..continua la mia ricerca di notizie "particolari" in rete..
che aggiungere.. una scelta molto singolare, ma se accettata da tutti, adulti e sani di mente.. tanti auguri.. libere scelte. Massimiliano
Maria, vive in casa con il marito e l'amante: Non riuscivo a scegliere tra loro due
LONDRA - «Non sono riuscita a scegliere». è questa la giustificazione di Maria, mamma di sue bambini che vive insieme a marito e amante.Maria lasciò suo marito Paul, dopo una lunga relazione e due ragazzi di 16 e 12 anni.
«Non immaginavo sarebbe stato tanto doloroso vivere senza di lui e mi sono presto resa conto che non potevo rinunciare a Paul», racconta al Mirror.
Il motivo della rottura si chiama Peter, un altro uomo entrato nella sua vita che però era diventato indispensabili.
Marito e amante hanno sorprendentemente stretto amicizia così è stata presa la bizzarra decisione: essere una grande famiglia allargata.
La donna vive in casa con i suoi due ragazzi il marito e l'amante.
«La gente crede che siamo strani, ma noi ci amiamo», l'amate dorme sul divano e il marito in un'altra stranza «Non dormiamo mai tutti insieme in una stanza anche se poi ho rapporti sessuali con entrambe».
Dopo qualche difficoltà iniziale tra i tre si è stabilito un equilibrio e paradossalmente l'unica ad essere gelosa è proprio Maria.
Investigatore Privato a Roma
Massimiliano Altobelli, Investigatore Privato a Roma, autorizzato dalla Prefettura dal 1995, svolge personalmente indagini con l'ausilio della più moderna tecnologia investigativa, fornendo al committente prove legalmente valide. Consulenze e Preventivi gratuiti 24/24 - 7/7. Tel.: 336.340.007 http://www.maximedetective.net
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- Massimiliano Altobelli, Investigatore Privato a Roma, autorizzato dalla Prefettura dal 1995, svolge personalmente indagini con l'ausilio della più moderna tecnologia investigativa, fornendo al committente prove legalmente valide. Consulenze e Preventivi gratuiti 24/24 - 7/7. Tel.: 336.340.007 http://www.maximedetective.net
giovedì 14 novembre 2013
mercoledì 13 novembre 2013
Chi gioca al pc in ufficio rischia il licenziamento..
Chi gioca al Pc in ufficio rischia il licenziamento..
Bè, francamente non posso che essere d'accordo con questa sentenza di Cassazione.. come si può pensare di essere pagati da altri (Stato compreso) e perdere tempo giocando al pc?? Certo se poi pensiamo che molte persone sono state assunte, ma non sanno come impiegarle e cosa fargli fare.. allora è diverso… Massimiliano
Roma, 7 novembre 2013 – Rischia di essere licenziato il dipendente sorpreso a giocare, anche per ore, al computer in ufficio invece di svolgere il suo lavoro. Lo si evince da una sentenza con cui la Cassazione ha accolto il ricorso di una societa’ contro un verdetto della Corte d’appello di Roma che aveva dichiarato la nullita’ del licenziamento intimato a un dipendente accusato di “avere utilizzato, durante l’orario di lavoro, il computer dell’ufficio per giochi, con un impiego – si legge nella sentenza depositata oggi – calcolato nel periodo di oltre un anno, di 260-300 ore”, provocando cosi’ “un danno economico e di immagine all’azienda”. I fatti risalgono al 2007: in primo grado, il tribunale di Roma confermo’ il licenziamento, mentre la Corte d’appello decise di annullarlo, condannando il datore di lavoro a riassumere entro 3 giorni il dipendente o a risarcirlo con 6 mensilita’. La decisione dei giudici di secondo grado era stata motivata dal fatto che, nella lettera di contestazione, si faceva “riferimento ad un solo episodio concreto”, restando cosi’ per il resto “generica e tale da non consentire al lavoratore una puntuale difesa”. La sezione lavoro della Cassazione ha accolto invece il ricorso dell’azienda sottolineando che “l’addebito mosso al lavoratore di utilizzare il computer in dotazione a fini di gioco non puo’ essere ritenuto logicamente generico per la sola circostanza della mancata indicazione delle singole partite giocate abusivamente dal lavoratore”. Per la Suprema Corte e’ “dunque illogica” la motivazione della sentenza d’appello “che lamenta indicazione specifica delle singole partite giocate, essendo il lavoratore posto in grado di approntare le proprie difese anche con la generica contestazione di utilizzare in continuazione, e non in episodi specifici isolati, il computer aziendale”. La Corte d’appello di Roma, dunque, dovra’ riaprire il caso “non considerando generica la lettera di contestazione da cui poi e’ conseguito il licenziamento”, concludono i giudici di ‘Palazzaccio’. (AGI) .
