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Massimiliano Altobelli, Investigatore Privato a Roma, autorizzato dalla Prefettura dal 1995, svolge personalmente indagini con l'ausilio della più moderna tecnologia investigativa, fornendo al committente prove legalmente valide. Consulenze e Preventivi gratuiti 24/24 - 7/7. Tel.: 336.340.007 http://www.maximedetective.net

martedì 22 luglio 2014

Cassazione: l'abitudine di dormire in camere separate non è indice di crisi familiare e non giustifica il tradimento


Finalmente è stata fatta un pò di chiarezza sull'argomento.. molti Clienti infatti mi hanno riferito, al momento di conferire l'incarico, di essere a conoscenza che l'eventuale infedeltà coniugale del coniuge poteva essere giustificata dal fatto che già dormivano in letti separati..
Finalmente si può affermare che, letti separati o meno, si ha l'obbligo della fedeltà..poi per dimostrare che la causa della crisi che ha portato alla separazione è proprio l'infedeltà e non altri motivi, è tutt'altro discorso.
Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma 





Cassazione: l'abitudine di dormire in camere separate non è indice di crisi familiare e non giustifica il tradimento





Dormire in letti separati non è indice d'intollerabilità della convivenza, mentre la "tresca" documentata dall'investigatore privato sì e può dare luogo all'addebito della separazione. È quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 11516 del 23 maggio 2014, che ha addebitato la separazione a una ex moglie "infedele" escludendo quindi il suo diritto a percepire l'assegno di mantenimento. 
La vicenda era stata portata in Tribunale dalla stessa moglie, la quale adducendo l'avvenuta disgregazione della vita coniugale e della convivenza, ormai "mero simulacro" formale, dati i continui litigi e l'abitudine di dormire in camere separate, chiedeva la separazione e il mantenimento.

Ma il marito, sospettando di essere tradito, l'aveva fatta seguire da un investigatore privato e nel giudizio aveva presentato le "prove" dallo stesso raccolte, chiedendo l'addebito della separazione alla moglie

La Cassazione ha più volte ricordato che l'inosservanza del dovere di fedeltà non costituisce di per sé motivo di addebito della separazione al coniuge fedifrago essendo necessario verificare se l'adulterio è stato la causa della crisi familiare piuttosto che l'effetto (si veda la raccolta di articoli e sentenze in materia di tradimento).
Nel caso di specie è stata data ragione al marito essendosi accertato che il motivo principale della definitiva rottura del rapporto tra i due coniugi fosse proprio la relazione extraconiugale della donna, antecedente la richiesta di separazione, e non già i continui litigi o il dormire in camere separatenon considerati indici sufficienti per provare la fine del rapporto coniugale. 
In particolare, gli Ermellini, considerando pienamente legittimo il ricorso allo 007 privato, in caso di separazione, analogamente a quanto pacificamente affermato dalla giurisprudenza della stessa S.C. in materia di lavoro (Cass. nn. 20613/2012; 12489/2011; 9167/2003), ritenevano assolto l'onere probatorio, da parte del coniuge richiedente l'addebito, attraverso i tabulati telefonici, le fotografie e il resoconto delle indagini del detective, considerandoli "dati del tutto oggettivi", a differenza delle motivazioni addotte dalla moglie sull'"anteriorità della crisi matrimoniale", addebitando la separazione alla stessa ed escludendo, quindi, il suo diritto al mantenimento


Fonte: studiocataldi.it

Matrimoni e infedeltà visti dall'Istat L'avvocato: "C'è anche la suocera"


Sicuramente analisi condivisibile e che posso confermare da quello posso vedere quotidianamente.. Sicuramente uno dei primi motivi delle separazioni sono le infedeltà coniugali, che a mio avviso influenzano anche uno degli altri motivi, cioè il disinteresse sessuale. Infatti molto spesso avviene a causa di relazioni extra coniugali del coniuge che portano al disinteresse nei confonti del marito/moglie. Per quanto riguarda la suocera e le interferenze causate, non mi esprimo in quanto i miei Clienti me ne hanno parlato raramente quindi non potrei dare un parere..

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma


Matrimoni e infedeltà visti dall'Istat
L'avvocato: "C'è anche la suocera"





Tra le cause di crisi coniugali ci sono l'infedeltà, il disinteresse sessuale, la violenza e le ingerenze della suocera.
Gian Ettore Gassani, presidente dell'Associazione degli avvocati matrimonialisti italiani, interviene in merito ai dati diffusi dall'Istat sui divorzi e le separazioni. Le cause principali delle crisi coniugali entro il fatidico settimo anno, spiega Gassani, "sono, nell'ordine, le infedeltà coniugali, il disinteresse sessuale, la violenza e le ingerenze della suocera". In media, però, spiega l'avvocato, "si arriva davanti al giudice dopo circa 13 anni di matrimonio".


