lunedì 24 marzo 2014

Baby squillo, la lista falsa degli investigatori privati


     Anche in questa squallida e grave vicenda non si è persa occasione per fare una pessima pubblicità alla categoria degli Investigatori Privati..
Anzi tutto sarebbe nato perchè una delle madri delle ragazze avrebbe assunto un Investigatore Privato a Roma per verificare i comportamenti della propria figlia minore. Attività più che lecita, infatti un genitore ha il diritto di poter fare "controllare" il proprio figli di minore età, cosa diversa invece quando è maggiorenne.
Tale attività investigativa privata avrebbe portato ad avviare l'indagine delle Forze dell'Ordine con i risultati che tutti conosciamo..

     Fin quì tutto bene e la figura dell'investigatore privato ne esce bene.

     Adesso però iniziano le magagne: pare che una persona, non si capisce se un investigatore privato autorizzato o un millantatore, sia sia recato dalle ragazze e le abbia ricattate.
Si legge che alcuni "Investigatori Privati" (che mi pesa definire tali in quanto sono solo TRUFFATORI e PERSONE DI MALAFFARE) abbiano avuto, in maniera illecita, tabulati telefonici delle ragazze e fatto delle liste di clienti (più o meno false) da rivendere a terzi per guadagnare denaro...

     Ecco.. di nuovo si vede associare la professione di Investigatore Privato che persona che opera ai limiti della legalità.. Questo mi fà male e dovrebbe far male a tutti i colleghi onesti come me..

     Per colpa di qualche DELINQUELNTE, altro che collega..

     Spero che vengano individuati, puniti e pubblicati i loro nomi a mezzo stampa.. Solo così potremmo finirla con questi colleghi delinquenti che, con le loro azioni scellerate, "sputtanano" la categoria..

Massimiliano - Investigatore Privato Roma







Baby squillo, la lista falsa degli investigatori privati






Ci sono troppi retroscena dietro la storia della baby squillo dei Parioli. Veleni che si insinuano nelle redazioni dei giornali, nelle case di chi ha avuto rapporti con le minorenni, come pure a Piazzale Clodio, rischiando di rovinare indagini molto delicate. E c’è un giallo che desta non pochi sospetti tra gli inquirenti. Esiste infatti una lista di “clienti bis”, preparata da qualche investigatore privato, che ha operato proprio come hanno fatto i carabinieri di via in Selci, che hanno ricevuto la delega alle indagini dai pm Maria Monteleone e Cristiana Macchiusi. Anche lo 007 privato ha analizzato i telefoni cellulari delle ragazze, le mille telefonate che ricevevano ogni giorno, i messaggi su W h a tsApp. E alla fine ha stilato una lista, che è finita anche in mano a qualche giornalista. Come sia stata usata ancora non è chiaro. Ricatti, denaro, semplice curiosità di sapere chi frequentava i clienti o frenesia per i nomi dei vip. La procura cercherà di chiarire anche questo aspetto. “Si sono arricchiti” assicura una fonte riferendosi a chi ha stilato quelle liste bis. Che non sono le stesse, e quindi quelle vere, finite agli atti dell’i nchiesta su Anna e Claudia (14 e 15 anni), le due minorenni che ricevevano i loro clienti in un appartamento in viale Parioli. Molti infatti si sono presentati spontaneamente, altri sono stati convocati. Tutti con una sola giustificazione: “Non immaginavamo che fossero minorenni”. Parole che non hanno convinto i magistrati. Ma in questa vicenda di minori, ***** e tanti soldi non è la prima volta che emerge la figura di un investigatore privato. LA MADRE di una delle due ragazze – la stessa dalla quale parte l’inchiesta – per scoprire cosa facesse la figlia, ne aveva assunto uno. “Venne un giorno da me e mi disse che le ragazze facevano cose strane”, aveva raccontato la donna, pensando che l’uomo si riferisse ai tatuaggi oppure al fatto che bevessero. Anche un cliente, fiutando la possibilità di un ricatto, si era finto investigatore privato, tentando di prendere un po’ di soldi dalle ragazze, che però hanno subito capito la menzogna. Storie di un appartamento dei Parioli. L’ul – timo nome noto che emerge dai tabulati telefonici delle minorenni è quello di Nicola Bruno, figlio del più noto Donato, il parlamentare di centrodestra che negli anni scorsi ha guidato la giunta del regolamento della camera. Nicola Bruno è un giovane avvocato di 35 anni, sposato da pochi mesi. Anche lui ha incontrato una volta le minori a viale Parioli. Anche se i magistrati romani stanno cercando di capire se si tratta di un caso isolato, o gli incontri sono stati più frequenti. Anche questa volta sono state le intercettazioni a portare a Nicola Bruno, proprio come è accaduto nel caso di Mauro Floriani, il marito di Alessandra Mussolini, anche lui finito nella lista dei clienti indagati per aver avuto un rapporto con le minorenni. Anche per Nicola Bruno si parla di prove “incontrovertibili”, certezza che invece non c’è stata in altri casi. Come quello di un funzionario di Bankitalia. I giornali ne avevano parlato nei giorni scorsi inserendolo nella lista dei clienti. Ma le indagini raccontano una storia diversa. Il manager infatti ha dimostrato che non era lui a utilizzare quel cellulare. Si tratta in questo caso di uno scambio di persona. ADESSO la procura di Roma sta controllando circa mille utenze telefoniche, si tratta di tutti quei contatti definiti “sensibili” finiti nelle conversazioni del giro di prostituzione. I clienti indagati sono una cinquantina. Ma i pm vogliono fare chiarezza anche sulla lista di “clienti bis” falsa, e capire da chi è stata elaborata, che uso ne è stato fatto e soprattutto se qualcuno l’ha comprata. Elemento questo che apre un nuovo scenario, che riserverà qualche colpo di scena.