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Massimiliano Altobelli, Investigatore Privato a Roma, autorizzato dalla Prefettura dal 1995, svolge personalmente indagini con l'ausilio della più moderna tecnologia investigativa, fornendo al committente prove legalmente valide. Consulenze e Preventivi gratuiti 24/24 - 7/7. Tel.: 336.340.007 http://www.maximedetective.net

mercoledì 15 novembre 2017

Varese: scappa con l'amante, rapita dai figli per riportarla a casa. I ragazzi arrestati per sequestro di persona


In tante occasioni i soldi fanno si che si perda il lume della ragione.. 

    Nella mia lunga esperienza di Investigatore Privato professionista, ho avuto modo di notare che, troppo spesso, quando gli interessi in gioco sono molto alti, qualche d'uno (generalmente un parente) ha perso la testa commettendo un reato di natura penale.

    Spesso, purtroppo, non si ricorre ad un professionista, come lo è un Investigatore Privato autorizzato dalla Prefettura e dalla Questura, per affrontare al meglio la situazione,  agendo di "testa" e razionalmente, bensì si ragiona di "istinto" e si commettono disastri, come quello che leggiamo nell'articolo. 

Rivolgersi ad un Investigatore Privato professionista, con l'ausilio del proprio legale di fiducia, è l'unico modo per far valere e difendere un prorpio diritto in Tribunale. 

Il "fai da te" in questi casi è assolutamente controproducente e, soprattutto, non consente di presentare prove valide in Tribunale, anzi spesso oltre ad un civilista per la separazione bisogna anche farsi assistere da un penalista per difendersi dalle accuse scaturite da ciò che si è commesso..



Varese: scappa con l'amante, rapita dai figli per riportarla a casa. I ragazzi arrestati per sequestro di persona.

L'imprenditrice 45enne aveva raggiunto Rimini con 34enne quando i ragazzi sono arrivati e l'hanno caricata su un'auto. I giovani hanno 23 e 16 anni, con loro c'era anche un dipendente dell'azienda




Scappa con l'amante con i soldi di famiglia ma i figli la rintracciano e la rapiscono per riportarla a casa, ultimo capitolo di una saga familiare dai contorni ancora tutti da definire. I ragazzi, uno dei quali minorenni, sono stati arrestati per sequestro di persona.

È successo sabato scorso, quando una gazzella dei carabinieri di Riccione ha intercettato in viale D'Annunzio una vettura Mazda, con la portiera posteriore aperta e un uomo che tentava di entrare nell'abitacolo. I militari, sorpresi dall'impresa, hanno raccontato che l'uomo è riuscito a restare appeso alla vettura per 4km e allo stesso tempo a chiamare il 112. Al'interno, la donna, imprenditrice di 45 anni intestataria di un'impresa edile del Varesotto dove risiede con la famiglia di origini siciliane. Era stata caricata con la forza in auto dai figli all'uscita di un hotel di Miramare, dove aveva soggiornato con l'amante, un 34enne originario del Kenya. Nel tentativo di aiutare la donna, l'uomo si era aggrappato alla portiera dell'auto in fuga, bloccata grazie all'intervento di due pattuglie.

I militari hanno notato la 45enne, costretta a bordo contro la sua volontà: era stata appena sequestrata dai due figli, di 23 e 16 anni, con l'aiuto di un dipendente dell'azienda di famiglia, un uomo di 49, inviati tutti dal marito. La donna lo aveva lasciato per seguire il nuovo compagno, per il quale stava spendendo una fortuna vista l'esigenza di un alloggio e la volontà di allontanarsi dalla famiglia senza essere trovata. La donna ha accesso ai conti correnti dell'azienda. Sia lei, sia il marito hanno precedenti. Non è chiaro ancora di che natura, ma l'uomo risulta anche colpito da una misura di sorveglianza speciale.

Stando alle cronache locali, che hanno riportato anche la voce di uno degli albergatori che ha ospitato la coppia, pare che la fuga della coppia fosse già costata una cosa come 200mila euro, si legge ad esempio sul Resto del Carlino. Dalla Gazzetta di Rimini, raccontano poi che i due amanti hanno cercato di prenotare una stanza in un albergo giovedì scorso attraverso Booking, ma l'albergatore si è accorto che la carta di credito non aveva copertura sufficiente. Si sono rivolti così a un'altra struttura, ma il titolare di quest'ultima era stato avvertito dall'altro, come spesso avviene tra i commercianti della zona.
E' stato proprio quest'ultimo albergatore che, visto il conto di 500 euro non saldato, ad avvisare il marito dell'imprenditrice che non voleva essere trovata. Ha fatto qualche ricerca su internet ed è risalito al numero di telefono dell'azienda. "Il marito, gentilissimo e preoccupato per la signora - ha detto l'albergatore - mi ha assicurato che avrebbe saldato il debito". Qualche ora dopo, il blitz dei figli

fonte: repubblica.it




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