Un dato rilevante riguarda poi l'elemento temporale: "Il 30 per cento delle crisi coniugali e delle iscrizioni a ruolo delle cause di separazione aumenta nel periodo estivo. In pratica, il caldo fa scoppiare le coppie perché l'estate è il periodo in cui i due coniugi sono costretti a condividere una vacanza più o meno lunga".

Convivenza durò tre anni: no delibazione della sentenza di nullità del matrimonio.


Ritengo sia una decisione più che corretta.. la "storia" dell'annullamneto dei matrimoni è un discorso spinoso che meriterebbe una lunga discussione..
Massimiliano Altobelli



Convivenza durò tre anni: no delibazione della sentenza di nullità del matrimonio
Cassazione civile , SS.UU., sentenza 17.07.2014 n° 16379









La convivenza coniugale che si sia protratta per almeno tre anni dalla data di celebrazione del matrimonio concordatario, crea una situazione giuridica disciplinata da norme costituzionali, convenzionali e ordinarie di ordine pubblico italiano, che sono fonti di diritti inviolabili, di doveri inderogabili, di responsabilità, anche genitoriali, e di aspettative legittime tra i componenti della famiglia.
Pertanto, non può essere dichiarata efficace nella Repubblica Italiana la sentenza definitiva di nullità di matrimonio pronunciata dal Tribunale ecclesiastico per qualsiasi vizio genetico accertato e dichiarato dal giudice ecclesiastico per contrarietà all’ordine pubblico interno italiano. La relativa eccezione deve però essere sollevata dalla parte nel giudizio di delibazione a pena di decadenza.
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con sentenza 17 luglio 2014, n. 16379, risolve un contrasto giurisprudenziale che si era formato in seno alla prima sezione, in merito alla possibilità di riconoscere come efficace la sentenza di nullità del matrimonio canonico nonostante la lunga durata di esso e quindi il lungo decorso di tempo dal momento in cui ha avuto luogo la causa invalidante.
Il caso riguarda una coppia che aveva celebrato matrimonio concordatario nel 1998 e dall’unione era nata una figlia. Il Tribunale ecclesiastico aveva dichiarato nullo il matrimonio “per esclusione dell’indissolubilità del vincolo da parte della donna”, manifestata anche a terze persone tra cui lo stesso parroco durante il corso prematrimoniale, al quale la stessa dichiarò di essere atea e di accettare solo formalmente i precetti della chiesa. La Corte di Appello di Venezia aveva riconosciuto efficacia alla sentenza annullando il matrimonio, e contro tale atto ricorre in Cassazione il marito il quale sostenendo la contrarietà della sentenza canonica all’ordine pubblico interno italiano che manifesta il favor matrimoni e quindi privilegia la conservazione del rapporto (matrimonio-rapporto) rispetto alle cause invalidanti dell’atto, come la riserva mentale di un coniuge (matrimonio-atto), che restano sanate dal protrarsi del rapporto che ne è seguito.
La tesi del ricorrente si basa sull’opinione elaborata dalla Cassazione a sezione unite del 2008 cui si rifà un certo filone giurisprudenziale ed in particolare la sentenza n. 1343/2011 cui poi si è uniformata la successiva sentenza n. 9844/2012.
La donna invece richiama un altro orientamento della stessa Cassazione, tra cui la recente sentenza n. 8926/2012, secondo cui la perdurante convivenza tra i coniugi non è condizione ostativa alla delibazione della sentenza di nullità del diritto canonico.
La convivenza è un aspetto essenziale del matrimonio-rapporto e lo si ricava non solo dalla normativa nazionale (costituzione e leggi) ma anche dalle norme di diritto internazionale ed in particolare dell’Unione Europea.  Lo svolgimento della vita matrimoniale ha come conseguenza il venire in esistenza di diritti inviolabili, doveri inderogabili, responsabilità e aspettative legittime dei membri della famiglia.
Ma qual è la durata minima del rapporto che occorre considerare? Le norme civili sulla decadenza delle azioni di annullamento del matrimonio parlano di coabitazione per un anno. La legge sull’adozione (l. n. 184/1983) consente ai coniugi uniti da almeno tre anni in matrimonio di fare richiesta di adozione. Il legislatore specifica che la stabilità del rapporto può essere desunta dall’aver convissuto in modo continuativo e stabile per almeno tre anni prima del matrimonio.                
Anche la Corte Costituzionale, aveva in passato affermato l’esistenza del matrimonio non solo come atto costitutivo, ma come rapporto giuridico, ossia un “vincolo rafforzato da un periodo di esperienza matrimoniale in cui sia “perdurante” la volontà di vivere insieme in un nucleo caratterizzato da diritti e doveri”, considerando i tre anni successivi al matrimonio comerequisito minimo presuntivo a dimostrazione della stabilità del rapporto (C. Cost. n. 281/1994).
Sulla base di atti e norme richiamate - art. 2, 3,29,30 e 31 della Costituzione, art. 8 della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo, art. 7 Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, nonché le norme del codice civile – la Corte, a composizione del contrasto giurisprudenziale in materia, enuncia il principio di diritto secondo cui la convivenza come coniugi, che si sia protratta per almeno tre anni dalla data di celebrazione del matrimonio concordatario, crea una situazione giuridica disciplinata da norme costituzionali, convenzionali e ordinarie di ordine pubblico italiano, che sono fonti di diritti inviolabili, di doveri inderogabili, di responsabilità anche genitoriali e di aspettative legittime tra coniugi e genitori e figli.
Pertanto, non può essere dichiarata efficace nella Repubblica Italiana la sentenza definitiva di nullità di matrimonio pronunciata dal Tribunale ecclesiastico per qualsiasi vizio genetico accertato e dichiarato dal giudice ecclesiastico dove vi sia stata la suddetta convivenza coniugale (art. 797 1° comma n. 7 c.p.c.).
L’eccezione d’inefficacia deve essere sollevata – specifica la sentenza – dalla parte nel giudizio di delibazione, non potendo essere rilevata d’ufficio né dal P.M. né dal giudice, e la parte deve dedurla a pena di decadenza in tale giudizio.
In questa sede il giudice potrà disporre una specifica istruzione probatoria sempre nei limiti del divieto del riesame nel merito della sentenza canonica.
Nel caso specifico però il marito ricorrente aveva sollevato tale eccezione soltanto nel giudizio di legittimità in Cassazione poiché nel processo per la delibazione in Corte d’Appello, si era difeso sostenendo che la riserva mentale della moglie sull’esclusione di uno dei bona matrimonii non era a lui nota e non era stata manifestata, ma tale ricostruzione non era stata suffragata dalle prove.
Pur riconoscendo che la durata del matrimonio, la nascita di una figlia e comunque la condotta tenuta dalla donna dopo il matrimonio, durato 11 anni, costituiscono ostacolo alla delibazione della sentenza canonica, la Cassazione respinge il ricorso.

