Massimiliano Altobelli, Investigatore Privato a Roma, autorizzato dalla Prefettura dal 1995, svolge personalmente indagini con l'ausilio della più moderna tecnologia investigativa, fornendo al committente prove legalmente valide. Consulenze e Preventivi gratuiti 24/24 - 7/7. Tel.: 336.340.007 http://www.maximedetective.net
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- Massimiliano Altobelli, Investigatore Privato a Roma, autorizzato dalla Prefettura dal 1995, svolge personalmente indagini con l'ausilio della più moderna tecnologia investigativa, fornendo al committente prove legalmente valide. Consulenze e Preventivi gratuiti 24/24 - 7/7. Tel.: 336.340.007 http://www.maximedetective.net
mercoledì 15 gennaio 2014
il lamento sconsolatio del notaio: "il viagra ha rivoluzionato i testamenti"….
che il viagra avesse rivoluzionato la vita sessuale di tante persone, lo immaginavo, ma non pnesavo che si arrivasse al punto di rivoluzzionare i legami al punto di arrivare ai testamenti.. la società basa le sua fondamenta sul sesso.. mah.. Massimiliano - Investigatore Privato a Roma
Fa un figlio con un'altra, non all'addebito della separazione..
Sentenza molto importante.. conferma quanto già noto e cioè che per avere l'addibito della separazione coniugale, a volte, non è sufficente dimostrare una relazione extra coniugale, bensì che la stessa sia effettivamnete la causa della separazione. Massimiliano - Investigatore Privato Roma
"toy-boy" si vanta con gli amici e lei lo picchia, arrestata.
..grande notizia.. al "ragazzetto" gli è costata molto cara l'avventura con la vicina.. Massimiliano
Cassazione: il marito che puzza e pretende sesso commette uno stupro..
Altra "notiziona" scovata tra le recenti Sentenze di Cassazione.. che amarezza..
Già è discutibile, se non drammatico, il fatto che il marito debba "pretendere" rapporto dalla moglie, poi altrettanto drammatico che "puzzi", figuriamoci viverci insieme..
Ma perchè tante persone prima di sposarsi non affrontano una bella convivenza.. in tal modo avrebbero l'occasione di conoscersi bene prima, per poi affrontare il passo successivo del matrimonio.. Mah. Massimiliano
Investigatore Privato a Roma
lunedì 13 gennaio 2014
Normative per svolgere la professione di Investigatore Privato..
..sperando di fare cosa gradita ho reso diponibile nel mio sito http://www.maximedetective.net/link-utili/
le normative relative alla professione di Investigatore Privato.
In particolare:
In questo modo le persone che mi contattano da Google+ o da FB per avere informazioni su come iniziare la professione e quali sono le caratteristice attualmenete necessarie in tal senso, potranno consultare direttamente il sito della Prefettura di Roma e vedere il D.L. 269 del 2010 con il relativo Vademecum.
I miei più sinceri auguri a chi vuole intraprendere questa magnifica professione.
Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma
Un investigatore privato per l’omicidio al cimitero di Catania
..in bocca al lupo al collega che è stato assunto dal figlio della vittima, sperando che il suo lavoro possa essere utile per risolvere questo ennesimo giallo di cronaca nera. Massimiliano - Investigatore Privato Roma
ASSUNTO DAL FIGLIO DELLA VITTIMA PER RISOLVERE IL GIALLO
Un investigatore privato
per l’omicidio al cimitero di Catania
Angelo Matà, il maresciallo della Marina, figlio di Maria Concetta Velardi, la donna trovata morta con il cranio fracassato martedì pomeriggio al cimitero di Catania, assistito dagli avvocati Giuseppe Lipera e Grazia Coco ha assunto un investigatore privato per risolvere il giallo della morte della madre.
Si tratta di un ex poliziotto per molti anni in servizio alla sezione omicidi della squadra mobile, la stessa struttura investigativa che sta seguendo il caso. Sarà lui a indagare assieme alla polizia per tentare di risolvere un dei delitti più intrigati degli ultimi anni avvenuti a Catania.
