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Massimiliano Altobelli, Investigatore Privato a Roma, autorizzato dalla Prefettura dal 1995, svolge personalmente indagini con l'ausilio della più moderna tecnologia investigativa, fornendo al committente prove legalmente valide. Consulenze e Preventivi gratuiti 24/24 - 7/7. Tel.: 336.340.007 http://www.maximedetective.net

sabato 12 luglio 2014

In Italia è tornata la “moda” della crisi del settimo anno di matrimonio



Condivido. Ultimamente molte persone hanno imnputato come una delle maggiori cause di infedeltà proprio la "mitica" crisi del settimo anno. Comunque a mio avviso è solo un voler trovare a tutti i costi una motivazione quando si è difronte ad una relazione extra coniugale. Spesso, non essendo un comportamento propriamente razionale, non è detto che debba esserci per forza una motivazione.

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato Roma




In Italia è tornata la “moda” della crisi del settimo anno di matrimonio.





Chissà se c’è stato un periodo in cui le coppie italiane hanno allontanato quello che era diventato un appuntamento fisso : la crisi del settimo anno di matrimonio nel quale molte di loro si sfasciavano.
Fatto sta che l’Istat oggi dice che in Italia questa storia è ricominciata in modo molto frequente. Secondo l’Istituto di statistica, in 20 anni, tra il 1985 e il 2005 “le unioni interrotte dopo sette anni sono raddoppiate, passando dal 4,5 per cento al 9,3 per cento”.
E tra le cause di queste crisi c’è una cosa che forse si poteva immaginare: l’infedeltà coniugale. I dati sono stati commentati da Gian Ettore Gassani, presidente dell’Associazione degli avvocati matrimonialisti italiani. “Le cause principali delle crisi coniugali entro il settimo anno sono, nell’ordine, le infedeltà coniugali, il disinteresse sessuale, la violenza e le ingerenze della suocera». In media, però, chiarisce l’avvocato, «si arriva davanti al Giudice dopo circa 13 anni di matrimonio».

Ed è interessante sottolineare, spiega ancora il presidente dell’Ami, «che il 30% delle crisi coniugali e delle iscrizioni a ruolo delle cause di separazione aumenta nel periodo estivo. In pratica, il caldo fa scoppiare le coppie perché l’estate è il periodo in cui i due coniugi sono costretti a condividere una vacanza più o meno lunga». Secondo l’avvocato, infine, «il cosiddetto “turismo divorzile” preferito dagli italiani è quello della Romania perchè costa di meno, ma anche Spagna e Regno Unito sono mete dei divorziandi italiani.

Fonte: iljurnal.it

Senza sesso per anni, lui lascia la casa: niente addebito al marito



Ci sono però anche Sentenze che affermano quasi il contrario, certamente in anni di esperienza mi è stato raccontato da moltissimi clienti che, ad esempio, uno dei motivi che li hanno portati ad essere sospettosi e ad avere dubbi sulla fedeltà del proprio coniuge, era dovuto proprio alla scarsità e/o alla totale assenza di rappoorti sessuali.

Massimiliano Altobelli - Investigatore privato roma



Senza sesso per anni, lui lascia la casa: niente addebito al marito


Menage familiare interrotto da tempo: l’abbandono della casa familiare è solo una conseguenza perché la convivenza era già intollerabile. È quanto emerge dalla sentenza 2539/14 della Cassazione. 




Il caso 
Lui lascia la casa coniugale e intraprende una relazione con un’altra donna. Motivo? La situazione familiare non era più sopportabile, visto che dalla nascita del figlio non vi erano stati più rapporti sessuali fra i coniugi. 

Nessun addebito della separazione all’uomo, come invece avrebbe voluto la moglie, per aver abbandonato il tetto coniugale. Questo è quanto deciso dai giudici. Infatti, i giudici di merito prima, e la Cassazione poi, hanno escluso che la relazione extra-coniugale dell’uomo fosse la causa della rottura del vincolo coniugale. L’infedeltà porta sempre all’addebito della separazione? La S.C., sul punto, ha ricordato 2 precedenti giurisprudenziali. 

Il primo (Cass., n. 13592/2006), sull’obbligo di fedeltà, afferma che la sua violazione determina normalmente «l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza e costituisce, di regola, causa della separazione personale, addebitabile al coniuge che ne è responsabile, sempre che non si constati la mancanza di un nesso di causalità tra l’infedeltà e la crisi coniugale», e cioè che non risulti la preesistenza di una rottura già irrimediabilmente in atto. E l’abbandono della casa familiare? Il secondo (Cass., n. 10719/2013), invece, riguarda l’abbandono della casa familiare. Di per sé – spiegano gli Ermellini – tale abbandono «costituisce violazione di un obbligo matrimoniale» e, di conseguenza, causa di addebito della separazione, in quanto porta all’impossibilità della convivenza. Tale violazione, tuttavia, non si concretizza se chi ha posto in essere l’abbandono prova che esso «è stato determinato dal comportamento dell’altro coniuge, ovvero quando il suddetto abbandono sia intervenuto nel momento in cui l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza si sia già verificata». Per questi motivi, la Cassazione rigetta in toto il ricorso della donna. 

