 11 febbraio 2016

Forse tradita dal marito, di sicuro truffata dall'investigatore privato“


Che brutta storia.. 

Il problema è che molte persone non si informano sulle disposizioni di Legge, ben precise,  che regolano la professione di Investigatore Privato.

L'Investigatore Privato deve essere in possesso di un' Autorizzazione (Licenza) rilasciata dalla Prefettura in base agli art. 134 e seg. del T.U.L.P.S. e ed è obbligato ad esporla, ben visibile al Cliente, in ufficio, unitamente alla Tabella delle Operazioni con le relative tariffe.

Dopo aver parlato con il Cliente ed aver capito se può accettare o meno l'incarico, in base alla fattibilità delle richieste che devono rispettare la Legge sulla Privacy (D.Lgs 196/03), la normativa impone all'Investigatore  Privato di identificare il Committente a mezzo di un documento di identità valido (art. 135 del T.u.l.p.s.), compilare un regolare "Conferimento di Incarico", annotare i dati sull'apposito "Registro degli Affari" (che deve essere regolarmente vidimato).

Allo scopo di fornire un aiuto posso dirvi: al momento della scelta di un Investigatore Privato, verificate che abbia un ufficio dove ricevervi, con tanto di autorizzazioni in vista (se non le vedete è UN VOSTRO DIRITTO CHIEDERLE E PRENDERNE VISIONE) e che vi faccia compilare un CONFERIMENTO DI INCARICO di cui ne chiedete copia.
Al momento di firmare l'incarico fatevi spiegare bene le operazioni che andrà ad effettuare per vostro conto e chiedete una relazione scritta, su carta intestata, di quanto effettuato, prima di saldare l'operazione.

Diffidate da "tariffe promozionali", "sconti" e costi irrisori tipo "a partire da 100 euro".. L'ATTIVITÀ DI INVESTIGATORE PRIVATO E' UNA COSA SERIA!! 

Molti miei colleghi sono dei "cialtroni" che non sanno come gestire le spese di immagine, di uffici pomposi, di collaboratori numerosi, di pubblicità esagerate, ecc. e per questo motivo, in un momento storico particolare come quello attuale, si trovano "alla canna del gas"..per questo fanno preventivi che, a mio avviso, non sono realistici.

Effettuare un'indagine con lo scopo di ottenere le prove, valide in sede giudiziaria, richiede un impegno serio con costi ne irrisori, ne esagerati, ma giusti

Faccio un esempio molto generico: non si può pensare di risolvere un'indagine finalizzata ad ottenere le prove di una Infedeltà Coniugale, ottenendo le prove (relazione scritta e materiale fotografico) con qualche centinaia di euro..NON E' POSSIBILE!! 

Questo tipo di indagini, statisticamente, richiedono un periodo preso in esame che può andare dai dieci ai venti giorni (a livello statistico) con costi di qualche migliaia di euro, in base all'impegno e alle difficoltà riscontrate. 

Quindi quando sentite costi irrisori, promesse alla "James Bond", strumenti fantascientifici..siete davanti ad un'altro "cialtrone"..

Infine una considerazione va anche fatta: certo che chi pensa di conferire un incarico ad un investigatore privato per telefono e gli manda il denaro ricaricando una carta di credito ricaricabile.....la dice lunga..

Non vorrei dire che: "ognuno si merita il professionista che ha"..mah...





Truffa di falso investigatore privato a donna
Forse tradita dal marito, di sicuro truffata dall'investigatore privato
Truffa di falso investigatore privato a donna
La donna si era rivolta ad un investigatore che però, dopo avere incassato un anticipo, è sparito dalla circolazione.
Truffa di falso investigatore privato a donna
Truffata dal''investigatore privato che aveva assoldato per indagare sulla vita privata del marito. E' successo nella provincia di Pavia: alla donna non è rimasto altro che sporgere denuncia ai carabinieri, che hanno rintracciato il malvivente, un 42enne residente a Tivoli (Roma), già noto alle forze dell'ordine.
Tutto è iniziato quando la donna, attraverso internet, ha trovato un investigatore che si dichiarava esperto proprio in relazioni extraconiugali. L'uomo ha chiesto un anticipo di 250 euro: una richiesta assolutamente normale, che non ha insospettito la donna. Che ha provveduto a effettuare il pagamento su una Postepay. A quel punto, però, l'uomo è letteralmente sparito dalla circolazione. Di qui la denuncia.



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sabato 24 ottobre 2015

Paura di essere letti da occhi indiscreti? Ecco tutte le app e le chat....