Si scava intanto nel passato della Velardi e gli investigatori della scientifica che hanno fatto i rilievi al cimitero hanno messo uno dietro l’altro tutti gli elementi che compongono il mosaico dell’omicidio: a partire delle macchie di sangue trovate su una pietra, ma anche le impronte delle grosse mani scoperte poco dopo accanto al corpo riverso della donna.
Gli investigatori sono rimasti colpiti dal modo maniacale con cui Maria Concetta Velardi curava, al cimitero, la tomba di famiglia, una sorta di seconda casa visto che lei tutti giorni e per molte ore la frequentava: dai fiori, mazzi di rose bianche, sempre freschi al vischio appeso accanto alla porta, alle stelle di natale, al tappeto di finto prato dinanzi alla cappella. Un’area che lei aveva completamente invaso e che viveva accanto al marito e al figlio morti meno di dieci anni fa.
In questo contesto potrebbe essere maturata la vendetta di qualcuno che Maria Concetta Velardi forse conosceva e che magari ha rifiutato o con cui ha avuto un litigio. Un rancore covato per diverso tempo sfociato con tanta rabbia, visto che l’assassino si è accanito contro il capo della donna.
Angelo Matà figlio della vittima, subito dopo il delitto è stato sentito per diverse ore dalla polizia, ma non è mai stato iscritto sul registro degli indagati perché sospettato di avere avuto responsabilità nell’omicidio della madre.
Al cimitero intanto c’è paura: la morte violenta di Maria Concetta Velardi preoccupa i tanti che spesso fanno visita ai loro cari defunti.
Non si conosce al momento il giorno dell’autopsia che è stata decisa dal magistrato titolare dell’inchiesta.
Sposa trans per la cittadinanza, scattano le manette durante la cerimonia...
Nella mia continua ricerca in rete di notizie "particolari", sottopongo alla Vostra attenbzione anche questa.. che amarezza.. Massimiliano - Investigatore Privato Roma
Il trattamento di dati genetici di carattere non sanitario richiede il previo consenso dell'interessato
La Garante della Privacy ha di nuovo stabilito in sintesi che: "..i dati genetici solo se indispensabili "per far valere o difendere un diritto" possono essere utilizzati in sede giudiziaria, ma con l'espressa esclusione dei "test genetici", per l'esecuzione dei quali è sempre indispensabile il preventivo consenso del titolare.."
Il trattamento di dati genetici di carattere non sanitario richiede il previo consenso dell'interessato
I dati genetici sono dotati del maggior grado di esclusività. Essi non si esauriscono in quelli di natura sanitaria od attinenti alla vita sessuale, in quanto la loro peculiarità consiste nel rivelare il corredo identificativo della persona umana.
Nel caso prospettato, la controversia riguarda il trattamento di dati genetici, ottenuti mediante prelievo di mozziconi di sigaretta da parte di una agenzia investigativa e sottoposti, senza il consenso del titolare, al prelievo di campioni biologici ed accertamento del DNA. Con sentenza del Tribunale di Roma veniva respinta l'impugnazione proposta dall'Agenzia investigativa avverso il provvedimento del Garante della Privacy. Con tale disposizione la predetta Autorità vietava ai ricorrenti ogni ulteriore attività di trattamento dei dati genetici di un genitore, ottenuti mediante prelievo di due mozziconi di sigaretta appartenenti a quest'ultimo da parte dell'agenzia investigativa e sottoposti senza il consenso del titolare al prelievo di campioni biologici ed accertamento del DNA, seguito da comparazione con quello dei due figli del secondo matrimonio. La medesima Autorità vietava altresì ogni ulteriore operazione volta al trattamento dei medesimi dati, nell'ambito del procedimento civile in corso di disconoscimento di paternità.