Fonte. dirittoegiustizia.it

giovedì 10 luglio 2014

il servizio "Trustworthy"..

Servizio "Trustworthy"









Il termine inglese “trustworthy” vuol dire “persona di fiducia”, “fidata”, “attendibile”..

  Ed è proprio il termine che indica meglio quello che di seguito andrò a descrivere.

Trustworthy o “Persona di Fiducia” è una figura ritenuta adatta all’adempimento di compiti delicati ed importanti.
Nel nostro ambito, quello dell’ Investigazione Privata, essa si può identificare in una persona adatta a fornirvi un valido supporto in ogni circostanza che riteniamo possa, in qualche modo, crearvi paure o timori e/o in situazioni nelle quali esse possono, addirittura, fare le vostre veci in ruoli e compiti estremamente delicati o meglio ancora sostituirsi a Voi in tutte quelle condizioni di vita comune nelle quali nasce l’esigenza che un’altra persona si debba sostituire a voi, nelle quali i suoi occhi diventeranno i vostri, il suo agire il vostro agire.

  La mia professionalità ultraventennale nel settore delle Investigazioni Private con Autorizzazioni di più Prefetture dal 1995, il mio Curriculum Professionale, l’esperienza maturata, in prima persona, sul campo, la mia appartenenza all’Arma dei Carabinieri e l’essere tutt’ora iscritto all’ Associazione Nazionale Carabinieri e tutti i traguardi professionali raggiunti, sono garanzia della mia attendibilità e fanno di me oggi un Professionista in grado di saper valutare, conoscere e scegliere personalmente persone adatte ad ogni esigenza, non necessariamente legata ad interessi e attività investigative, ma personalizzata ad ogni Vostra specifica necessità.

 Ovviamente non si tratta di persone che identifichiamo in Autisti, Traduttori, Assistenti o Public Relations, ma bensì di persone professionalmente capaci, tecnicamente preparate, addestrate, con importanti curriculum professionali  e, principalmente, di fiducia (da me garantita), al fine di potervi garantire un valido supporto sul posto a voi o ai vostri cari, in tutte quelle situazioni nelle quali può nascere l’esigenza di desiderare vicino persone che contribuiscano alla vostra tranquillità.

Di seguito alcuni esempi per i quali potrebbe esservi utile una “Persona di Fiducia”:

- Se ad esempio avete la sensazione di essere seguiti, controllati, spiati.. noi siamo in grado di monitorare i Vs spostamenti a distanza in maniera discreta e senza essere notati, per documentare chi vi sta seguendo e capire il perché. Questa attività investigativa potrebbe essere definita come contro-pedinamento, infatti la o le persone impegnate a seguirVi, difficilmente penseranno di essere a loro volta controllati..

- Se siete vittime di “dispetti“,“molestie”, ecc. come, ad esempio, danni alla vostra autovettura, e/o alla vostra abitazione, biglietti anonimi e quant’altro possa arrecarvi disturbo, Noi saremo in grado, con specifici appostamenti, discreti e soliti del nostro mestiere, documentarVi gli autori di tali atti, in maniera tale da renderVi in condizioni di rivolgerVi alle Forze dell’Ordine con le dovute prove, senza dover invece ovviare con le solite denuncie contro ignoti.

Ma oltre all’ambito investigativo, una "Persona Fiducia” potrebbe esserVi utile qualora vogliate far accompagnare i vostri figli “minori”: sia in maniera “occulta”, per venire a conoscenza del “loro fare” in vostra assenza, sia come presenza “di fiducia” per dare a voi ed a loro maggior tranquillità (accompagnarli ad un concerto, in un viaggio, in macchina o in aereo, all’estero, ecc.) fornendo loro assistenza e sicurezza, come se non dovesse mai mancare un punto di riferimento.

In alcune circostanze, può nascere l’esigenza di sentirsi più tranquilli con a fianco una “persona di fiducia” che con la nostra esperienza, in maniera assolutamente discreta, possa accompagnarVi nei vostri spostamenti, viaggi di lavoro, appuntamenti importanti, nella vostra vita privata o lavorativa.

In particolare per l’estero, oltre ad essere disponibili a spostarci personalmente ed ovunque, siamo in rapporto di Amicizia/Collaborazione con il Sig. Frank Crescentini, stimato Investigatore Privato con base negli U.S.A., abitante nello stato del Nevada, a Las Vegas, in grado di fornirVi supporto e assistenza anche sul posto.