  Svolgo la professione di Investigatore Privato  da oltre venti anni e la maggior parte delle indagini che svolgo sono nel settore privato e, più in particolare, nella sfera familiare..come le "indagini per infedeltà coniugale".

  Nonostante tantissimi miei "pseudo colleghi" affermino di occuparsi di indagini internazionali, penali, industriali, ecc.ecc. a mio avviso la realtà è la maggioranza delle persone che si rivolgono ad un Investigatore Privato, lo fà per problemi di "fedeltà".

  Premesso questo, ho constatato che negli ultimi anni, con il progresso della tecnologia, in particolare nel settore delle comunicazioni, anche nel settore delle "infedeltà coniugali" il sistema di comunicare tra amanti è cambiato e si è notevolmente evoluto.

  Mentre ricordo, con nostalgia, che venti anni fà circa si usava il telefono di casa (magari a disco o cordeless) e la cabina telefonica, attualmente tra "amanti" si comunica, ovviamante, con lo smartphone che tutti possiedono.

  Prima il principale metodo di comunicazione era la telefonata o il messaggio classico (SMS), ma attualmente, da quello che mi dicono i Clienti quotidianamente e quello che posso rilevare, la maniera di comunicare e la messaggistica istantanea, tramire connessione di rete (whatsapp, ecc.).

  Spesso sia le mogli che i mariti, vedono il loro coniuge indaffarato a messaggiare in maniera furtiva, magari anche nascosto in bagno. E qui nascono i problemi..in quanto magari vengono ancora di più confermati i dubbi sulla fedeltà del proprio partner.

  Spesso viene chiesto con insistenza (per non dire altro) di far vedere il cellulare con il quale si stava messaggiando e da qui nasce "il disastro"..in quanto se viene negata la possibilità di vedere il telefono, magari appellandosi alla "legge sulla privacy", le reazioni possono essere "catastrofiche"..

  Proprio negli ultimi tempi, sempre da quanto apprendo nel quotidiano dai Clienti, anche la messaggistica si è evoluta in quanto si tende ad usare programmi che inviano messaggi "che si auto cancellano" non lasciando traccia.

  Da qui l'idea di fare una ricerca in rete e di cercare di spiegare, per sommi capi, quali sono le ultime tendenze della messaggistica istantanea.

PRECISO CHE NON VUOLE ESSERE UN CONSIGLIO SU COME MESSAGGIARE SENZA FARSI RINTRACCIARE, bensì un solo approfondimento sulla tecnologia disponibile.

  Anzi ritengo può essere anche utile al contrario: se si trova istallata nel telefonono del proprio patner una delle seguenti applicazioni..ci si potrebbe anche interrogare sul motivo..

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma



Paura di essere letti da occhi indiscreti? Ecco tutte le app e le chat


Che permettono di messaggiare senza che il partner, il fratello o la mamma possano sbirciare sul tuo smartphone in un attimo di distrazione. Ma il concetto di privacy è su due fronti. Se infatti da un lato facciamo di tutto per nascondere un messaggino segreto al partner o ai genitori curiosi, nel frattempo in qualche angolo remoto del mondo qualcuno potrebbe leggere in chiaro quello che stiamo cercando di tenere privato, appunto. Vi proponiamo quindi delle chat che tutelano la vostra privacy e che adottano il sistema ‘end-to-end’ dove neanche gli sviluppatori dell'azienda possono visualizzare il testo




Kibo. 

L'idea è nata da una sorpresa di compleanno rovinata. L'app lanciata la scorsa settimana è stata creata dal bielorusso Vitaly Halenchik e dal russo Kiril Davydov e permette di nascondere i messaggi privati in qualsiasi chat. Basta un lucchetto. Al momento, ha più di 23mila utenti a poco più di una settimana dal lancio 





Telegram. 

La sua icona è un aeroplano di carta e simboleggia la libertà delle comunicazioni: ha un sistema di codifica forte 'end-to-end', delle chat segrete e dà la possibilità di distruggere i messaggi dopo pochi secondi 




Confide. 

Consente di inviare messaggi che si autodistruggono e chi riceve il messaggio non potrà in alcun modo salvarlo neanche con uno screenshot. I messaggi sono visibili solo parola dopo parola, non tutti insieme e si può scegliere dopo quanti secondi distruggerli una volta letti. È disponibile anche la versione desktop per il pc 



In pratica, basta passare un dito sulle parole coperte per farle apparire. E scompaiono di nuovo quando di sposta il dito. Le parole vengono rivelate una ad una, ecco perché non è facile fare uno screenshot dell'intero messaggio. E anche se l'utente che ha ricevuto ci prova, non appena viene scattata l'immagine verrà inviata una notifica a chi ha inviato il messaggio 


Bleep, la chat sicura di BitTorrent. 