La Cassazione civile , sez. I, sentenza 13.09.2013 n° 21014 osserva che il trattamento dei dati genetici, destinato nella specie a orientare la successiva scelta verso un'azione di disconoscimento di paternità, mediante l'accertamento preventivo della consanguineità tra l'uomo e figli , oltre a non avere alcuna finalità sanitaria non è neanche astrattamente riconducibile all'esercizio in sede giudiziale di un diritto della personalità di rango quanto meno pari a quello del contro/interessato. Questo perché tale tipo di analisi non può essere equiparata ad una valutazione di opportunità ante causam, diretta a verificare le probabilità di successo in una futura azione di disconoscimento di paternità con la necessaria utilizzazione di alcuni dati come strumenti indispensabili per ottenere tutela giurisdizionale.
Nell'azione di disconoscimento di paternità, l'indagine sul DNA poteva essere espletata nel corso del Giudizio. L'eventuale rifiuto ingiustificato dell'interessato a sottoporvisi avrebbe costituito un comportamento processuale d'indubbio rilievo probatorio.
Infatti, viene specificato che i dati genetici solo se indispensabili "per far valere o difendere un diritto" possono essere utilizzati in sede giudiziaria, ma con l'espressa esclusione dei "test genetici", per l'esecuzione dei quali è sempre indispensabile il preventivo consenso del titolare.
Non può, pertanto, ritenersi ammissibile un test genetico al solo fine di valutare se esercitare un diritto, senza il consenso del titolare dei dati.
(Fonte foto: Rete internet)
(Fonte foto: Rete internet)
Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma
venerdì 3 gennaio 2014
Coppietta adulterina scoperta grazie ad un gps sotto l'auto..
..normale routine.. dal 1995 ad oggi, occupandomi preventivamnete di investigazioni nel settore privato, ho svolto migliaia di casi identici a quello sotto riportato. Forse questo caso ha avuto rilevanza di stampa in quanto era stato sequstrato il gps (e poi regolarmente restituito). Mah..
Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato Roma
Tradimento scoperto da investigatore privato grazie a gps a Vicenza
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Coppietta adulterina scoperta grazie ad un gps sotto l'auto
La vicenda risale a qualche settimana fa ed è avvenuta nell'hinterland vicentino. Protagonisti una moglie infedele di 42 anni, l'amante 27enne, e l'investigatore privato assoldato dal marito cornuto
“Tradimento scoperto da investigatore privato grazie a gps a Vicenza
„
Pensavano di farla franca, incontrandosi di nascosto per consumare la loro passione clandestina, ma sono stati scoperti da un investigatore privato, ingaggiato dal marito cornuto. Come ha fatto? Grazie ad un localizzatore gps piazzato sotto l'auto dell'amante di lei.
STORIE DI CORNA
La storia, raccontata da Il Giornale di Vicenza, ha come teatro le periferie del Vicentino e come protagonisti una procace signora 42enne, un giovanotto di 15 anni più giovane, anche lui impegnato, ed un Mangum P.I. de noialtri, ingaggiato dal consorte di lei, giustamente insospettito. I due amanti sono colleghi di lavoro ed a un certo punto scoppia la scintilla della passione. Cominciano gli incontri clandestini, in luoghi appartati non distanti dal capoluogo.
A questo punto entra in scena il marito tradito, che decide di ingaggiare un investigatore privato per smascherare l'infedeltà della moglie. Detto, fatto. Il professionista indaga, individua il possibile amante e gli piazza sotto l'auto un localizzatore gps, acquistabile su internet ad una manciata di euro. Una sera scatta il pedinamento. Il giovanotto, però, se ne accorge, e cerca di seminare quell'auto misteriosa che gli sta alle costole. Niente da fare, quando la coppia clandestina raggiunge la "camporella", l'altra auto li raggiunge e gli punta i fari contro.