Investigatore Privato Roma
lunedì 4 novembre 2013
Lasciano solo figlio 5 anni e vanno al night, denunciati
Gran signori.. persone per bene.. capita spesso nella mia professione di accertare queste situazioni.. purtroppo.. Massimiliano
Lasciano solo figlio 5 anni e vanno al night, denunciati
Udine, 3 novembre 2013 – Va in un locale notturno con il convivente e lascia il figlio di cinque anni solo in casa. Per questo una donna di 22 anni, M.M.C.D. e il suo convivente C.D.M.V (25) sono stati denunciati dai Carabinieri per abbandono di minore. L’episodio è avvenuto a Pasian di Prato (Udine) dopo l’allarme al 112 dato da alcuni vicini di casa ai quali il bambino si era rivolto, spaesato e impaurito, dopo essersi trovato inaspettatamente solo in casa. A seguito dell’episodio il bambino è stato tolto alla madre e affidato a una struttura protetta. (ANSA
Investigatore Privato a Roma
Lasciano solo figlio 5 anni e vanno al night, denunciati
Gran signori.. persone per bene.. capita spesso nella mia professione di accertare queste situazioni.. purtroppo.. Massimiliano
Lasciano solo figlio 5 anni e vanno al night, denunciati
Udine, 3 novembre 2013 – Va in un locale notturno con il convivente e lascia il figlio di cinque anni solo in casa. Per questo una donna di 22 anni, M.M.C.D. e il suo convivente C.D.M.V (25) sono stati denunciati dai Carabinieri per abbandono di minore. L’episodio è avvenuto a Pasian di Prato (Udine) dopo l’allarme al 112 dato da alcuni vicini di casa ai quali il bambino si era rivolto, spaesato e impaurito, dopo essersi trovato inaspettatamente solo in casa. A seguito dell’episodio il bambino è stato tolto alla madre e affidato a una struttura protetta. (ANSA
Investigatore Privato a Roma
Getta una borsa con la cocaina dalla finestra ma dimentica la macchina fotografica, arrestato
..che aggiungere.. Massimiliano
Getta una borsa con la cocaina dalla finestra ma dimentica la macchina fotografica, arrestato
Bolzano, 4 novembre 2013 – Credeva oramai di averla scampata. La perquisizione che intorno all’una di notte i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Merano stavano effettuando nella sua abitazione stava volgendo al termine senza pericoli e riteneva che i militari non si fossero accorti del fatto che, prima dell’inizio delle operazioni, da una delle finestre della casa una borsa era volata in giardino.
In realtà i militari, prima di procedere al controllo dell’appartamento, al terzo piano di in una palazzina del centro cittadino, avevano circondato lo stabile ed uno dei Carabinieri di copertura aveva notato che qualcosa era volato giù dai piani superiori e si era già messo alla ricerca, fin quando aveva trovato una borsa. Apparentemente al suo interno non c’era niente di strano: dei vasetti di omogeneizzati per bambini, un bilancino e, in una tasca laterale, una macchinetta fotografica.
Verificando meglio però il contenuto dei vasetti i militari hanno trovato il loro reale contenuto: ben 11 sacchetti contenenti circa 1 grammo ciascuno di cocaina.
Impresse nella macchina fotografica c’erano poi, fra le immagini scattate, numerose fotografie che ritraevano proprio l’uomo del quale stavano perquisendo l’abitazione, un kosovaro di 37 anni già noto alle forze dell’ordine.
A quel punto per lui ogni tentativo di difendersi da eventuali accuse è risultato vano e sono scattate le manette, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
L’uomo è stato posto agli arresti domiciliari su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, mentre la droga, il bilancino e la somma contante di 4.500 euro, sospetto provento dell’attività di spaccio, sono stati posti sotto sequestro.
Trova un ladro nel box, lo chiude dentro fino all’arrivo dei Carabinieri
Giustissimo.. ottima mossa..
Trova un ladro nel box, lo chiude dentro fino all’arrivo dei Carabinieri
Milano, 2 novembre 2013 - Quando ha sorpreso il ladro mentre rovistava nel box di casa sua, ha agito con grande freddezza: ha chiuso la cler dietro di lui e ha atteso l’arrivo dei carabinieri, che hanno arrestato il malvivente. E’ successo ieri sera alla periferia di Vanzago. Il padrone di casa, 54 anni, si trovava nella sua villetta, in compagnia della moglie. A un tratto la donna sente dei rumori provenire dal garage e chiede al marito di andare a controllare. L’uomo esegue, scende, raggiunge il garage dell’abitazione e con un certo stupore scopre che, nel box, c’è un uomo che cerca di mettere qualcosa in uno zaino. Senza scomporsi il padrone di casa ha chiuso dentro il ladro, premurandosi di bloccare la maniglia della porta metallica con alcuni giri di filo di ferro. Poi ha chiamato a gran voce la moglie, dicendogli di comporre il 112. Dopo poco sono arrivati i carabinieri, che hanno ”liberato” il ladro, un rumeno pregiudicato e senza fissa dimora di 34 anni, arrestandolo per tentato furto: nel suo zaino, quattro bottiglie di vino, che il padrone di casa custodiva in garage. (Corriere.it)
Lei non lo vuole e lui gli brucia la casa,arrestato
Capita spesso che si rivolgano a me persone che vorrebbero effettuare investigazioni su ex solo per avere maggiori informazioni o forse per poi compiere azioni come queste riportate nell'articolo.