Fonte: altalex.com

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma

Licenziamento per tradimento, in Cina campagna moralizzatrice sul lavoro: fare le corna stronca la carriera


Fortunatamente questà "moralità" non è applicata quì da noi, altrimenti ci sarebbe molto più movimento in termine di posti di lavoro..infatti se l'infedeltà coniugale causasse il licenziamento..il 70% dei posti di lavoro, di uomini e donne, sarebbe a rischio..... Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma




Licenziamento per tradimento, in Cina campagna moralizzatrice sul lavoro: fare le corna stronca la carriera




Autocritica e rieducazione sono i pilastri della disciplina maoista che la Cina rossa continua ad applicare in ogni contesto, a partire dall’ambiente lavorativo dove le norme di buona condotta lambiscono la sfera privata fino a chiamare in causa la “morale” ed alcuni principi etici non meno importanti dell’aspetto professionale in senso stretto.

La discutibile connessione tra infedeltà coniugale e inaffidabilità sul posto di lavoro è tutt’altro che un vecchio retaggio dell’ortodossia ideologica in parte superata dalle nuove classi dirigenti cinesi, ma a spingere verso un giro di vite sulle pratiche “degenerative” di funzionari delPartito Comunista e colletti bianchi hanno contribuito in misura determinante recenti scandali a sfondo sessuale costati reputazione e incarichi ad elementi di spicco dellaburocrazia nazionale.
Non sono bastate scuse ufficiali e atti di contrizione in pubblico ai protagonisti di vicende poco onorevoli con alla base violazioni più o meno gravi del codice di disciplinaimposto ai lavoratori di medio e alto livello, come dimostrano i casi eclatanti del vicegovernatore dell’Anhuicostretto a dimettersi per essere sottoposto alla pena rieducativa di 5 anni al cospetto delle autorità cinesi.
La Commissione Centrale per l’ispezione disciplinare, in questo periodo, non ha lesinato sforzi per sanzionare comportamenti all’insegna della scorrettezza e della corruzione morale degli individui tenuti al rispetto di regole fondamentali per la convivenza civile imposte dal Partito, alla luce di una lotta contro edonismo e stravaganza” che si annuncia lunga ed impegnativa.
Episodi spiacevoli con protagonisti alti funzionari pubblici si sono succeduti con una frequenza a dir poco allarmante nell’ultimo lustro, causando non pochi problemi di immagine alla Repubblica cinese, attraversata da pulsioni modernizzatrici e allo stesso tempo alle prese con tentazioni restauratrici del vecchio ordine risalente all’epoca indimenticata di Mao Tse Tung.
La guerra al tradimento come stile di vita corrotto e degenerato, estremamente dannoso dal punto di vista della produttività e della serietà sul lavoro, è uno dei punti programmatici sui quali l'attuale presidente Xi Jinping intende proseguire a tappeto, nel nome di quella“normalizzazione” dei costumi nel Paese invocata dalla stessa opinione pubblica dopo lo scoppio della questione morale nello Shenyang e in altre regioni recentemente finite al centro di eventi di cronaca imbarazzanti.
Solo qualche mese fa, ad esempio, ben 25 mila locali a luci rosse sono stati chiusi dalle forze armate della Cina nel distretto operaio di Dongguan, centro ad alta densità di prostituzione per via del continuo transito di lavoratori in buona parte provenienti dall’area del Guangdong.