La app non richiede di inserire dati personali per essere usata e, come Snapchat e altre, ha i messaggi che si autoeliminano dopo alcuni secondi. Inoltre, testi e foto sono a prova di screenshot e le comunicazioni avvengono direttamente tra gli utenti, senza passare da un server. Sulla schermata infatti non compare il nome dell'utente, per cui se si scatta una foto della chat, risulta anonima. E al contrario, se si tocca l'icona a forma di occhio per vedere il nome della persona con cui si parla, i messaggi vengono oscurati 





CackleChat. 

Si tratta di un'altra con i messaggi che si autodistruggono. Il mittente può decidere chi deve vedere il messaggio, cosa può visualizzare e per quanto tempo





Shady Contacts. 

è una delle più popolari app gratuite per Android. Tra le caratteristiche principali: opzione per nascondere i messaggi di testo e il registro delle chiamate; protezione del codice di sblocco con PIN o pattern; possibilità di nascondere le app dal programma di avvio; autodistruzione dopo aver digitato il codice errato per un tot di volte; bloccaggio rapido; possibilità di ripristinare la visibilità del registro chiamate e dei messaggio di testo 



Fonte:repubblica.it


martedì 29 settembre 2015

Italia infedele: ecco la classifica delle città "fedifraghe"



Ogni tanto mi capita di leggere "..boom delle infedeltà..", ecc. ecc. 

Nella mia carriera, ultra ventennale, da Investigatore Privato a Roma, posso tranquillamente affermare che le relazioni extra coniugali, a mio avviso, ci sono sempre state più o meno come oggi. Forse quello che è cambiato che con l'aumentare dell'elettronica, della telefonia, di internet, ecc. si sono sviluppati modi nuovi di conoscere persone e quindi avviare relazioni. Sicuramente negli anni sono cambiati metodi di incontro, modalità di conoscere persone e quant'altro..
C'è chi dice che la tecnologia ha portato grandi vantaggi in questo, ma sicuamente l'altra faccia della medaglia è che la tecnologia ha portato anche più facilità all'essere "beccati" dal proprio patner, moglie, marito  o altro..

Ma qui si apre un mondo.. 


Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato








ROMA - Sempre più incontri extraconiugali, con sempre più sconosciuti: nell'era del dating online e dei social network aumentano le occasioni per creare relazioni nuove a più livelli. In Italia molti lo fanno ma non lo dicono e vogliono restare anonimi. Ma ci sono anche tante città, come Trapani e Catania, in cui gli abitanti sono più fedeli ai loro partner. È quanto risulta dal monitoraggio effettuato sui dati degli utenti del sito Incontri-ExtraConiugali.com, il portale dedicato a chi cerca un'avventura al di fuori della coppia. «L'anonimato è il motore psicologico non solo dei portali di incontri extraconiugali, ma di tutti i siti di dating, perché consente di allargare il proprio giro di conoscenze, stimolando la fantasia. È un eccitante appuntamento al buio, ma sempre più mirato grazie agli algoritmi che elaborano i dati degli utenti e segnalano le potenziali affinità» spiega Alex Fantini, ideatore di Incontri-ExtraConiugali.com.

Gli italiani più «avventurosi» sono quelli di Roma, Milano e Napoli. Le prime 5 città per numero di iscritti a Incontri-ExtraConiugali.com sono infatti Roma (65 mila iscritti), Milano (42 mila), Napoli (35 mila), Palermo (23 mila) e Genova (21 mila).


Gli iscritti distribuiti in tutt'Italia sono oltre 860 mila, di cui il 67% uomini. Ma ci sono anche molte città dove il tradimento si tinge di rosa. In termini percentuali i comuni con la maggior presenza di donne iscritte a Incontri-ExtraConiugali.com sono Torino con il 62% e Firenze con il 59%. Seguono Roma con il 56%, Milano con il 54% e Napoli con il 53%.

«Certo calcolare scientificamente il valore della propensione al tradimento nelle diverse città italiane è difficile, perché ovviamente tutti cercano di mantenere l'anonimato. Ma basandoci sugli iscritti a Incontri-ExtraConiugali.com il campione che ne risulta è abbastanza rappresentativo della realtà italiana» sottolinea Alex Fantini.

«Abbiamo poi pensato di raggruppare i dati e mettere in relazione il numero di iscritti con il numero di abitanti di ciascuna città» aggiunge l'ideatore di Incontri-ExtraConiugali.com. I dati così rielaborati hanno consentito di calcolare l'«indice di infedeltà» delle diverse città italiane, con un valore compreso tra 0 per quelle «più fedeli» e 1 per quelle «più infedeli».

