mercoledì 18 dicembre 2013

Investigatori, basta lenzuola «Caccia alle spie delle aziende»


..a mio avviso l'attività principale dell'Investigatore Privato rimane ancora quella di accertare le infedeltà in ambito familiare, finalizzata a produrre le prove da esibire in Tribunale per ottenere la separazione con addebito di responsabilità.. Massimiliano Altobelli



Investigatori, basta lenzuola «Caccia alle spie delle aziende»





Tempi moderni, moderni detective. Il lavoro dell'investigatore privato cambia in funzione della società che si evolve e dal suo particolare osservatorio fornisce uno spaccato interessante delle paure e dei sospetti, più o meno fondati, che affliggono i veronesi oggi. 
L'infedeltà tra marito e moglie, ad esempio, non è più al primo posto come lo era in passato: a fare richiesta di indagini investigative sono sempre più spesso titolari di aziende, genitori allarmati per la condotta dei propri figli, mogli preoccupate perché i mariti giocano ai videopoker, nipoti che vogliono salvare i propri nonni – e la propria eredità - dalle "grinfie" della giovane badante.
«Se fino a qualche anno fa il core business erano le indagini private mentre quelle aziendali erano minoritarie (70 per cento contro il 30), ora le percentuali si sono invertite», spiega Luciano Ponzi, titolare dell'omonima agenzia, attiva dal 1958. «Le imprese hanno capito l'importanza di rivolgersi a un investigatore che, nel caso di procedimenti giudiziari, può portare l'ago della bilancia dalla parte della stessa azienda».
Ma quali sono i motivi che possono spingere un imprenditore ad assoldare un detective? «Le aziende oggi sono consapevoli dell'importanza di proteggere il proprio know how, quindi chiedono il nostro intervento per tutelare i propri brevetti, i marchi o altre informazioni riservate», spiega l'investigatore. «Noi ci occupiamo di bonificare i telefoni o gli ambienti da eventuali microspie e controlliamo i quadri dirigenziali per verificare che non facciano spionaggio industriale».
Tutto ciò, assicura Ponzi, non avviene solo nelle grandi metropoli, ma anche a Verona. «Ci è capitato il caso di un'azienda che ne aveva salvata un'altra più piccola sull'orlo del fallimento: l'ex amministratore era rimasto in forza e, di nascosto, aveva fondato una società parallela in Carinzia, rubando informazioni e clienti», racconta l'investigatore. «Altri problemi diffusi sono quelli dell'assenteismo dei dipendenti e del recupero crediti: spesso le aziende ci chiedono di fare ricerche sui cattivi pagatori e dimostrare che i soldi li hanno, ma li tengono ben nascosti».
Infine, ci sono le nuove emergenze sociali. «Il proliferare di sale giochi, videopoker nei bar e di giochi online sta mandando in frantumi intere famiglie», racconta Ponzi. «Quando in casa vengono a mancare somme importanti o c'è qualcuno che fa ripetuti, frequenti, prelievi al bancomat, i genitori o il coniuge si insospettiscono e ci chiedono aiuto. Noi interveniamo e pediniamo il soggetto per capire che fine faccia il denaro oppure, se si tratta di ragazzini che spendono somme ingenti su Internet, inseriamo software dedicati sul pc per impedire l'accesso ad alcuni siti». Ci sono nipoti che chiedono ricerche storiche immobiliari per capire se l'anziano nonno abbia intestato case e appartamenti alla badante. Ci sono genitori che portano capelli dei propri figli da far analizzare per scoprire se i ragazzi facciano uso di sostanze stupefacenti.
Le nuove tecnologie sicuramente hanno contribuito a rendere più facile il lavoro del detective: i localizzatori satellitari, i cosiddetti Gps, permettono di sapere in tempo reale dove si trova qualcuno. Le vecchie macchine fotografiche "a occhio di pesce", che sembravano riprendere una scena frontalmente e in realtà fotografavano di lato, sono state sostituite da più moderne microcamere che possono essere nascoste ovunque: nell'ipod, nelle cravatte, nelle borse, etc. Trucchi del mestiere, che ogni 007 deve conoscere e saper utilizzare per scoprire i segreti dei propri bersagli, senza essere scoperto.