Fonte: xcite.it

sabato 12 luglio 2014

In Italia è tornata la “moda” della crisi del settimo anno di matrimonio



Condivido. Ultimamente molte persone hanno imnputato come una delle maggiori cause di infedeltà proprio la "mitica" crisi del settimo anno. Comunque a mio avviso è solo un voler trovare a tutti i costi una motivazione quando si è difronte ad una relazione extra coniugale. Spesso, non essendo un comportamento propriamente razionale, non è detto che debba esserci per forza una motivazione.

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato Roma




In Italia è tornata la “moda” della crisi del settimo anno di matrimonio.





Chissà se c’è stato un periodo in cui le coppie italiane hanno allontanato quello che era diventato un appuntamento fisso : la crisi del settimo anno di matrimonio nel quale molte di loro si sfasciavano.
Fatto sta che l’Istat oggi dice che in Italia questa storia è ricominciata in modo molto frequente. Secondo l’Istituto di statistica, in 20 anni, tra il 1985 e il 2005 “le unioni interrotte dopo sette anni sono raddoppiate, passando dal 4,5 per cento al 9,3 per cento”.
E tra le cause di queste crisi c’è una cosa che forse si poteva immaginare: l’infedeltà coniugale. I dati sono stati commentati da Gian Ettore Gassani, presidente dell’Associazione degli avvocati matrimonialisti italiani. “Le cause principali delle crisi coniugali entro il settimo anno sono, nell’ordine, le infedeltà coniugali, il disinteresse sessuale, la violenza e le ingerenze della suocera». In media, però, chiarisce l’avvocato, «si arriva davanti al Giudice dopo circa 13 anni di matrimonio».

Ed è interessante sottolineare, spiega ancora il presidente dell’Ami, «che il 30% delle crisi coniugali e delle iscrizioni a ruolo delle cause di separazione aumenta nel periodo estivo. In pratica, il caldo fa scoppiare le coppie perché l’estate è il periodo in cui i due coniugi sono costretti a condividere una vacanza più o meno lunga». Secondo l’avvocato, infine, «il cosiddetto “turismo divorzile” preferito dagli italiani è quello della Romania perchè costa di meno, ma anche Spagna e Regno Unito sono mete dei divorziandi italiani.

Fonte: iljurnal.it

Senza sesso per anni, lui lascia la casa: niente addebito al marito



Ci sono però anche Sentenze che affermano quasi il contrario, certamente in anni di esperienza mi è stato raccontato da moltissimi clienti che, ad esempio, uno dei motivi che li hanno portati ad essere sospettosi e ad avere dubbi sulla fedeltà del proprio coniuge, era dovuto proprio alla scarsità e/o alla totale assenza di rappoorti sessuali.

Massimiliano Altobelli - Investigatore privato roma



Senza sesso per anni, lui lascia la casa: niente addebito al marito


Menage familiare interrotto da tempo: l’abbandono della casa familiare è solo una conseguenza perché la convivenza era già intollerabile. È quanto emerge dalla sentenza 2539/14 della Cassazione. 




Il caso 
Lui lascia la casa coniugale e intraprende una relazione con un’altra donna. Motivo? La situazione familiare non era più sopportabile, visto che dalla nascita del figlio non vi erano stati più rapporti sessuali fra i coniugi. 

Nessun addebito della separazione all’uomo, come invece avrebbe voluto la moglie, per aver abbandonato il tetto coniugale. Questo è quanto deciso dai giudici. Infatti, i giudici di merito prima, e la Cassazione poi, hanno escluso che la relazione extra-coniugale dell’uomo fosse la causa della rottura del vincolo coniugale. L’infedeltà porta sempre all’addebito della separazione? La S.C., sul punto, ha ricordato 2 precedenti giurisprudenziali. 