In sintesi, sono innumerevoli le situazioni in cui una “persona di fiducia” potrebbe esserVi utile, quindi posso che consigliarVi di rivogerVi a noi per ogni Vostra esigenza o informazione in merito, della quale saremo lieti di discutere di persona, senza alcun impegno, e di fornirVi tutte le più appropriate soluzioni.

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma

giovedì 26 giugno 2014

Marito fedifrago, le prove “postate” su Facebook.


..sentenza che dovrebbe far riflettere. Le persone negli ultimi anni tendono ad insereire nei loro profili di facebook gran parte della loro vita privata ed in particolare foto che la documentano. Ricordo che se non impostate perfettamente le opzioni privacy del profilo FB, la maggior parte delle foto saranno visibili a chiunque. Magari foto che immortalano comportamenti poco corretti e/o dignitosi che potrebbero essere visionate, ad esempio, da una persona che valuta o meno l'assunzione di un candidato, ecc.

Addirittura dei Clienti pensano che facebook sia equivalente "all'anagrafe", infatti mi hanno detto che una tale persona, a loro dire, non esisteva in quanto "non presente su FB"!!!!

Andiamo bene..

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma


Marito fedifrago, le prove “postate” su Facebook

La ex moglie era finita sotto processo per diffamazione dell'amante dell'uomo, ma ha provato che il tradimento c'era stato.




Tradita dal marito e denunciata dall’amante. È la strana vicenda vissuta da una cinquantenne perugina, difesa dagli avvocati Marco Gambuli e Simone Marchetti, finita davanti al giudice di pace con l’accusa di diffamazione per aver detto al giudice della separazione la verità: cioè che il marito la tradiva con un’altra e per questo voleva il divorzio.
La donna era finita davanti al giudice di pace di Perugia con l’accusa di diffamazione, oltre che per ingiurie e percosse, perché nel corso del giudizio di separazione dal marito aveva accusato l’uomo di avere una relazione extraconiugale con la giovane badante rumena che era stata assunta per assistere l’anziana madre dell’uomo.
Accusa di tradimento che aveva fatto arrabbiare non l’uomo, ma la badante. La quale sporgeva denuncia contro la donna che finiva sotto processo.
Davanti al giudice di pace, però, sono comparsi molti testimoni e sono state portate tante prove che quello che aveva detto nei documenti per il divorzio era la verità. La disavventura giudiziaria della signora, infatti, si è conclusa con una sentenza del giudice di pace di Perugia che l’ha assolta da tutti i capi d’accusa. Il giudice ha, infatti, riconosciuto l’esistenza del rapporto extraconiugale proprio grazie alla deposizione di numerosi testimoni, tra cui un investigatore privato, e con l’acquisizione di materiale fotografico tratto dal profilo facebook degli amanti ritratti abbracciati o in atteggiamenti di intimità. Prova di un rapporto molto più intenso di quello di lavoro.

Fonte: giornaledellumbria.it

giovedì 19 giugno 2014

Infedeltà coniugale: le prove del detective valgono in Tribunale


..queste sono le notizie a cui bisognerebbe dare risalto, non solo a quelle negative nei confronti della Professione. Purtroppo però fà più notizia parlare del "solito" Investigatore Privato che fa una professione ai limiti del "romanzesco", piuttosto che evidenziare che, nella maggioranza dei casi, si tratta di un professionista serio che fornisce le prove ai Clienti per poterli aiutare a far valere un loro diritto in sede giudizziaria..

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato Roma



Infedeltà coniugale: le prove del detective valgono in tribunale


Sentenza di Cassazione sulla separazione di due modenesi «L’investigatore privato è ammesso: porta dati oggettivi»