L'indice di infedeltà rimane più alto a Roma con lo 0,86 e a Milano con lo 0,84. E ancora c'è molta attività extraconiugale anche a Napoli (0,72), Palermo (0,68) e Genova (0,65). La graduatoria di Incontri-ExtraConiugali.com evidenzia invece un indice di infedeltà più moderata a Bologna (0,58), Padova (0,57), Cagliari (0,55) e Terni (0,53).

Gli indici più bassi sono quelli di Trapani con lo 0,24 e Catania con lo 0,25. Ma quello che emerge dall'analisi dei dati di Incontri-ExtraConiugali.com è che, anche nelle città dove vi è una maggiore disapprovazione dell'infedeltà, il numero di italiani che si iscrivono ai siti di incontri extraconiugali sono in aumento.


fonte: diregiovani.it

Detective segue moglie cliente e la trova a letto con figlio



..che dire..quando si leggono queste notizie non si può che non provare una senzazione di amarezza..sicuramente siamo di fronte non solo a depravazione, ma anche a malattia mentale..

Comunque in oltre venti anni di attività investigativa svolta, in prima persona, in strada , non sono pochi gli episodi e le situazioni definibili "particolari", se non scabrose che mi è capitato di vedere..

Per ovvi motivi di privacy non posso entrare in particolari, ma infedeltà in cui poi si scopre l'amante essere il cognato o la cognata, sono all'ordine del giorno.. Coppie con figli che uscivano insieme e di nascosto le due donne si vedevano come amanti... ecc. ecc.

Anche questo fa parte della vita che, per fortuna o purtroppo, non è quasi mai come il "mulino bianco"..

Massimilano Altobelli - Investigatore Privato








Detective segue moglie cliente e la trova a letto con figlio




ROMA – Un marito geloso decide di ingaggiare un detective privato per seguire la moglie. E il detective sorprende il suo figlio 17enne mentre fa sesso con la moglie del cliente: Amber Telford, 33 anni e insegnante di danza. Tutto è successo a Taylorsville, nello Utah. I due sono stati sorpresi dal marito, indemoniato, e dal detective, preoccupato, nell’abitazione dell’ex moglie del detective privato. “Loro erano avvinghiati sotto le coperte – racconta l’investigatore privato – Mentre i loro vestiti erano sparsi per tutta la camera”. La donna è stata arrestata e dovrà scontare trenta giorni di carcere per aver fatto sesso con un minore. “La donna ha avuto diversi rapporti sessuali col ragazzo – si legge nel rapporto – e molte volte i due si vedevano nel bel mezzo della notte e si appartavano in diversi luoghi con la macchina”. Dopo questo episodio l’investigatore privato ha deciso di chiudere l’attività. -

fonte: blitzquotidiano.it

La scienza del comportamento non verbale per reperire più informazioni dalle persone nell’investigazione: nuovi metodi integrati.


Riporto di seguyito un articolo con relativo link al sito che ritengo possa essere interessante.
Grazie.

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma











Colpevole o innocente? Bugiardo o sincero? Ogni investigatore si trova a fare i conti con questi dilemmi nel corso della carriera professionale.
Durante le indagini la raccolta delle informazioni è un momento fondamentale, in grado di indirizzare le investigazioni in una direzione o in un’altra. Testimoni, parti lese, indagati e “informatori”: in tutti i casi chi indaga è chiamato a trovare riscontri alle dichiarazioni.
Un aiuto scientifico per decidere quali siano attendibili arriva dall’analisi del comportamento non verbale. Il Laboratorio di analisi comportamentale NeuroComScience è il primo in Italia ad applicare apposite tecniche, linee guida e protocolli durante colloqui e interrogatori che portano ad un notevole risparmio di tempo e risorse nelle indagini, aumentandone l’accuratezza.
Per rispondere a questa esigenza ineludibile e aumentare il bagaglio professionale degli investigatori il NeuroComScience, laboratorio specializzato nell’interpretazione del comportamento umano svolge sia consulenze sia percorsi di formazione mirati che permettono di applicare le tecniche di decodifica di indicatori di stati d’animo, emozioni, interessi, motivazioni e menzogne e trarre le informazioni nascoste dalle persone.
 “Le tecniche a disposizione sono molteplici” spiega Jasna Legiša, direttrice di NeuroComScience “le più note riguardano codifica e decodifica delle espressioni facciali,  del comportamento motorio gestuale e degli aspetti non verbali del parlato, integrate con le tecniche di interrogatorio”.
Durante le esercitazioni si consente la raccolta di dati per la successiva analisi. In sostanza, si esamina chi ha reso le dichiarazioni per individuare i segni indicativi di menzogna o verità. Non impressioni soggettive, ma rilevazioni oggettive.
Con alcune Questure e aziende di investigatori privati è già stato siglato un accordo grazie al quale sono stati realizzati i primi passi di tali applicazioni  in Italia.
Il sito di riferimento del laboratorio NeuroComScience è www.lab-ncs.com