Il primo (Cass., n. 13592/2006), sull’obbligo di fedeltà, afferma che la sua violazione determina normalmente «l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza e costituisce, di regola, causa della separazione personale, addebitabile al coniuge che ne è responsabile, sempre che non si constati la mancanza di un nesso di causalità tra l’infedeltà e la crisi coniugale», e cioè che non risulti la preesistenza di una rottura già irrimediabilmente in atto. E l’abbandono della casa familiare? Il secondo (Cass., n. 10719/2013), invece, riguarda l’abbandono della casa familiare. Di per sé – spiegano gli Ermellini – tale abbandono «costituisce violazione di un obbligo matrimoniale» e, di conseguenza, causa di addebito della separazione, in quanto porta all’impossibilità della convivenza. Tale violazione, tuttavia, non si concretizza se chi ha posto in essere l’abbandono prova che esso «è stato determinato dal comportamento dell’altro coniuge, ovvero quando il suddetto abbandono sia intervenuto nel momento in cui l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza si sia già verificata». Per questi motivi, la Cassazione rigetta in toto il ricorso della donna. 

Fonte. dirittoegiustizia.it

giovedì 10 luglio 2014

il servizio "Trustworthy"..

Servizio "Trustworthy"









Il termine inglese “trustworthy” vuol dire “persona di fiducia”, “fidata”, “attendibile”..

  Ed è proprio il termine che indica meglio quello che di seguito andrò a descrivere.

Trustworthy o “Persona di Fiducia” è una figura ritenuta adatta all’adempimento di compiti delicati ed importanti.
Nel nostro ambito, quello dell’ Investigazione Privata, essa si può identificare in una persona adatta a fornirvi un valido supporto in ogni circostanza che riteniamo possa, in qualche modo, crearvi paure o timori e/o in situazioni nelle quali esse possono, addirittura, fare le vostre veci in ruoli e compiti estremamente delicati o meglio ancora sostituirsi a Voi in tutte quelle condizioni di vita comune nelle quali nasce l’esigenza che un’altra persona si debba sostituire a voi, nelle quali i suoi occhi diventeranno i vostri, il suo agire il vostro agire.

  La mia professionalità ultraventennale nel settore delle Investigazioni Private con Autorizzazioni di più Prefetture dal 1995, il mio Curriculum Professionale, l’esperienza maturata, in prima persona, sul campo, la mia appartenenza all’Arma dei Carabinieri e l’essere tutt’ora iscritto all’ Associazione Nazionale Carabinieri e tutti i traguardi professionali raggiunti, sono garanzia della mia attendibilità e fanno di me oggi un Professionista in grado di saper valutare, conoscere e scegliere personalmente persone adatte ad ogni esigenza, non necessariamente legata ad interessi e attività investigative, ma personalizzata ad ogni Vostra specifica necessità.

 Ovviamente non si tratta di persone che identifichiamo in Autisti, Traduttori, Assistenti o Public Relations, ma bensì di persone professionalmente capaci, tecnicamente preparate, addestrate, con importanti curriculum professionali  e, principalmente, di fiducia (da me garantita), al fine di potervi garantire un valido supporto sul posto a voi o ai vostri cari, in tutte quelle situazioni nelle quali può nascere l’esigenza di desiderare vicino persone che contribuiscano alla vostra tranquillità.

Di seguito alcuni esempi per i quali potrebbe esservi utile una “Persona di Fiducia”:

- Se ad esempio avete la sensazione di essere seguiti, controllati, spiati.. noi siamo in grado di monitorare i Vs spostamenti a distanza in maniera discreta e senza essere notati, per documentare chi vi sta seguendo e capire il perché. Questa attività investigativa potrebbe essere definita come contro-pedinamento, infatti la o le persone impegnate a seguirVi, difficilmente penseranno di essere a loro volta controllati..

- Se siete vittime di “dispetti“,“molestie”, ecc. come, ad esempio, danni alla vostra autovettura, e/o alla vostra abitazione, biglietti anonimi e quant’altro possa arrecarvi disturbo, Noi saremo in grado, con specifici appostamenti, discreti e soliti del nostro mestiere, documentarVi gli autori di tali atti, in maniera tale da renderVi in condizioni di rivolgerVi alle Forze dell’Ordine con le dovute prove, senza dover invece ovviare con le solite denuncie contro ignoti.

Ma oltre all’ambito investigativo, una "Persona Fiducia” potrebbe esserVi utile qualora vogliate far accompagnare i vostri figli “minori”: sia in maniera “occulta”, per venire a conoscenza del “loro fare” in vostra assenza, sia come presenza “di fiducia” per dare a voi ed a loro maggior tranquillità (accompagnarli ad un concerto, in un viaggio, in macchina o in aereo, all’estero, ecc.) fornendo loro assistenza e sicurezza, come se non dovesse mai mancare un punto di riferimento.