Rovinata l'atmosfera i due si separano ed il 27enne, insospettito, controlla la sua auto, scoprendo il trasmettitore. Il giorno dopo si reca dai carabinieri di Camisano, denunciando il fatto. Non passa qualche ora che in caserma arriva l'investigatore privato, che sa dov'è il suo congegno, e mostra le sue credenziali professionali ed il mandato del marito. Tutto regolare e missione compiuta.
STORIE DI CORNA
La storia, raccontata da Il Giornale di Vicenza, ha come teatro le periferie del Vicentino e come protagonisti una procace signora 42enne, un giovanotto di 15 anni più giovane, anche lui impegnato, ed un Mangum P.I. de noialtri, ingaggiato dal consorte di lei, giustamente insospettito. I due amanti sono colleghi di lavoro ed a un certo punto scoppia la scintilla della passione. Cominciano gli incontri clandestini, in luoghi appartati non distanti dal capoluogo.
A questo punto entra in scena il marito tradito, che decide di ingaggiare un investigatore privato per smascherare l'infedeltà della moglie. Detto, fatto. Il professionista indaga, individua il possibile amante e gli piazza sotto l'auto un localizzatore gps, acquistabile su internet ad una manciata di euro. Una sera scatta il pedinamento. Il giovanotto, però, se ne accorge, e cerca di seminare quell'auto misteriosa che gli sta alle costole. Niente da fare, quando la coppia clandestina raggiunge la "camporella", l'altra auto li raggiunge e gli punta i fari contro.
Rovinata l'atmosfera i due si separano ed il 27enne, insospettito, controlla la sua auto, scoprendo il trasmettitore. Il giorno dopo si reca dai carabinieri di Camisano, denunciando il fatto. Non passa qualche ora che in caserma arriva l'investigatore privato, che sa dov'è il suo congegno, e mostra le sue credenziali professionali ed il mandato del marito. Tutto regolare e missione compiuta.
Potrebbe interessarti:http://www.vicenzatoday.it/cronaca/tradimento-investigatore-privato-gps-vicenza.html
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PUÒ ESSERE LECITO PER UN DETECTIVE METTERE UNA SPIA GPS IN UN'AUTO PER CONTROLLARNE GLI SPOSTAMENTI?
Finalmente un articolo che fà un pò di chiarezza (per chi non avesse ancora chiara la situazione) sull'uso dei sistemi di localizzazione satellitari (GPS) da parte di investigatori privati nell'ambito del loro lavoro. Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma
PUÒ ESSERE LECITO PER UN DETECTIVE METTERE UNA SPIA GPS IN UN'AUTO PER CONTROLLARNE GLI SPOSTAMENTI?
Il pericolo di essere spiati o seguiti, nel mondo della tecnologia avanzata e dei sistemi satellitari, ormai non è più prerogativa di soli vip, ma può potenzialmente riguardare caiscuno di noi: un partner geloso, un rivale in affari che vuol sapere tutto delle nostre attività. Potrebbe un investigatore privato mettere in certi casi una spia gps nel nostro autoveicolo per controllare tutti i nostri spostamenti?
La possibilità per un investigatore privato di “spiare” una persona tramite un sistema di rilevamento GPS, al fine di “seguirla” e di ricostruirne gli spostamenti, ha avuto ineguagliabili conseguenze anche in campo giuridico. Infatti, l’utilizzo di un sistema GPS per “seguire” gli spostamenti di una persona ci introduce al tema della sorveglianza elettronica (telecamere di sorveglianza, GPS ecc.), e pone forti interrogativi sulla limitazione a fondamentali libertà individuali, quali il diritto alla riservatezza dell’individuo, alla libertà di circolazione ecc.