Tali indagini, oltre che illegali, renderebbero l'investigatore privato complice del suo cliente.
Massimiliano
Lei non lo vuole e lui gli brucia la casa,arrestato
Varese, 2 novembre 2013 – Non voleva arrendersi all’idea di essere continuamente respinto da quella donna della quale si era invaghito e per questo la scorsa notte ha raggiunto la sua abitazione dando fuoco a una cascina attigua. E’ accaduto a Cazzago Brabbia, in provincia di Varese. Subito si e’ capito che l’incendio aveva origine dolosa. Le indagini dei carabinieri, arrivati sul posto insieme ai Vigili del fuoco, hanno permesso di appurare che la donna era da mesi vittima di stalking da parte di un 35enne della zona che sperava di avere una relazione con lei. Questo e’ solo l’ultimo di una lunga serie di gesti che avevano reso infernale la vita della 39enne: appostamenti, pedinamenti, telefonate, messaggi, talvolta sarebbe arrivato a schiaffeggiarla. La 39enne non aveva mai voluto denunciare il suo calvario per un misto di paura e una specie di compassione nei confronti di quello spasimante ma a fronte di quanto accaduto la scorsa notte si e’ decisa a raccontare tutto. I carabinieri hanno rintracciato poco piu’ tardi il govane che avrebbe gia’ ammesso di essere l’autore del rogo e per questo e’ stato arrestato con le accuse di atti persecutori e incendio doloso. (AGI)
Ciechi per il fisco, beccati alla guida di un’auto: denunciati
Continua la mia ricerca in rete delle notizie più singolari.
A volte anche nella mia professione di investigatore privato mi capita di trovarmi a smascherare falsi invalidi o persone che si assentano dal lavoro in stato di malattia, quando poi in realtà svolgono altre professioni. Truffatori! Massimiliano
A volte anche nella mia professione di investigatore privato mi capita di trovarmi a smascherare falsi invalidi o persone che si assentano dal lavoro in stato di malattia, quando poi in realtà svolgono altre professioni. Truffatori! Massimiliano
Ciechi per il fisco, beccati alla guida di un’auto: denunciati
Bari, 4 novembre 2013 - Non vedenti totali, con tanto di pensione d’invalidità civile e indennità di accompagnamento. Eppure in grado di guidare l’auto. Lo hanno scoperto i militari della Guardia di Finanza, che hanno smascherato due fratelli cinquantenni di Molfetta, nel Barese. Affetti entrambi da forme di retinopatia, negli anni sono riusciti a ottenere dall’Inps prima una invalidità civile parziale e poi totale con accompagnamento. Senza averne diritto.
I due leggevano i volantini promozionali, guidavano e parcheggiavano l’auto, accompagnavano i figli a scuola, andavano da soli al supermercato, selezionavano con cura dagli scaffali i prodotti da acquistare, scendevano con disinvoltura le scale della stazione ferroviaria per prendere il treno e attraversavano pericolosi incroci stradali. Insomma, i due fratelli, uno “cieco assoluto” da 10 anni e l’altro da 6, sono risultati assolutamente abili a svolgere le mansioni della vita quotidiana.
Oltre alla denuncia, nei loro confronti è scattato un provvedimento di sequestro pari a circa 140mila euro, tra immobili, terreni e conti correnti bancari, corrispondente all’importo percepito indebitamente. Circa 83mila euro sono stati sequestrati all’uomo che da dieci anni era riuscito a ottenere pensione e accompagnamento, 55mila euro al fratello, a cui sei anni fa era stato diagnosticato estinto il campo visivo. (TgCom24)
mercoledì 30 ottobre 2013
Le Iene e il delfino servito in segreto nei ristoranti italiani..