Via libera alle investigazioni di un detective privato portate come prova in tribunale in una causa di separazione. È la Cassazione a stabilirlo dando ragione ad un modenese che aveva assoldato un investigatore privato per accertare l'infedeltà della moglie.
Era stata la donna, che voleva separarsi dal marito, a promuovere la causa chiedendo il mantenimento. Ma i giudici hanno ritenuto che dalle fotografie e dai tabulati telefonici emersi dalle indagini dell'investigatore e portati in tribunale, fosse la nuova relazione della moglie la ragione della definitiva rottura del rapporto tra i due coniugi. Le hanno quindi addebito la separazione, escludendo il suo diritto al mantenimento, nonostante questa avesse sostenuto che il matrimonio fosse in crisi prima della sua infedeltà, tanto che già dormivano in camere separate.
La Cassazione - con la sentenza 11516 della prima sezione civile, che ha confermato quanto stabilito nel merito dal tribunale di Modena e dalla corte d'Appello di Bologna - ha ribadito quanto stabilito dalla stessa Corte nell'ambito dei rapporti di lavoro “ove è consentito al datore di lavoro incaricare un'agenzia investigativa al fine di verificare le condotte illecite da parte dei dipendenti”. “Nel contesto della materia familiare - scrivono i giudici - parimenti il ricorso all'ausilio di un investigatore privato è ammesso”. Una sentenza che farà certamente piacere alle agenzie investigative, che sui casi di infedeltà coniugale già lavorano molto e che ora vedono le proprie relazioni acquisire un “valore aggiunto”: la loro validità non si può poù mettere in discussione.
Nel caso dei due coniugi modenesi, la corte d'Appello ha ritenuto che la violazione del dovere di fedeltà fosse precedente alla domanda di separazione sulla base delle date delle fotografie e dei tabulati telefonici portati in tribunale. Su questo punto aveva fatto ricorso in Cassazione il difensore della donna, opponendo che “la relazione investigativa era stata redatta da un terzo su incarico del marito, dunque senza le garanzie del contradditorio” e che l'investigatore “aveva narrato una serie di fatti giungendo a conclusioni del tutto personali”. Cioè, che la moglie tradiva il marito prima della causa di separazione.
Secondo la Cassazione, invece, il materiale portato in aula del detective è valido. Si tratta - si legge nella sentenza - “di dati del tutto oggettivi, non di mere deduzioni dell'investigatore privato incaricato”. A fronte dell'adulterio, dunque, il marito “ha assolto all'onere della prova su  di lui gravante”, mentre - conclude la Suprema Corte - “l'anteriorità della crisi matrimoniale” rispetto all'infedeltà, sostenuta dalla moglie, “non è stata positivamente accertata dalla corte di merito”.
fonte: gazzetta di modena.

sabato 14 giugno 2014

Roma capitale dei tradimenti, è la città più infedele d'Italia..


..che dire.. Considerando che, a differenza di molti colleghi che dicono di occuparsi di investigazioni finalizzate ad indagini societarie, ecc., la mia attività primaria consiste nello svolgere indagini attinenti alle infedeltà coniugali. Questo dal 1995 e con migliaia di casi svolti.
Ovviamente le sfaccettature delle indagini nel settore delle separazioni sono molteplici, ad esempio: accertare una relazione extra coniugale ed ottenere le prove da poter portare in Tribunale per la separazione, accertare un eventuale lavoro non dichiarato del coniuge per la modifica dell'assegno di mantenimento, accertare eventuali comportamenti anomali quando il coniuge sta insieme al figlio minore, accertare e dimostare il reale stato patrimoniale e il tenore di vita, ecc.
Insomma le attività specifiche intorno alle investigazioni private in ambito familiare sono moltissime, ma il mio lavoro principale rimane nell'ambito delle infedeltà coniugali..
Quante ne potre raccontare dopo venti anni di attività in questo settore.. ma non posso per motivi di privacy e non voglio perchè tutelo i miei Clienti..
Però forse un giorno, non citando fatti e riscontri precisi, scriverò un libro in cui racconterò le verie sfaccettature delle infedeltà..
Ciao.
Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma







Roma capitale dei tradimenti, è la città più infedele d'Italia



www.maximedetective.net


Roma capitale dei tradimenti. Nel 2014 la Capitale si riconferma la città più infedele d’Italia. A diffondere i dati il portale di incontri extraconiugali AshleyMadison.com, che fa il check-up alle unioni di casa nostra rendendo nota la distribuzione dei suoi iscritti su tutto il territorio nazionale.

Con 53mila membri, i romani primeggiano in fatto di scappatelle relegando al secondo e al terzo posto di questo podio adulterino Milano e Torino con 37mila e 28mila iscritti. Il social network dell’infedeltà, secondo solo a Facebook per crescita su scala mondiale - ogni 4,4 secondi s'iscrive un nuovo utente per una media di 26 minuti dedicati giornalmente alla ricerca dell’amante ideale – conta attualmente più di 25 milioni di membri in circa 37 paesi, 600mila sono in Italia con una concentrazione massiccia nel Nord Italia.

Nella Top10 delle “mistress cities” sono ben sei i capoluoghi settentrionali: insieme a Milano e Torino anche Brescia (19mila iscritti), Treviso (18mila), Padova (18mila) e Bologna (17mila). Decisamente più fedeli i meridionali con Napoli unica portabandiera dell’adulterio (23mila). Matrimoni “quasi” al sicuro a Bari che conta 16mila iscritti. Non cedono, invece, alle tentazioni i siciliani: a Palermo il numero dei fedifraghi online scende a soli 15mila. “Tradire mai, divorziare sì. Questa è la moralità ‘dichiarata’ dagli italiani – spiega Noel Biderman, CEO di AshleyMadison.com – Ma mentre i dati diffusi di recente dal Pew Research Center parlano di una schiacciante disapprovazione per infedeltà, rapporti prematrimoniali, uso di contraccettivi e aborto, i fatti dimostrano che la morale religiosa si allontana nettamente dalla realtà. I nostri dati sono l’esempio che gli italiani pur disapprovando l’infedeltà si iscrivono a siti di incontri extraconiugali e tradiscono anche in città come Roma che ancora vivono sotto una forte influenza religiosa".