Marina Pugliese

mercoledì 1 luglio 2015

Vicenza, perseguita l'amante ma sbaglia persona, pagherà 10 mila euro „Vicenza, perseguita l'amante ma sbaglia persona, pagherà 10 mila euro.



Sempre più spesso capitano Clienti che chiedono preventivi per conoscere la vita delle proprie ex compagne. Quando gli si dice che per un Investigatore Privato non è possibile accettare questo tipo di incarichi perchè in vilazione con le più elementari normative in materia di Privacy, non demordono e avviano il "fai da te"..ecco poi i risultati.



Vicenza, perseguita l'amante ma sbaglia persona, pagherà 10 mila euro

Vicenza, perseguita l'amante ma sbaglia persona, pagherà 10 mila euro.




Vicenza, perseguita l'amante ma sbaglia persona, pagherà 10 mila euro
La macchina dell'amante della sua fidanzata continuava ad essere parcheggiata sotto casa anche dopo la pacificazione tra i due. Lui ha iniziato a minacciarlo, ma si trattava di un errore. Il vicentino ha chiesto scusa e pagherà un risarcimento di 10 mila euro.



Vicenza, perseguita l'amante ma sbaglia persona, pagherà 10 mila euro
Pensava di perseguitare l'ex amante della fidanzata, lasciandoli biglietti minacciosi sul cruscotto dell'auto, ma la macchina aveva cambiato padrone. Capito l'errore un vicentino ha dovuto scusarsi con la vittima staccando un assegno da 10 mila euro per evitare il tribunale.

Come riportato nelle pagine de Il Giornale di Vicenza, Paolo B. era fidanzato da anni con una sua coetanea che risiede in Riviera Berica. Nel 2013 la prima crisi della coppia, con una Chevrolet Matiz rossa sempre più spesso parcheggiata sotto casa della ragazza.  Proprio quel particolare aveva fatto scoprire a Paolo la storia parallela della compagna, portando alla rottura del rapporto. Nel 2014, però, la ragazza era tornata chiedendo scusa e supplicando un ricongiungimento e lui aveva accettato.  
Poco dopo il nuovo inizio, l'auto rossa era riapparsa nel parcheggio sotto casa della ragazza. Lui era andato su tutte le furie decidendo di prendersela con l'amante.  Accecato dalla gelosia, era passato dalle parole ai fatti, lasciando biglietti di minacce sul vetro dell'auto, tagliandone le gomme, rigando la portiera. Tutte "fatiche" inutili, la Matiz rimaneva sempre parcheggiata allo stesso posto. 
Qualche mese dopo la scoperta dell'errore: l'auto era stata venduta dall'ex amante ad un pensionato 71enne che spesso andava a trovare dei parenti residenti affianco della ragazza. L'uomo, ignaro della vicenda, aveva sporto querela, rivolgendosi alla polizia che grazie ad un filmato era risalita a Paolo. In questi giorni le scuse e l'accordo economico tra le due parti. 

Fonte: vicenzatoday.it
Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma


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Rivalta, in fiamme l’auto di un investigatore privato


Questo ennesimo episodio negativo conferma quello, che per altro sono anni che dico, che la professione dell'Investigatore Privato, a differenza di altre professioni, è molto più a rischio. E non serve occuparsi di chissà quali casi di rilevanza penale, anzi molto spesso, occupandomi prevalentemente di indaginio in ambito privato (come le infedeltà ad esempio), mi trovo a partare al Cliente prove fotografiche di tradimenti. Tali prove vengono poi usate in Tribunale e, nella maggioranza dei casi, la persona oggetto di indagine ne esce con dei danni economici, anche ingenti.. ecco non tutti la vedono razionalmente e capiscono che ho fatto semplicemente il mio lavoro, anche bene, ma spesso sono portati a vedere in me la causa dei loro problemi e quindi pensano di vendicarsi. Cosa che sarà successa, probabilmente,  al collega di cui parla l'articolo seguente.