In alcune circostanze, può nascere l’esigenza di sentirsi più tranquilli con a fianco una “persona di fiducia” che con la nostra esperienza, in maniera assolutamente discreta, possa accompagnarVi nei vostri spostamenti, viaggi di lavoro, appuntamenti importanti, nella vostra vita privata o lavorativa.

In particolare per l’estero, oltre ad essere disponibili a spostarci personalmente ed ovunque, siamo in rapporto di Amicizia/Collaborazione con il Sig. Frank Crescentini, stimato Investigatore Privato con base negli U.S.A., abitante nello stato del Nevada, a Las Vegas, in grado di fornirVi supporto e assistenza anche sul posto.

In sintesi, sono innumerevoli le situazioni in cui una “persona di fiducia” potrebbe esserVi utile, quindi posso che consigliarVi di rivogerVi a noi per ogni Vostra esigenza o informazione in merito, della quale saremo lieti di discutere di persona, senza alcun impegno, e di fornirVi tutte le più appropriate soluzioni.

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma

giovedì 26 giugno 2014

Marito fedifrago, le prove “postate” su Facebook.


..sentenza che dovrebbe far riflettere. Le persone negli ultimi anni tendono ad insereire nei loro profili di facebook gran parte della loro vita privata ed in particolare foto che la documentano. Ricordo che se non impostate perfettamente le opzioni privacy del profilo FB, la maggior parte delle foto saranno visibili a chiunque. Magari foto che immortalano comportamenti poco corretti e/o dignitosi che potrebbero essere visionate, ad esempio, da una persona che valuta o meno l'assunzione di un candidato, ecc.

Addirittura dei Clienti pensano che facebook sia equivalente "all'anagrafe", infatti mi hanno detto che una tale persona, a loro dire, non esisteva in quanto "non presente su FB"!!!!

Andiamo bene..

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma


Marito fedifrago, le prove “postate” su Facebook

La ex moglie era finita sotto processo per diffamazione dell'amante dell'uomo, ma ha provato che il tradimento c'era stato.




Tradita dal marito e denunciata dall’amante. È la strana vicenda vissuta da una cinquantenne perugina, difesa dagli avvocati Marco Gambuli e Simone Marchetti, finita davanti al giudice di pace con l’accusa di diffamazione per aver detto al giudice della separazione la verità: cioè che il marito la tradiva con un’altra e per questo voleva il divorzio.
La donna era finita davanti al giudice di pace di Perugia con l’accusa di diffamazione, oltre che per ingiurie e percosse, perché nel corso del giudizio di separazione dal marito aveva accusato l’uomo di avere una relazione extraconiugale con la giovane badante rumena che era stata assunta per assistere l’anziana madre dell’uomo.
Accusa di tradimento che aveva fatto arrabbiare non l’uomo, ma la badante. La quale sporgeva denuncia contro la donna che finiva sotto processo.
Davanti al giudice di pace, però, sono comparsi molti testimoni e sono state portate tante prove che quello che aveva detto nei documenti per il divorzio era la verità. La disavventura giudiziaria della signora, infatti, si è conclusa con una sentenza del giudice di pace di Perugia che l’ha assolta da tutti i capi d’accusa. Il giudice ha, infatti, riconosciuto l’esistenza del rapporto extraconiugale proprio grazie alla deposizione di numerosi testimoni, tra cui un investigatore privato, e con l’acquisizione di materiale fotografico tratto dal profilo facebook degli amanti ritratti abbracciati o in atteggiamenti di intimità. Prova di un rapporto molto più intenso di quello di lavoro.

Fonte: giornaledellumbria.it

giovedì 19 giugno 2014

Infedeltà coniugale: le prove del detective valgono in Tribunale


..queste sono le notizie a cui bisognerebbe dare risalto, non solo a quelle negative nei confronti della Professione. Purtroppo però fà più notizia parlare del "solito" Investigatore Privato che fa una professione ai limiti del "romanzesco", piuttosto che evidenziare che, nella maggioranza dei casi, si tratta di un professionista serio che fornisce le prove ai Clienti per poterli aiutare a far valere un loro diritto in sede giudizziaria..