Ma chi sono i cuori fedifraghi italiani? Gli uomini rappresentano il 56% del popolo degli infedeli. In media sopra i 40 anni, con una laurea in tasca (65%) o un diploma (21%), sono alla ricerca di una donna che incarni il mito di Scarlett Johansson: bionda, burrosa e disinibita, tra i 25 e i 45 anni. Nella vita di tutti i giorni, sono, nella maggior parte dei casi, manager, informatici o dipedenti statali (a volte ricoprono incarichi governativi) con un conto in banca non indifferente: il 72% ha un reddito sopra la media nazionale. Da non sottovalutare, l’ascendente negativo della routine sotto le lenzuola o di una partner poco avventurosa: molti, infatti, sperano di poter realizzare fantasie inconfessabili o semplicemente non si sentono appagati dal punto di vista sessuale.

Preoccupate dal giudizio del prossimo, le donne sembrano più discrete. Il popolo femminile rappresenta il 44% dei traditori, la percentuale sale al 48% nelle grandi città. In media, hanno 38 anni e lavorano nel marketing, nel settore bancario o delle vendite. Laureate (64%) o diplomate (27%) hanno un reddito nella media (67%). Spesso si concedono una scappatella perché vogliono sentirsi desiderate, i loro bisogni emotivi non sono appagati dal partner o molto semplicemente amano il sesso e non vogliono privarsene. Tradiscono i loro compagni con uomini tra i 40 e i 55 anni, castani, alti e muscolosi oltre che economicamente indipendenti.

Fonte: messaggero.it

domenica 8 giugno 2014

Pirlo, la separazione costerà una fortuna: «A Deborah 55 mila euro al mese per gli alimenti»



Che la separazione, oltre ad essere una delusione sentimentale ed un fallimento personale, sia anche un danno economico era noto, ma dipende anche dalla situazione economica ed il tenore di vita della coppia. A mio avviso per coppie molto benestanti è si una "batosta" al livello economico, ma bisogna pensare anche a tutte quelle coppie che sono costrette ad affrontare una separazione pur avendo un solo reddito e/o due redditi nella media.. ritengo che forse questi ultimi affrontano periodi più "bui"..perchè è vero che la sofferenza e la delusione sono uguali per tutti..ma meglio piangere al volante di una Porsche che di una Panda.. Massimiliano - Investigatore Privato a Roma




Pirlo, la separazione costerà una fortuna: «A Deborah 55 mila euro al mese per gli alimenti»




Un altro addio, un altro matrimonio al capolinea, un altro grande patrimonio da dividere. E come nel caso di Buffon e Seredova, anche qui si parla di una fortuna. Circa 55mila euro al mese sarebbe infatti la cifra da capogiro decisa per il mantenimento nella causa di separazione tra Andrea Pirlo e Deborah Roversi, stando a Tuttosport.


I due si sono incontrati qualche giorno fa per la formalizzazione delle pratiche. Diva e Donna li ha immortalai, accompagnati dai loro avvocati, davanti al Tribunale di Brescia. Volti tesi, come si vede nelle foto, perché gli addii non piacciono a nessuno. Tantomeno dopo 12 anni di matrimonio, come nel caso di Pirlo, centrocampista della Juve e della Nazionale, e la Roversi e due figli. E meno ancora quando c'è di mezzo un tradimento, un'altra donna, un altro uomo. E in ambedue i casi le variabili sono le stesse. Compreso il patrimonio stellare da dividere.

Nel caso di Pirlo la cifra per il mantenimento sarebbe stata già fissata: 55 mila euro mensili. Ultimamente sembra proprio che il calcio non favorisca le relazioni matrimoniali. Stare insieme è una delle partite più impegnative e difficili del campionato della vita di ognuno e in molti non reggono al gioco.

Fonte: messaggero.it

martedì 27 maggio 2014

Cassazione: le prove raccolte da un investigatore privato sono valide in causa di separazione

  ..Ottima sentenza che va a confermare l'importanza del dimostrare, con l'ausilio delle prove fornite da un Investigatore Privato, l'infedeltà del coniuge come motivo della separazione, al fine della richesta di addebito della responsabilità.
     A pensare che ci sono ancora persone, anche Legali, convinti che le fotografie fornite da un Inevestigatore Privato non si possono presentare per "motivi di privacy"..
      A mio avviso tanti progressi sono stati fatti negli ultimi anni, ad iniziare da Decreto Ministeriale 269/2010, che ha fatto molta chiarezza in molti aspetti dello svolgimento della professione come, ad esempio, l'uso lecito della Localizzazione Satellitare, ecc. ecc.
    Molta strada si deve ancora fare per dare a questa professione l'importanza e il rispetto che merita.
Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma




Cassazione: le prove raccolte da un investigatore privato sono valide in causa di separazione


La Corte dà ragione a un marito che aveva chiesto il divorzio dalla moglie dopo aver scoperto il suo tradimento. Per scoprirla ha assoldato un detective. Confermate le sentenze del tribunale di Modena e della corte d'Appello di Bologna.