Rivalta, in fiamme l’auto di un investigatore privato




REGGIO EMILIA. Aveva lasciato l’auto per andare a cena. Ma, quando è tornato, l’ha trovata completamente distrutta. Un incendio, molto probabilmente di natura dolosa, di cui è rimasto vittima un investigatore privato. È quanto avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì, vicino al cimitero di Rivalta.
È circa l’una di notte quando al 113 arriva la segnalazione di un’auto data alle fiamme. Sul posto è stata inviata subito una pattuglia della polizia, che una volta raggiunto il luogo dell’incendio ha trovato i vigili del fuoco già impegnati a domare le fiamme. Il rogo, però, aveva completamente avvolto la Mercedes Glk. Subito scattano le indagini. E immediatamente emerge la pista dolosa. Per questo motivo, è stato subito rintracciato il proprietario, un investigatore privato ravennate. È proprio l’investigatore a raccontare che alcune ore prima aveva parcheggiato la sua autovettura vicino al cimitero per poi recarsi a cena con un amico.
E non era la prima volta che la sua auto veniva data alle fiamme. Già in altre sei circostanze qualcuno gli aveva incendiato l’auto. Sul posto, è intervenuto anche il personale della Polizia Scientifica per gli accertamenti tecnici, che indaga per risalire all’identità del responsabile e al movente.

Fonte: http://gazzettadireggio.gelocal.it

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma

giovedì 28 maggio 2015

Cassazione, è lecito "controllare" un dipendente su Facebook: non è reato



Ennesima sentenza molto importante nel delicato settore delle indagini su dipendenti. Il settore è molto ampio ed estremamente delicato. Ovviamente quello citato nella sentenza di Cassazione è un caso molto particolare, ma potrebbe "aprire la strada" e creare un precedente importante per moltissimi casi analoghi.

Sempre più spesso nella mia attivitò di Investigatore Privato vengo contattato da datori di lavoro e da aziende che, prima di rivolgersi a me, si sono fatte un "quadro" ben preciso di cosa fa il dipendente quando è in malattia, consultando appunto i social network.

Ma la domanda che bisognerebbe porci è: "..è proprio necessario descrivere e pubblicare ogni dettaglio della propria vita sui social??". 
Sembra una doimanda banale, ma non lo è?

Sono innumerevoli i casi in cui dipendendi in assenza dal lavoro per malattia, per la Legge "104", ecc., pubblicano foto in cui stanno in vacanza, agli internazionali di tennis, al secondo lavoro "a nero", ecc., ecc.

Che dire? Contenti voi di essere così "social", contenti tutti.. Poi non vi lamentate se la stessa tecnologia che vi fà tanto divertire, permette anche che vi becchino..

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma 



Cassazione, è lecito "controllare" un dipendente su Facebook: non è reato.


Il datore di lavoro crea un account falso per monitorare i sottoposti sui social network? Secondo la Corte si può e non è intercettazione.



Spiare un dipendente che usa Facebook durante l'orario di lavoro non è reato né intercettazione, anche se si è usato un account falso per indurlo a chiacchierare. Così ha deciso la Corte di Cassazione con una una sentenza, la numero 10955, nata dall'esame di un caso in Abruzzo: un operaio ha trascurato una lamiera incastrata in una pressa perché stava chattando su Messenger (l'app di Facebook per le conversazioni onilne).

Il caso - L'operaio si allontanava spesso dalla sua postazione per chattare su Messenger, per periodi anche di 15 minuti, mettendo a repentaglio la sicurezza delle macchine e anche dei colleghi. L'azienda era una stamperia, con macchinari ingombranti e difficili da manovrare: un giorno una lamiera incastrata in un rullo ha danneggiatola catena di montaggio. Ma il datore di lavoro è riuscito a provare che l'addetto non stava controllando: era online a attivo su Messenger.

La prova - La chat in corso era infatti con un account femminile falso creato dal proprietario dell'azienda per "adescarlo". Sembrerebbe una violazione della privacy o una sorta di intercettazione illecita, ma secondo la Corte di Cassazione non è così: l'episodio viene definito "pedinamento informatico", un atto lecito "se ha come oggetto il controllo sulla perpetuazione di comportamenti illeciti da parte del dipendente".

Licenziamento per giusta causa - Ad evere ragione dunque il datore di lavoro, secondo i giudici, che hanno confermato la "giusta causa" del licenziamento, il comportamento illecito dell'operaio e quello di chi ha tentato dei "controlli difenisivi", sebbene "occulti". Attività dovuta - si legge nella sentenza - se indirizzata a tutelare il patrimonio aziendale, purché "non sia lesiva della dignità e libertà del lavoratore".