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato Roma



Infedeltà coniugale: le prove del detective valgono in tribunale


Sentenza di Cassazione sulla separazione di due modenesi «L’investigatore privato è ammesso: porta dati oggettivi»




Via libera alle investigazioni di un detective privato portate come prova in tribunale in una causa di separazione. È la Cassazione a stabilirlo dando ragione ad un modenese che aveva assoldato un investigatore privato per accertare l'infedeltà della moglie.
Era stata la donna, che voleva separarsi dal marito, a promuovere la causa chiedendo il mantenimento. Ma i giudici hanno ritenuto che dalle fotografie e dai tabulati telefonici emersi dalle indagini dell'investigatore e portati in tribunale, fosse la nuova relazione della moglie la ragione della definitiva rottura del rapporto tra i due coniugi. Le hanno quindi addebito la separazione, escludendo il suo diritto al mantenimento, nonostante questa avesse sostenuto che il matrimonio fosse in crisi prima della sua infedeltà, tanto che già dormivano in camere separate.
La Cassazione - con la sentenza 11516 della prima sezione civile, che ha confermato quanto stabilito nel merito dal tribunale di Modena e dalla corte d'Appello di Bologna - ha ribadito quanto stabilito dalla stessa Corte nell'ambito dei rapporti di lavoro “ove è consentito al datore di lavoro incaricare un'agenzia investigativa al fine di verificare le condotte illecite da parte dei dipendenti”. “Nel contesto della materia familiare - scrivono i giudici - parimenti il ricorso all'ausilio di un investigatore privato è ammesso”. Una sentenza che farà certamente piacere alle agenzie investigative, che sui casi di infedeltà coniugale già lavorano molto e che ora vedono le proprie relazioni acquisire un “valore aggiunto”: la loro validità non si può poù mettere in discussione.
Nel caso dei due coniugi modenesi, la corte d'Appello ha ritenuto che la violazione del dovere di fedeltà fosse precedente alla domanda di separazione sulla base delle date delle fotografie e dei tabulati telefonici portati in tribunale. Su questo punto aveva fatto ricorso in Cassazione il difensore della donna, opponendo che “la relazione investigativa era stata redatta da un terzo su incarico del marito, dunque senza le garanzie del contradditorio” e che l'investigatore “aveva narrato una serie di fatti giungendo a conclusioni del tutto personali”. Cioè, che la moglie tradiva il marito prima della causa di separazione.
Secondo la Cassazione, invece, il materiale portato in aula del detective è valido. Si tratta - si legge nella sentenza - “di dati del tutto oggettivi, non di mere deduzioni dell'investigatore privato incaricato”. A fronte dell'adulterio, dunque, il marito “ha assolto all'onere della prova su  di lui gravante”, mentre - conclude la Suprema Corte - “l'anteriorità della crisi matrimoniale” rispetto all'infedeltà, sostenuta dalla moglie, “non è stata positivamente accertata dalla corte di merito”.
fonte: gazzetta di modena.

sabato 14 giugno 2014

Roma capitale dei tradimenti, è la città più infedele d'Italia..


..che dire.. Considerando che, a differenza di molti colleghi che dicono di occuparsi di investigazioni finalizzate ad indagini societarie, ecc., la mia attività primaria consiste nello svolgere indagini attinenti alle infedeltà coniugali. Questo dal 1995 e con migliaia di casi svolti.
Ovviamente le sfaccettature delle indagini nel settore delle separazioni sono molteplici, ad esempio: accertare una relazione extra coniugale ed ottenere le prove da poter portare in Tribunale per la separazione, accertare un eventuale lavoro non dichiarato del coniuge per la modifica dell'assegno di mantenimento, accertare eventuali comportamenti anomali quando il coniuge sta insieme al figlio minore, accertare e dimostare il reale stato patrimoniale e il tenore di vita, ecc.
Insomma le attività specifiche intorno alle investigazioni private in ambito familiare sono moltissime, ma il mio lavoro principale rimane nell'ambito delle infedeltà coniugali..
Quante ne potre raccontare dopo venti anni di attività in questo settore.. ma non posso per motivi di privacy e non voglio perchè tutelo i miei Clienti..
Però forse un giorno, non citando fatti e riscontri precisi, scriverò un libro in cui racconterò le verie sfaccettature delle infedeltà..
Ciao.
Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma







Roma capitale dei tradimenti, è la città più infedele d'Italia



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Roma capitale dei tradimenti. Nel 2014 la Capitale si riconferma la città più infedele d’Italia. A diffondere i dati il portale di incontri extraconiugali AshleyMadison.com, che fa il check-up alle unioni di casa nostra rendendo nota la distribuzione dei suoi iscritti su tutto il territorio nazionale.

Con 53mila membri, i romani primeggiano in fatto di scappatelle relegando al secondo e al terzo posto di questo podio adulterino Milano e Torino con 37mila e 28mila iscritti. Il social network dell’infedeltà, secondo solo a Facebook per crescita su scala mondiale - ogni 4,4 secondi s'iscrive un nuovo utente per una media di 26 minuti dedicati giornalmente alla ricerca dell’amante ideale – conta attualmente più di 25 milioni di membri in circa 37 paesi, 600mila sono in Italia con una concentrazione massiccia nel Nord Italia.