BOLOGNA - Via libera alle investigazioni di un detective privato portate come prova in tribunale in una causa di separazione. E' la Cassazione a stabilirlo dando ragione ad un uomo che aveva assoldato un investigatore per accertare l'infedeltà della moglie. Era stata la signora, che voleva separarsi dal marito, a promuovere la causa chiedendo il mantenimento. Ma i giudici hanno ritenuto che dalle fotografie e dai tabulati telefonici emersi dalle indagini dell'investigatore e portati in tribunale, fosse la nuova relazione della moglie la ragione della definitiva rottura del rapporto tra i due coniugi. Le hanno quindi addebito la separazione, escludendo il suo diritto al mantenimento, nonostante questa avesse sostenuto che il matrimonio fosse in crisi prima della sua infedeltà, tanto che dormivano in camere separate.

La Cassazione - con la sentenza 11516 della prima sezione civile, che ha confermato quanto stabilito nel merito dal tribunale di Modena e dalla corte d'Appello di Bologna - ha ribadito quanto stabilito dalla stessa Corte nell'ambito dei rapporti di lavoro "ove è consentito al datore di lavoro incaricare un'agenzia investigativa al fine di verificare le condotte illecite da parte dei dipendenti". "Nel contesto della materia familiare - scrivono gli ermellini - parimenti il ricorso all'ausilio di un investigatore privato è ammesso".

Nel caso dei due coniugi la corte d'Appello ha ritenuto che la violazione del dovere di fedeltà fosse precedente alla domanda di separazione sulla base delle date delle fotografie e dei tabulati telefonici portati in tribunale. Su questo punto aveva fatto ricorso in Cassazione il difensore della donna, opponendo che "la relazione investigativa era stata redatta da un terzo su incarico del marito, dunque senza le garanzie del contradditorio" e che l'investigatore "aveva narrato una serie di fatti giungendo a conclusioni del tutto personali".

Secondo la Cassazione si tratta "di dati del tutto oggettivi, non di mere deduzioni dell'investigatore privato incaricato". A fronte dell'adulterio, dunque, il
 marito "ha assolto all'onere della prova su di lui gravante", mentre - conclude la Suprema Corte - "l'anteriorità della crisi matrimoniale" rispetto all'infedeltà, sostenuta dalla moglie, "non è stata positivamente accertata dalla corte di merito".

Fonte: bologna.repubblica.it

giovedì 8 maggio 2014

Convinto di avere cimici dei servizi nelle calzature rubava scarpe di continuo, arrestato



..ma io dico..invece di fare tutto stò casino, mi chiamava, gli facevo una bonifica elettronica alle scarpe e gli dicevo se c'era o meno la presenza di microspie all'interno.. è vero che avrebbe speso 200/250 euro, ma evitava il carcere.....
Scherzo.. Ma il problema delle persone che si sentono perseguitate non è da prendere alla leggera.. Nel cosrso della mia attività ho conosciuto molti Clienti convinti di essere perseguitati da ex, da servizi segreti, da ex datori di lavoro, dalla Cia, ecc. ecc.
Il lavoro consiste a volte anche nel dare un cossiglio o una rassicurazione..
Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma




Convinto di avere cimici dei servizi nelle calzature rubava scarpe di continuo, arrestato






Trent'anni, alcune difficoltà economiche e la necessità di avere scarpe continuamente nuove. Thiago Aparaceido Mingone è infatti convinto che i servizi segreti mettano le cimici nelle sue calzature, per intercettarlo. Quindi il ragazzo, originario del Brasile, costretto a cambiare scarpe frequentemente, viene arrestato praticamente ogni settimana, quattro volte solo nel mese di aprile e sempre per aver rubato calzature. Anche recentemente, su richiesta del pubblico ministero Mario Pesci, è stato convalidato l'arresto nei confronti del ladruncolo. Dopo il provvedimento emesso dal giudice, il Lupin delle scarpe, in attesa che inizi il processo che lo vede accusato di rapina e lesioni personali, dovrà restare lontano dalla capitale.

