venerdì 9 gennaio 2015

La nuova frontiera della gelosia, i software spia..


Quasi quotidianamente ricevo chiamte da persone che sono interessate all'uso di "software spia" per effettuare "investigazioni fai da te" nei confronti dei loro coniugi.. sempre quotidianamente sono costretto a perdere tempo per spiegare che l'uso di tali software costituisce un grave reato penale e quindi non è possibile effettuarlo in alcun modo..

Perché tutto questo?

Per aricoli come quelli che riporto di seguito, in cui si fà riferimento a tali sistemi, al loro uso e alla loro efficacia, ecc.ecc. Tutte belle parole, ma nessuno, in altri articoli simili, si è mai degnato di spiegare al lettore che, usando tali sistemi, incorre in dei reati penali gravissimi, inclusa la vilazione della Legge sulla Privacy, con serie conseguenze..

Cerco di fare chiarezza sull'argomento.

Il software spia e un'applicazione che se istallata su telefoni androird o apple, permette di ricevere copia dei messaggi, lista chiamate, sentire le chiamate ecc., sul telefono dove è stata istallata l'applicazione.

Ovviamente tutte le informazioni acquisite non potranno in nessun modo essere usate in quanto acquisite violando la Legge.

L'attività investigativa è tutt'altra cosa. 

Faccio un esempio: se un mio Cliente ha dei dubbi sulla fedeltà della propria coniuge, mi conferisce un regolare incarico che mi autorizza ad effettuare un'attività di indagine in mabito privato. A quel punto posso intervenire, studiare la situazione con lo scopo di capire quando e dove potrebbe essere l'eventuale luogo dell'incontro, anche usando la localizzazione satellitare (gps) sull'eventuale automezzo in uso alla persona oggetto di indagini. Dopo aver "capito" la situazione, mi porto sul posto accertando e documentando fotograficamente (o filmando) i fatti. Magari in più occasioni per accertare la "continuità". A quel punto relaziono quanto emerso dalle indagini e produco una relazione su carta intestata, correlata dalle fotografie (di cui mi assumo la responsabilità) e la consegno al Cliente. Quest'ultimo potrà consegnarla al suo legale di fiducia che la userà per effettuare una causa di separazione in cui verrò chiamato a testimoniare quanto emerso dalle mie investigazioni.

Ecco, questa è l'attività investigativa che svolgo, pressochè quotidianamente, non violando alcuna Legge e/o normativa sulla Privacy.

La mentalità comune è quella di pensare che l'Investigatore Privato svolge una professione che, tendenzialmente, viola la Privacy delle persone, ma NON E' AFFATTO COSI'.

L' Investigatore Privato infatti non svolge (anche perchè severamente vietato dalla Legge) indagini su sua iniziativa, bensì viene incaricato da "un avente diritto", cioè da una persona che "deve far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria nei confronti della persona oggetto di indagini".

La domanda che pongo è: se il mio Cliente, ad esempio, è il coniuge della persona oggetto di indagine, ha o no il sacrosanto diritto di sapere se la propria coniuge lo "tradisce" avendo una relazione extra coniugale? Oppure "è una mancanza di rispetto nei confronti della propria coniuge" accertarlo?

Penso proprio di si. Ha tutto il diritto di commissionare una investigazione privata che, nel rispetto di tutte le normative vigenti, porterà le prove di quanto accertato dalle indagini. Ne negative, ne positive, in quanto non stà a me giudicarlo, ma semplicemente "uno spaccato della realtà"!

E questo è quello che faccio da venti anni.

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma




La nuova frontiera della gelosia, i software spia.


Dite addio all’investigatore privato se avete dubbi sulla fedeltà del vostro patner.
Non solo le grandi agenzie di sicurezza internazionali hanno il denaro e le tecnologie per poter “spiare” telefoni e computer. Infatti con solo 70€ online si possono acquistare software che permetto l’ascolto delle telefonate, la lettura dei messaggi e la visione delle chat sui social network.
Il fenomeno che potrebbe far sorridere la maggior parte delle persone, ha raggiunto livelli preoccupanti in Gran Bretagna. Secondo l’organizzazione britannica Digital Trust, da sempre in prima linea in difesa delle vittime di stalking, il 50% delle vittime che hanno denunciato questo reato, erano sottoposte a controllo informatico. In più Women’s Aid aggiunge che il 41% delle donne che hanno subito violenza domestica avevano, a loro insaputa, controllati telefoni e computer da questo tipo di applicazioni.
La cosa ancor più grave è che questi software danno la possibilità di inviare messaggi ed email a nome della vittima e nella maggior parte dei casi questo meccanismo viene utilizzato per compromettere la reputazione della vittima con l’invio di foto e messaggi privati.
Il fenomeno in pericoloso aumento in Gran Bretagna ha conseguenze drammatiche, perchè con una cifra modesta e con una conoscenza teconologica oramai alla portata di tutti si può rovinare per sempre la vita del patner, in maniera che nessuna forma di gelosia possa giustificare.

fonte: italnews.info