Come spiegava l'Avv. Marco Soffientini in un recente articolo su Il Corriere della Privacy di recente, la Corte di Cassazione si è occupata dell’utilizzo dei sistemi di rilevamento GPS con riferimento a un’altra attività investigativa simile nei risultati (ricostruzione degli spostamenti di una persona sul territorio): l’intercettazione telefonica. Premesso che l’intercettazione telefonica è un’attività investigativa tipica, in quanto disciplinata dall’art.266 e seg. c.p.p., che ne detta una disciplina procedimentale molto rigorosa, gli ermellini hanno precisato, che, a differenza delle intercettazioni, il “seguire” una persona tramite un rilevatore GPS rientra tra le attività di investigazione atipiche assimilabili al pedinamento. (Cassazione penale sez. I, 07 gennaio 2010 n.9416 e in senso conforme si veda Cass. Pen.15 dicembre 2009, n.9667; Cass. Pen. N. 15396 del 2008; Cass. Pen. N. 3017 del 2008).
È evidente, fin qui, un orientamento giurisprudenziale favorevole, sebbene applicato al settore dell’investigazione pubblica. In tema di investigazione privata, l’attività di rilevamento tramite GPS, a causa della limitazione di fondamentali libertà personali, è oggetto di un dibattito sulla sua legittimità. L’entrata in vigore a marzo di quest’anno del DM n.269/2010 ha contribuito a fornire agli interpreti un quadro normativo più certo e dettagliato.
Il D.M. 01.12 .2010 n.269 definisce l’attività di indagine in ambito privato come quella attività volta alla ricerca e alla individuazione di informazioni richieste dal privato cittadino, anche per la tutela di un diritto in sede giudiziaria, e che possono riguardare, tra l’altro, gli ambiti familiari, matrimoniali, patrimoniali e ricerca di persone scomparse. (art.5 comma 1, lett.aI).
L’ultimo comma dell’articolo ha specificato espressamente ed autorizzato le singole attività dell’investigatore privato di osservazione statica (c.d. appostamento) e controllo dinamico (c.d. pedinamento) anche a mezzo di strumenti elettronici e tra questi è logico rientrino i sistemi GPS.
Se quindi, oggi, possiamo ritenere lecito l’uso di un sistema GPS per lo svolgimento di attività investigative condotte da investigatori privati, non bisogna dimenticare che siccome i dati relativi all’ubicazione riguardano sempre una persona fisica identificata o identificabile, la legittimità di un tale trattamento di dati, in ogni singolo caso concreto, non può non passare da un giudizio di bilanciamento tra il diritto di difesa e di indagine con le altre fondamentali libertà individuali, quale il diritto alla riservatezza, che oggi trova espressa tutela nel D.Lgs n.196 /2003 e nelle ulteriori misure ed accorgimenti prescritti dal Garante con il Codice di deontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali effettuati per svolgere investigazioni difensive (Provv. Garante n.60 del 06.11.2008) e dalla Autorizzazione Generale n.6/2011 al trattamento dei dati sensibili da parte degli investigatori privati.
Quindi l’interessato o la persona presso la quale sono raccolti i dati deve essere informata ai sensi dell’art.13 del Codice priv.e il trattamento deve essere conforme agli obblighi di cui all’articolo 11 del Codice e in particolare al tempo di conservazione mediante controlli periodici circa la pertinenza, non eccedenza e indispensabilità dei dati rispetto alle finalità perseguite e all’incarico conferito.
In conclusione, si può ragionevolmente ritenere legittimo, solo a determinate condizioni e se rispettano tutte le prescrizioni di legge, l’uso di un sistema GPS da parte di un investigatore privato per seguire gli spostamenti di una persona, purchè venga utilizzato per la tutela e difesa di diritti individuali fondamentali e sia rispettata la normativa in materia di privacy.
Lo stalking informatico diventa ufficialmente "reato grave".
Tutti gli "appassionati" delle persecuzioni a mezzo web sono avvertiti. E' un fenomeno in forte crescita quello delle "molestie" effettuate in rete con messaggi, email, post, social network, etc.
Personamente ritengo che sia gisuto effettuare un "giro di vite" in tal senso. Mssimiliano Altobelli
Grazie a: Sostenitori delle Forze dell'Ordine
Investigatore Privato Roma
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