Nella Top10 delle “mistress cities” sono ben sei i capoluoghi settentrionali: insieme a Milano e Torino anche Brescia (19mila iscritti), Treviso (18mila), Padova (18mila) e Bologna (17mila). Decisamente più fedeli i meridionali con Napoli unica portabandiera dell’adulterio (23mila). Matrimoni “quasi” al sicuro a Bari che conta 16mila iscritti. Non cedono, invece, alle tentazioni i siciliani: a Palermo il numero dei fedifraghi online scende a soli 15mila. “Tradire mai, divorziare sì. Questa è la moralità ‘dichiarata’ dagli italiani – spiega Noel Biderman, CEO di AshleyMadison.com – Ma mentre i dati diffusi di recente dal Pew Research Center parlano di una schiacciante disapprovazione per infedeltà, rapporti prematrimoniali, uso di contraccettivi e aborto, i fatti dimostrano che la morale religiosa si allontana nettamente dalla realtà. I nostri dati sono l’esempio che gli italiani pur disapprovando l’infedeltà si iscrivono a siti di incontri extraconiugali e tradiscono anche in città come Roma che ancora vivono sotto una forte influenza religiosa".

Ma chi sono i cuori fedifraghi italiani? Gli uomini rappresentano il 56% del popolo degli infedeli. In media sopra i 40 anni, con una laurea in tasca (65%) o un diploma (21%), sono alla ricerca di una donna che incarni il mito di Scarlett Johansson: bionda, burrosa e disinibita, tra i 25 e i 45 anni. Nella vita di tutti i giorni, sono, nella maggior parte dei casi, manager, informatici o dipedenti statali (a volte ricoprono incarichi governativi) con un conto in banca non indifferente: il 72% ha un reddito sopra la media nazionale. Da non sottovalutare, l’ascendente negativo della routine sotto le lenzuola o di una partner poco avventurosa: molti, infatti, sperano di poter realizzare fantasie inconfessabili o semplicemente non si sentono appagati dal punto di vista sessuale.

Preoccupate dal giudizio del prossimo, le donne sembrano più discrete. Il popolo femminile rappresenta il 44% dei traditori, la percentuale sale al 48% nelle grandi città. In media, hanno 38 anni e lavorano nel marketing, nel settore bancario o delle vendite. Laureate (64%) o diplomate (27%) hanno un reddito nella media (67%). Spesso si concedono una scappatella perché vogliono sentirsi desiderate, i loro bisogni emotivi non sono appagati dal partner o molto semplicemente amano il sesso e non vogliono privarsene. Tradiscono i loro compagni con uomini tra i 40 e i 55 anni, castani, alti e muscolosi oltre che economicamente indipendenti.

Fonte: messaggero.it

domenica 8 giugno 2014

Pirlo, la separazione costerà una fortuna: «A Deborah 55 mila euro al mese per gli alimenti»



Che la separazione, oltre ad essere una delusione sentimentale ed un fallimento personale, sia anche un danno economico era noto, ma dipende anche dalla situazione economica ed il tenore di vita della coppia. A mio avviso per coppie molto benestanti è si una "batosta" al livello economico, ma bisogna pensare anche a tutte quelle coppie che sono costrette ad affrontare una separazione pur avendo un solo reddito e/o due redditi nella media.. ritengo che forse questi ultimi affrontano periodi più "bui"..perchè è vero che la sofferenza e la delusione sono uguali per tutti..ma meglio piangere al volante di una Porsche che di una Panda.. Massimiliano - Investigatore Privato a Roma




Pirlo, la separazione costerà una fortuna: «A Deborah 55 mila euro al mese per gli alimenti»




Un altro addio, un altro matrimonio al capolinea, un altro grande patrimonio da dividere. E come nel caso di Buffon e Seredova, anche qui si parla di una fortuna. Circa 55mila euro al mese sarebbe infatti la cifra da capogiro decisa per il mantenimento nella causa di separazione tra Andrea Pirlo e Deborah Roversi, stando a Tuttosport.


I due si sono incontrati qualche giorno fa per la formalizzazione delle pratiche. Diva e Donna li ha immortalai, accompagnati dai loro avvocati, davanti al Tribunale di Brescia. Volti tesi, come si vede nelle foto, perché gli addii non piacciono a nessuno. Tantomeno dopo 12 anni di matrimonio, come nel caso di Pirlo, centrocampista della Juve e della Nazionale, e la Roversi e due figli. E meno ancora quando c'è di mezzo un tradimento, un'altra donna, un altro uomo. E in ambedue i casi le variabili sono le stesse. Compreso il patrimonio stellare da dividere.

Nel caso di Pirlo la cifra per il mantenimento sarebbe stata già fissata: 55 mila euro mensili. Ultimamente sembra proprio che il calcio non favorisca le relazioni matrimoniali. Stare insieme è una delle partite più impegnative e difficili del campionato della vita di ognuno e in molti non reggono al gioco.

Fonte: messaggero.it