Il Lupin delle scarpe. Thiago Aparaceido Mingone ha commesso il suo primo furto lo scorso marzo. Da allora il ladruncolo, brasiliano senza fissa dimora, non si è più fermato, specializzandosi in una particolare tipologia di furti e collezionando diverse denunce, quattro solo nel mese di aprile e sempre per lo stesso reato: furto di scarpe. Un'esigenza, quella di avere continuamente scarpe nuove, alla quale il ragazzo non può rinunciare. E' infatti convinto di essere pedinato dai servizi segreti. Secondo il giovane brasiliano, che ha anche chiesto asilo politico nel Belpaese, gli 007 italiani lo intercetterebbero, ascoltando ogni sua conversazione grazie ad alcune cimici inserite nelle sue scarpe. I suoi persecutori, sarebbero così solerti da riuscire a inserire sofisticate apparecchiature nelle sue scarpe ogni settimana. Così l'uomo, è frequentemente costretto a recarsi in un negozio diverso, dove ruba sempre e solo scarpe. A fine aprile infatti, giunto alla Benetton della stazione Termini, ha chiesto alla commessa di provare un paio di calzature. Successivamente, approfittando della confusione, si è allontanato lasciando i suoi mocassini e calzando un paio di scarpe nuove. Così le forze dell'ordine, allertate dalla commessa, hanno arrestato l'uomo nonostante i tentativi di aggressione del ladro ai danni dei militari. Dopo i numerosi arresti i carabinieri conoscono molto bene Thiago ed hanno chiesto al ragazzo come mai rubasse così tante calzature. A quel punto il ladruncolo ha spiegato di essere vittima dei servizi segreti.

mercoledì 7 maggio 2014

Sharia e lapidazione per gli adulteri Rivolta contro il sultano del Brunei



Nella mia solita ricerca di notizie "curiose" nel web, mi sono imbattuton in questa che non mi pare male..
Che dire.. Io mi occupo di Infedeltà Coniugali da circa 20 anni e ne ho viste "di tutti i colori".. Diciamo che se ci fosse la legge anche quì che punisce con la lapidazione chiunque si renda partecipe di un adulterio.. rimarebbero in pochi a circolare liberamente..
A parte gli scherzi e le battute, a mio avviso è una barbarie.. possiamo dioscutere a lungo sull'infedeltà e sulla mancanza di rispetto che comporta, ma la legge della lapidazione mi pare fuori luogo..
In ogni caso molte persone su cui ho svolto investigazioni per conto del loro coniuge, avrebbero di gran lunga preferito la lapidazione rispetto all'esito economico delle loro cause in Tribunale..


Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma



Sharia e lapidazione per gli adulteri Rivolta contro il sultano del Brunei.

Le norme si applicheranno anche ai cristiani. Inutili le proteste delle organizzazioni umanitarie internazionali. Appelli per boicottare gli hotel a 5 stelle del sultanato.






Nelle parole del sultano Hassanal Bolkiah, l’introduzione del codice penale islamico per il felice popolo del Brunei è «un atto di fede e gratitudine nei confronti di Allah, l’onnipotente». Si tratta di infliggere pene come la flagellazione, l’amputazione degli arti ai ladri e la morte per lapidazione agli adulteri e a chi commette atti sessuali contro natura. La decisione è stata presa dopo una lunga polemica che ha coinvolto le organizzazioni internazionali per i diritti dell’uomo. Ma il sultano, dall’alto dei suoi 20 miliardi di dollari di ricchezza personale costruita sul petrolio e del diritto divino al regno sui 416 mila sudditi del suo minuscolo Stato incuneato nel Borneo, il primo maggio ha emanato il decreto. Come riportato dalle cronache mondane, il sultano vive in un palazzo di 1.788 stanze, si fa proteggere da una guarnigione di mille soldati britannici ereditati dall’epoca coloniale ed è noto per la stravaganza: quando festeggiò i 50 anni, ingaggiò Michael Jackson per una serata costata 17 milioni di dollari. Come regalo di nozze alla terza moglie, una star televisiva che ha meno della metà dei suoi anni, pensò a un corano d’oro da quattro milioni. Gli eccessi contraddistinguono la famiglia regnante. 
Il fratello del sultano, Jefri Bolkiah, ha un harem e un superyacht che si chiama «Tits» (tette) e due barche d’appoggio battezzate «Nipple 1» e «Nipple 2» (capezzolo uno e due). Tempo fa i fratelli si scontrarono per un ammanco miliardario nelle casse del sultanato.

Oggi Hassanal Bolkiah ha 67 anni e con l’età, dicono i politologi, sta diventando sempre più religioso. Forse si prepara all’aldilà. Il sultano, secondo i sondaggi, gode dell’appoggio di quel 70 per cento della popolazione del Brunei che è formato da musulmani di rito sunnita. Il resto è composto da un 15 per cento di cinesi e da una minoranza cattolica e anglicana. La legge coranica si applicherà anche a loro e i vescovi locali già temono di dover sospendere i battesimi per non incorrere nei rigori del codice. 
Bolkiah sostiene che il codice penale islamico difenderà il regno dall’esterno, dalla globalizzazione che porta influssi decadenti, tentazioni che vengono diffuse via Internet: «Queste leggi sono un aiuto di Dio». Il codice legato alla Sharia sarà introdotto in tre fasi. Nella prima subiranno ammende e pene detentive coloro che saranno trovati colpevoli di condotta indecente, metteranno al mondo figli al di fuori del matrimonio o non frequenteranno la moschea il venerdì. Nella seconda fase, a fine anno, i condannati per furti e rapine saranno frustati pubblicamente o avranno le mani tagliate. L’anno prossimo la fase finale: lapidazione a morte per adulterio e sodomia. 