Ieri sera ho visto la trasmissione "Le Iene", a mio avviso una delle poche trasmissioni insieme a Report che dovrebbero essere preservate, protette e fatte durare per sempre, l'inchiesta fatta da Giulio Golia su i delfini serviti a tavola.. Ma io dico, che Dio vi maledica, ma come può venire in mente ad un essere umano detto "intelligente" di mangiarsi un delfino?? Capirei in caso di estrema necessità, ma così, per diletto.. unitamente a tutti quelli si prestano a "smerciarlo" come se fosse una merce preziosa.. che dire.. spero sinceramete che si sentano male, vadano in ospedale e incappino nella malasanità (flebo sbagliate, operazioni senza motivo, attrezzi dimenticati dentro, ecc.).. così giustizia è fatta, altro che denunce.. Massimiliano
Le Iene e il delfino servito in segreto nei ristoranti italiani
Giulio Golia ha scoperto che esistono ristoranti in Lazio, e probabilmente non solo lì, che servono delfino ai propri clienti in segreto, una pratica assolutamente vietata, essendo tale la pesca dei delfini.
Giulio Golia ha scoperto qualcosa che, solo a vederla pare assolutamente assurda. In alcune località del Lazio, e quanto pare non solo, sarebbe abitudine dei ristoratori quella di servire ai propri clienti del mosciame di delfino, che, come si sa, è assolutamente vietato. Come sempre tramite la via della telecamera nascosta, Le Iene ci mostrano come esista una vera e propria parola d’ordine per chiedere che del delfino venga servito: black. Nel momento in cui lo si pronuncia, il ristoratore dice immediatamente di sì, senza dare spiegazione alcuna. Il ristoratore si presta senza alcun problema a vendere mezzo chilo di carne di delfino ai clienti.
Ma non basta, visto che esistono, a quanto pare, veri e propri venditori ambulanti di delfino in Italia, che spacciano la carne di delfino che conservano a casa. Il ristoratore dice ai clienti che la zone dove si possano trovare i delfini più pregiati sia quella della costa ligure, dove evidentemente ci sono controlli molto più stringenti, mentre in queste zone del Lazio non vale lo stesso. Manco a dirlo, quando Giulio Golia va a trovare il ristoratore ed anche il venditore, entrambi si dicono scandalizzati, dicendo che ciò che loro servono non è delfino, ma tonno oppure pesce spada. A contraddirli le analisi fatte sulla carne acquistata presso di loro, che tramite l’analisi del dna dimostrerebbe invece risalgano a delfini
grazie a: http://tv.fanpage.it
La mattina a scuola il pomeriggio prostitute
Che dire.. speriamo che la giustizia faccia il suo corso, ma da quello che è possibile apprendere dalla stampa, appare proprio una situazione grave. Da non "dimenticare" tutti i clienti che pagavano per frequantare due minorenni, anzi due bambine. Massimiliano
Roma, 28 ottobre 2013 – Cinque italiani arrestati dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma perché facevano prostituire due ragazzine italiane di 14 e 15 anni. Le minori di mattina andavano a scuola e il pomeriggio si prostituivano, utilizzando i guadagni anche per acquistare droga. A rivolgersi ai militari è stata la mamma di una delle due, che aveva notato un forte cambiamento del comportamento della figlia. Le ragazze erano state adescate su Facebook da tre uomini, che trattenevano una parte dei compensi. (ANSA)
Investigatore privato a roma
14 e 15 anni, mattina a scuola, pomeriggio prostitute. Arrestati 5 italiani
Roma, 28 ottobre 2013 – Cinque italiani arrestati dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma perché facevano prostituire due ragazzine italiane di 14 e 15 anni. Le minori di mattina andavano a scuola e il pomeriggio si prostituivano, utilizzando i guadagni anche per acquistare droga. A rivolgersi ai militari è stata la mamma di una delle due, che aveva notato un forte cambiamento del comportamento della figlia. Le ragazze erano state adescate su Facebook da tre uomini, che trattenevano una parte dei compensi. (ANSA)
Investigatore privato a roma
Non passa palla durante partita, genitori compagni lo aggrediscono. Denunciati
..prosequando nella serie di notizie "scovate in rete", Vi segnalo anche questa. Bellissimo esempio da dare ai minori che cresceranno sicuramente meglio.. Massimiliano
Non passa palla durante partita, genitori compagni lo aggrediscono. Denunciati
Lecce, 28 ottobre 2013 – Lo hanno ”accusato” di non aver passato la palla al figlio suo compagno di squadra, in una partita della categoria Esordienti (dai 10 ai 12 anni) e poi, dopo la sconfitta, dalle parole sono passati ai ”fatti”: la mamma ha strattonato il ragazzino, il padre addirittura lo ha schiaffeggiato. L’episodio, accaduto a Nardò (Lecce), la scorsa estate, potrebbe finire in Tribunale dopo la denuncia presentata i giorni scorsi dai genitori del bimbo schiaffeggiato. (ANSA)
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