Pedinamento online - Anche la geolocalizzazione del cellulare per vedere dove si trova un dipendente è stata considerata lecita "nella presumibile consapevolezza del lavoratore di poter essere localizzato attraverso il sistema di rilevazione satellitare del suo cellulare". Non si tratta di intercettazione, materia regolata da una normativa molto stringente, ma di una "investigazione atipica" che può valere come prova davanti a un giudice.

Fonte: tgcom24.mediaset.it       www.maximedetective.net 

martedì 14 aprile 2015

Era in malattia con le stampelle ma andava a correre: licenziato.


In molti anni di carriera mi è capitato in molte occasioni di svolgere investigazioni private nei confronti di dipendenti e devo dire che, nella maggior parte dei casi, i miei Clienti avevavo ragione e hanno ottenuto le prove necessarie. vero è che quando si arriva a commissionare un'investigazione privata e di conseguenza spendere del denaro, sicuramente si hanno più che semplici sospetti vaghi, bensì quasi delle certezze e di conseguenza mancano solo le prove.
Devo dire che nei tanti casi del genere che ho fatto ricordo la persona "gravemente malata" alla gambe che faceva gare podistiche, oppure l'insegnate di scuola privata a cui, per "gravi motivi lavorativi" si era abbassata la vista, ma che in realtà lavorava in uno studio medico, da cui per conincidenza erano stati anche fatti i suoi certificati, in cui prendeva gli appuntamenti per i clienti, scrivendo di suo pugno gli orari..ecc. ecc. potrei citarde decine..

Il punto però è un altro. Molte persone non si rendono conto che usando la malattia come scusa per assentarsi non la mettono in "quel posto" solo all'azienda per cui lavorano, ma spesso anche ai loro colleghi che sono costretti a svolgere mansioni e/o orari che non gli competono..

Nel pubblico bisognerebbe "mettere il naso", non solo nel privato.. Con la "104", ecc.ecc.

Faccio un appello: Sindaco di Roma, chiamami. Il primo lavoro lo faccio anche senza compenso, tanto per presentarmi.

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma




Era in malattia con le stampelle ma andava a correre: licenziato.




Dipendente della De Rigo Vision di Longarone pedinato
da un investigatore privato: il certificato medico parlava di caviglia rotta.

BELLUNO - «È in malattia per la caviglia rotta, ma fa corsa di fondo». Una segnalazione "sibillina" che, nell’estate del 2012, ha fatto scattare il controllo dell’azienda per la quale l’operaio lavorava. È così che la De Rigo Vision di Longarone ha assoldato un investigatore privato e ha fatto pedinare il suo dipendente. Alla fine lui è stato mandato via dal lavoro e ora si trova anche a processo per truffa.

È emerso nel processo in cui è imputato G.F, 48 anni originario di N. ma residente a Belluno, difeso dall’avvocato M. G.. Ieri mattina in tribunale a Belluno di fronte al giudice A. C., rispondendo alle domande del pm S. R. ha parlato l’investigatore privato.

L’uomo ha raccontato degli appostamenti del luglio 2012 e del settembre 2012, ordinati dall’azienda Rigo Vision. Il risultato più eclatante è stata la «discontinuità nell’uso delle protesi». O meglio F. che era in infortunio per un «trauma distrattivo della caviglia sinistra» a luglio si muove senza protesi.

A settembre emerge che quando l’operaio va alla visita in ospedale a Belluno per gli accertamenti sull’infortunio entra con le stampelle. Ma è l’unico momento in cui le utilizza: non gli servono quando poi va a fare la spesa o quando gioca con i bimbi, o quando addirittura porta le borse della spesa o carica il peso proprio sulla caviglia "malata" restando solo sul piede sinistro.

Il dvd con le foto viene consegnato all’azienda che incarica un medico legale, che ieri ha illustrato la relazione redatta. «Deambulava liberamente», ha sottolineato anche il medico.

L’ex operaio della De Rigo Vision di Longarone il 10 luglio 2012 appoggiò male il piede sul marciapeide mentre entrava al lavoro. L’infortunio inizia con una prognosi di 15 giorni per protrarla in più segmenti fino al 16 ottobre 2012: per tre mesi totali. L’operaio svolgeva in fabbrica le sue mansioni da seduto. Si torna in aula il 18 settembre quando verrà sentito Piter De Rigo, l’ex titolare.

