martedì 14 aprile 2015

Era in malattia con le stampelle ma andava a correre: licenziato.


In molti anni di carriera mi è capitato in molte occasioni di svolgere investigazioni private nei confronti di dipendenti e devo dire che, nella maggior parte dei casi, i miei Clienti avevavo ragione e hanno ottenuto le prove necessarie. vero è che quando si arriva a commissionare un'investigazione privata e di conseguenza spendere del denaro, sicuramente si hanno più che semplici sospetti vaghi, bensì quasi delle certezze e di conseguenza mancano solo le prove.
Devo dire che nei tanti casi del genere che ho fatto ricordo la persona "gravemente malata" alla gambe che faceva gare podistiche, oppure l'insegnate di scuola privata a cui, per "gravi motivi lavorativi" si era abbassata la vista, ma che in realtà lavorava in uno studio medico, da cui per conincidenza erano stati anche fatti i suoi certificati, in cui prendeva gli appuntamenti per i clienti, scrivendo di suo pugno gli orari..ecc. ecc. potrei citarde decine..

Il punto però è un altro. Molte persone non si rendono conto che usando la malattia come scusa per assentarsi non la mettono in "quel posto" solo all'azienda per cui lavorano, ma spesso anche ai loro colleghi che sono costretti a svolgere mansioni e/o orari che non gli competono..

Nel pubblico bisognerebbe "mettere il naso", non solo nel privato.. Con la "104", ecc.ecc.

Faccio un appello: Sindaco di Roma, chiamami. Il primo lavoro lo faccio anche senza compenso, tanto per presentarmi.

Massimiliano Altobelli - Investigatore Privato a Roma




Era in malattia con le stampelle ma andava a correre: licenziato.




Dipendente della De Rigo Vision di Longarone pedinato
da un investigatore privato: il certificato medico parlava di caviglia rotta.

BELLUNO - «È in malattia per la caviglia rotta, ma fa corsa di fondo». Una segnalazione "sibillina" che, nell’estate del 2012, ha fatto scattare il controllo dell’azienda per la quale l’operaio lavorava. È così che la De Rigo Vision di Longarone ha assoldato un investigatore privato e ha fatto pedinare il suo dipendente. Alla fine lui è stato mandato via dal lavoro e ora si trova anche a processo per truffa.

È emerso nel processo in cui è imputato G.F, 48 anni originario di N. ma residente a Belluno, difeso dall’avvocato M. G.. Ieri mattina in tribunale a Belluno di fronte al giudice A. C., rispondendo alle domande del pm S. R. ha parlato l’investigatore privato.

L’uomo ha raccontato degli appostamenti del luglio 2012 e del settembre 2012, ordinati dall’azienda Rigo Vision. Il risultato più eclatante è stata la «discontinuità nell’uso delle protesi». O meglio F. che era in infortunio per un «trauma distrattivo della caviglia sinistra» a luglio si muove senza protesi.

A settembre emerge che quando l’operaio va alla visita in ospedale a Belluno per gli accertamenti sull’infortunio entra con le stampelle. Ma è l’unico momento in cui le utilizza: non gli servono quando poi va a fare la spesa o quando gioca con i bimbi, o quando addirittura porta le borse della spesa o carica il peso proprio sulla caviglia "malata" restando solo sul piede sinistro.

Il dvd con le foto viene consegnato all’azienda che incarica un medico legale, che ieri ha illustrato la relazione redatta. «Deambulava liberamente», ha sottolineato anche il medico.

L’ex operaio della De Rigo Vision di Longarone il 10 luglio 2012 appoggiò male il piede sul marciapeide mentre entrava al lavoro. L’infortunio inizia con una prognosi di 15 giorni per protrarla in più segmenti fino al 16 ottobre 2012: per tre mesi totali. L’operaio svolgeva in fabbrica le sue mansioni da seduto. Si torna in aula il 18 settembre quando verrà sentito Piter De Rigo, l’ex titolare.

Fonte: ilmattino.it