La protesta della Commissione diritti Umani delle Nazioni Unitenon ha fermato il sultano. Lo ha lasciato indifferente anche la minaccia di Londra di rivedere l’accordo che fornisce al Brunei (a pagamento) il battaglione di soldati di Sua Maestà britannica. Si sta mobilitando anche un fronte di personalità del jet set internazionale, guidato dall’attore inglese Stephen Fry e dalla star americana Ellen DeGeneres. «Dobbiamo mandare al sultano un chiaro messaggio: cominciamo boicottando la sua catena di alberghi a cinque stelle Dorchester Collection», ha scritto su Twitter Fry, che si rivolge ai suoi 6,7 milioni di followers. Si è unito il designer di scarpe americano Brian Atwood, che ha incitato l’industria della moda a disertare gli alberghi Dorchester di Londra, Parigi e Milano durante le settimane delle sfilate. La catena comprende tra gli altri il Bel-Air di Los Angeles, il Dorchester di Londra, l’Athenée a Parigi, il Principe di Savoia a Milano. I dipendenti degli alberghi hanno diffuso un comunicato: «Noi con le questioni religiose e politiche non c’entriamo». 

domenica 4 maggio 2014

Minori, sempre più genitori dai detective per controllare i figli.


Il controllo dei minori è sempre stata un'attività importante e molto frequente per gli investigatori privati, infatti sempre più genitori sono preoccupati per le frequentazioni dei loro figli. Questo anche alla luce degli ultimi eventi di cronaca.

Devo dire che non sempre le preoccupazioni dei genitori risultano essere poi fondate, ma, come si dice, meglio "prevenire" che "curare".

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma



Minori, sempre più genitori dai detective per controllare i figli.



ROMA - I genitori ricorrono sempre più al detective privato per conoscere le abitudini dei figli. Il trend è diffuso, ma si registra con particolare frequenza nei grossi centri abitati, dove entrambi i genitori sono costretti a tante ore al lavoro. Emerge dai dati delle stesse agenzie investigative (per quanto non sia disponibile nessun dato complessivo nazionale). Alla Global security di Genova, ad esempio, ormai la tutela dei minori copre il 15% delle attività. Di più: alla Phersei con sede a Milano, le richieste (su tutta Italia) sono passate dalla ventina del 2011, alle 50 del 2012 fino alle 70 del 2013. 
investigatore_privato_figli"Di solito, le indagini partono dalla verifica delle cattive frequentazioni, per poi arrivare anche a scoprire casi di tossicodipendenza, abuso di alcol e altro", spiega Marzio Ferrario, amministratore di Phersei. "Al di la' del fenomeno droga, i genitori si preoccupano soprattutto per le frequentazioni. Sono in aumento i casi di ragazze che si prostituiscono per avere più soldi da spendere", gli fa eco Silvio Bacherini, titolare della licenza da investigatore privato dal 1987 con la sua Global security a Genova. Le indagini sui minori hanno spesso durata breve. Difficilmente superano i 30 giorni. La difficoltà per l'investigatore è riuscire ad inserirsi in un ambiente giovanile e conquistarne la fiducia, senza essere sorpreso. 

E poi la parte dura è affrontare la verità che spesso emerge dall'indagine: "Nel 90% dei casi i genitori avevano fiutato giusto", nota Bacherini. E' qui che gli investigatori giocano la parte più' difficile. Devono mantenersi asettici, rimanere legati solo a quanto emerge dalla relazione e dai riscontri fatti, evitare di dare giudizi. "Per questo spesso consigliamo alla famiglia di rivolgersi a psicologi con cui possiamo collaborare per decidere come dirlo al minore e come la famiglia deve trattare quest'informazione", commenta Ferrario. "Il problema di fondo è legato a come è cambiata la famiglia, al fatto che esistono sempre meno momenti per parlarsi e per stare tutti insieme. Per questo gli psicologi sono più titolati di noi, che forniamo solo i dati oggettivi da cui partire", aggiunge Bacherini. L'altro punto critico delle indagini sui minori riguarda gli effetti sulle relazioni della famiglia. Spesso infatti il minore frequenta qualche coetaneo che ha sua volta ha qualche giro poco pulito. Come si deve comportare l'altra famiglia? Le verità dell'indagine spesso mettono a dura prova le relazioni anche con i genitori del "complice". 



fonte: diregiovani.it