Fonte: ilmattino.it

mercoledì 8 aprile 2015

“Prendere il cellulare dell’ex fidanzata per leggere gli sms è rapina”


Dico: Finalmente! Sono mesi e mesi che dico ai Clienti di non pensare a nessun tipo di attività che comprende l'uso del cellulare del proprio coniuge e/o fidanzato perchè è un illecito!
Altresì dico sempre i dubbi si RISOLVONO avendo le prove da una investigazione privata, che permetterà di ottenere prove valide in Tribunale, relazioni dettagliate e fotografie e/o filmati che non lasciano alcun dubbio. 

Purtroppo invece ci sono molti "colleghi" e molti abusivi totali (ad esempio negozianti che vendono apparati investigativi) che consigliano "caldamente" di inserire spy software nei telefoni del coniuge o del fidanzato/a e così via.. Ovviamente i Clienti sono tutti contenti di vedere copia dei messaggi e di sentire il proprio coniuge che parla al telefono, sottovalutando il rischio che stanno correndo, per il GRAVE REATO che stanno facendo..

Dopo questa Sentenza della Cassazione spero che non si prenda più alla "leggera" questa situazine, anzi questa abitudine..

In poche parole la riassumo così: "cari" i miei "colleghi" è ora di finirla di trafficare in tabulati telefonici e in spysoftware telefonici perchè FINALMENTE il reato che commettete e/o che fatte commettere ai Vostri Clienti è giudicato molto severamente, in quanto considerato molto grave..

Poi ci saranno pure persone che fanno questo tipo di avvità senza essere consigliati da pseudo colleghi, ci mancherebbe.. ma sono anni che dico e scrivo ovunque di dubitare quanto si leggono annunci del tipo: investigazioni fai da te..oppure apparati per fare da soli gli investigatori privati.. 

Poi ecco che succede..che una persona venga condannata per rapina! Pensate a quanto "deve essere bello" (inronicamente ovviamente) avere precedenti per rapina.. una bellezza..


Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma




“Prendere il cellulare dell’ex fidanzata per leggere gli sms è rapina”.




È così la Cassazione ha condannato a due anni e due mesi un giovane che aveva rubato il telefonino. "L'instaurazione di una relazione sentimentale fra due persone appartiene alla sfera della libertà e rientra nel diritto inviolabile all’autodeterminazione fondato sull'articolo 2 della Costituzione".

La gelosia che diventa reato. Anche grave come la rapina. E così chi si impossessa di un cellulare, sottraendolo al legittimo proprietario, al solo fine di “prendere cognizione dei messaggiche la persona offesa abbia ricevuto da altro soggetto” commette una rapina e in più “violando il diritto alla riservatezza” perché incide “sul bene primario dell’autodeterminazione della persona nella sfera delle relazioni umane”. È così la Cassazione ha condannato a due anni e due mesi un giovane che aveva rubato il cellulare della ex strattonandola ed entrando in casa sua.
Con questa decisione, i supremi giudici hanno stabilito che la finalità di sottrarre un cellulare per leggerne il ‘contenuto’ “integra pienamente il requisito dell’ingiustizia del profitto morale”. In questo caso, “la pretesa” di un 24enne pugliese di “‘perquisire il telefono della ex fidanzata alla ricerca di messaggi, dal suo punto di vista compromettenti, assume i caratteri dell’ingiustizia manifesta, proprio perché, violando il diritto alla riservatezza, tende a comprimere la libertà di autodeterminazione della donna“.
Inoltre la Cassazione – con il verdetto 11467 della Seconda sezione penale, depositato oggi – ricorda che “l’instaurazione di una relazione sentimentale fra due persone appartiene alla sfera della libertà e rientra nel diritto inviolabile all’autodeterminazione fondato sull’articolo 2 della Costituzione, dal momento che non può darsi una piena ed effettiva garanzia dei diritti inviolabili dell’uomo (e della donna) senza che sia rispettata la sua libertà di autodeterminazione”. Per la Suprema Corte, “la libertà di autodeterminazione nella sfera sessuale comporta la libertà di intraprendere relazioni sentimentali e di porvi termine” e nessuno può avanzare “la pretesa” di “perquisire” i cellulari altrui, soprattutto delle ex e degli ex, per cercare ‘prove’ di nuove o preesistenti relazioni.
Il giovane uomo aveva cercato di difendersi sostenendo che la sua azione non era stata “ingiusta” perché voleva solo “dimostrare al padre della sua ex fidanzata, attraverso i messaggini telefonici, i tradimenti perpetrati dalla figlia“. Questa ‘spiegazione’ non ha impedito la condanna per rapina e a nulla è servito all’imputato far presente che nella fase cautelare il Tribunale del riesame “aveva escluso il reato di rapina reputando insussistente il requisito dell’ingiustizia del profitto.

Fonte: ilfattoquotidiano.it